Canta per dare voce a quelli come lui, ma, per comunicare, usa la lingua dei segni.  

Il tipo tosto è Francesco Brizio, in arte Brazzo, rapper per hobby.

Nato a Taranto nell’87, un diploma di ragioniere, dipendente di una compagnia assicurativa, è sordo dalla nascita, come i suoi genitori, i suoi fratelli e i suoi cugini, ma non ha mai smesso di inseguire un sogno.

“Nonostante il mio problema – racconta - ho sempre sognato di cantare. Immagina, un sordo che canta con la sua voce! Il mio grandissimo desiderio e penso di averlo realizzato con tanti piccoli passi. Poiché sono sordo, la musica non è mai stata la mia grande passione. Ho iniziato solo per curiosità. E’ stato un lungo percorso, sostenuto da una logopedista, una carissima amica e dal Realsound. Con grande pazienza ho raggiunto i miei primi traguardi: cantare e realizzare i videoclip. https://www.youtube.com/watch?v=iHmbQ3eKTTs&feature=youtu.be Oltre a scrivere canzoni ed esercitarmi a cantare, ho dovuto reinterpretare tutto nella lingua dei segni. Sono due modi di esprimersi completamente diversi. E’ come studiare una lingua straniera, ma più visiva e piena di espressioni. Però, ce l’ho fatta. Sono abituato ad affrontare le difficoltà grazie alla mia sordità e ne vado fiero.

Il tuo primo lavoro si intitola: Sono sordo mica scemo.  Perché un titolo così?

Ho voluto provocare, rivelare i nostri disagi, chiedere più rispetto perché spesso siamo emarginati e poi voglio far conoscere la nostra lingua dei segni. A volte noi sordi non veniamo trattati con rispetto. Eppure, un sordo può raggiungere ottimi risultati nella musica, nello sport, nel mondo della televisione, dello spettacolo e della moda perché come dice la canzone “in fondo siamo tutti esseri umani”. 

Sei l’unico rapper sordo in Italia?

No. C’è un sordo che ha iniziato prima di me e che rappa con i segni.

Stai preparando un cd?

Si, sto progettando un album interamente cantato e segnato. Voglio dare più visibilità alla nostra lingua dei segni.

Cos’è la musica, e soprattutto, il rap per te?

Di musica so pochissimo, leggo testi scritti da vari cantanti. Per me il rap è poesia, un modo di esprimersi, è il mio sfogo. E’ il mezzo che uso per dare voce a chi si sente escluso, come me. E’ la mia arma. Con il rap sto sostenendo ItalialoveLIS. https://www.change.org/p/l-italia-vuole-il-riconoscimento-della-lingua-dei-segni-italiana-italialovelis Da un anno mi sono attivato perché non voglio che si chiuda l’Istituto Statale Sordi Roma e perché il Parlamento approvi la proposta sulla lingua dei segni. https://www.facebook.com/italialovelis/?fref=mentions&pnref=story Per ora è tutto fermo al Senato. Abbiamo aspettato tanti anni. Ci serve per rendere migliore la nostra vita. Io non mi fermo mai, lotto per ciò che è ingiusto. E spesso riesco ad ottenere quello che voglio

Gli altri tuoi progetti?

Mi piacerebbe aprire una scuola per sordi con l’integrazione degli udenti, un posto in cui il bilinguismo non resti un sogno, con il servizio di interpretariato e assistenti della comunicazione. 

Ti senti un tipo tosto?

Mi sento abbastanza tosto, lotto perché noi sordi possiamo avere un futuro migliore e per sensibilizzare molti giovani a comprendere il nostro disagio.

 

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                                                                                                                                                                                                                         Cinzia Ficco

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