Campus by night. E in trecento, volontari, iscritti alla onlus The Crew in collaborazione con l'associazione studentesca Student Office, provano a ridare dignità al quartiere universitario di via Zamboni a Bologna. Non amano parlare di occupazione. Ma da dodici anni, e per alcuni giorni nel mese di maggio, quello fanno.

http://www.campusbynight.it/

“Cerchiamo – afferma Francesco Brignoli, studente di Astrofisica - di strappare agli eroinomani questa zona, dove tutti i giorni c’è fetore di urina e immondizia e dove i cittadini sono spesso vittime di scippi. Con il Campus by night proviamo a riappropriarci del quartiere con mercatini, concerti, gare sportive e incontri a tema, ma spesso le testale locali ci ignorano. Ogni anno combattiamo con i cittadini sempre più delusi e angosciati dalle sorti di questa zona, sede di una delle più prestigiose università italiane”.

L'idea del Campus è nata più di dieci anni fa da un gruppo di studenti universitari che condividono un'esperienza di fede cattolica.

“L’obiettivo è sempre stato – fa sapere Francesco - offrire una proposta culturale alternativa agli studenti di Bologna. Per fare questo ci impegniamo molto. Molti passano notti in bianco a montare gli stand, qualcuno dedica mesi a pensare all'organizzazione.  I giornali, però, parlano solo degli aspetti negativi del quartiere. Ma in quelle stesse vie organizziamo il Campus! Per la prima volta, quest'anno, oltre al Rettore, Ivano Dionigi,  il Sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha riconosciuto il valore della nostra iniziativa. L’ha inaugurata e si è fermato, anche se per poco tempo, a vedere alcune mostre. Ne siamo orgogliosi. L’evento, destinato agli studenti, nostri compagni di corso, è di fatto una proposta a tutta la città. Miriamo a dimostrare che è possibile costruire una cosa bella anche dove abbondano furti e spacciatori. Siamo in trecento, studenti, tutti ovviamente volontari. E ogni anno fatichiamo tanto per trovare sponsor. Oggi possiamo anche contare sul patrocinio dell’Università. Fondamentale per la raccolta fondi, è stata la megalotteria che abbiamo organizzato: la vendita dei biglietti è partita un paio di mesi prima”.

La difficoltà più grande? “Avere permessi – replica – eppure era tutto in regola. Volevamo ridipingere i muri delle vie dove si svolge la manifestazione, ma la Sovrintendenza ai Beni Culturali ha fatto mille storie, preferendo che lasciassimo tutto inalterato. Abbiamo avuto anche problemi con il ristorante autogestito. Ripeto, tanti sacrifici, ma è stato difficilissimo coinvolgere i media locali.

Puntiamo per i prossimi anni a superare le 20 mila presenze”.

Il filo rosso degli eventi dell’edizione scorsa era una frase di una canzone di Jovanotti, che dice: “E adesso in questo casinò prova a capire chi sei”. 

http://vimeo.com/94128473

Se ci sentiamo tosti? “Certo – conclude lo studente. Da uno a dieci, tredici. Andremo avanti. Con la nostra (sorride, ndr) occupazione, ma bianca”.

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