Da Fabio Gangemi ricevo questa lettera, che vi consiglio di leggere. E' un invito a resistere e arriva da una terra in cui chi prova a ribellarsi, viene isolato. A lui è andata così, ma il desiderio di recuperare ciò che c'è di bello, lo spinge a non arrendersi.  

 

“Mi chiamo Fabio Gangemi, sono nato a Palmi (Reggio Calabria) nel 1979, mi sono diplomato nel 1998 presso l’IPSIA sempre a Palmi come tecnico delle industre elettriche ed elettroniche. Da allora per passione ho cominciato a lavorare per alcune aziende in Calabria come tecnico informatico: assemblavo, riparavo pc, stampanti, fotocopiatrici, registratori di cassa, realizzavo siti web.

Negli ultimi anni ho lavorato per una grande realtà aziendale del Sud. Mi occupavo del customer care, l’assistenza ai clienti, fino a quando, dopo l’ennesima diatriba avuta con il titolare dell’attività, stanco di umiliazioni e conflitti, mi sono dimesso. Un giorno il titolare mi ha detto: Ti abbiamo assunto solo perché credevamo avessi l’invalidità. Purtroppo a causa di una malattia, sono parzialmente privo di udito. Facevo di tutto, ma loro non erano mai contenti. Lo stipendio era al limite della decenza a fronte del lavoro svolto, delle responsabilità che avevo. Così ho deciso di svoltare. Non mi andava più di sopportare. Mi sono ribellato e sono andato via. All’inizio mi sono sentito svuotato, come un secchio vuoto dove ormai si raschiava il fondo per vedere cosa ancora di buono si potesse tirare fuori. Ero depresso. Se fossi stato diverso, avrei pensato ad una soluzione estrema. Invece, con il passare delle settimane, ho sentito che avrei dovuto reagire: è scattata una molla. Ho deciso di rimettermi in gioco: sono ripartito da zero, con un amico che ha creduto in me e nella mia idea.  In pochissimi hanno capito davvero la mia scelta. Su circa cento dei miei ex colleghi solo tre mi sono rimasti vicini. In questa terra chi si ribella viene emarginato.

Ma ho provato a camminare da solo e ho pensato che la Rete mi avrebbe potuto aiutare. Orami tutti comunicano con Internet, email, whatsapp, sms, social network. Beh, allora - ho pensato - perché non provare a sfruttare le nuove tecnologie?

Nell’azienda in cui lavoravo le mie competenze tecnologiche non sono mai state né apprezzate, né sfruttate. Oggi realizzo siti, seguo campagne di web marketing, lavoro da casa e mi pagano puntualmente ogni mese, ma soprattutto mi ringraziano per quello che faccio. Sono soddisfatto e fiero di me.

Il web non mi sbatte le porte in faccia, anzi, mi dà l’opportunità di lavorare, trovare il mio posto al mondo. Mi dà la possibilità di comunicare senza problemi.

Grazie ai risultati positivi ottenuti, ho capito che questa era la strada che dovevo percorrere. Da autodidatta ho ripreso a studiare per colmare alcune mia lacune ed approfondire molti aspetti di tutto ciò che riguardano questo meraviglioso mondo chiamato web: SEO, Social Media Marketing, e-mail marketing, App, linguaggi di programmazione, html, php, css, java, mysql e tutto quello che possa aiutarmi a lavorare meglio.

Alcuni anni fa ho pensato anche di andare via dall’Italia, ma poi mi sono detto: Perché darla vinta al sistema malato, alla gentaglia? Perché lasciare la mia amata terra in mano a persone senza scrupoli il cui unico scopo è fare profitto?

La risposta a queste domande me la sono data da solo. Credo che con le piccole azioni dobbiamo provare a cambiare le cose.

Bisogna stringere i denti, sicuramente non è facile, soprattutto al sud, in Calabria, dove ti senti solo, se fai di testa tua. Se cerchi di fare le cose giuste. Dove anche le istituzioni non aiutano.

Da un anno mi sono buttato in un nuovo progetto: un’ App che dia visibilità alle eccellenze, persone - aziende, luoghi presenti sul territorio. Insomma ai tosti calabresi. http://www.inoutcity.it . Come funziona? L’utente accede all’App e viene a conoscenza di tutte le info necessarie per chi vive su un territorio (aziende, eventi, locali, saldi, parchi naturali, offerte di lavoro). Può anche comunicare con gli altri membri, segnalare disservizi, emergenze.  Tutti hanno l’opportunità di promuovere la propria attività e avere feedback in tempo reale. Grazie al proximity marketing un negozio può inviare messaggi agli utenti proprio mentre transitano nella zona in cui è situato».

Il nome del progetto mi è venuto in mente in quanto, da appassionato di mountain-bike, ogni tanto faccio delle belle escursioni in campagna, fra i boschi, le colline, alla scoperta di quei posti belli che la mia terra offre, agriturismi, casali, castelli. C’è ancora molto da fare.

Spero di trovare persone disposte a seguirmi in questa avventura. Voglio provarci. C’è spazio per tutti, per chiunque abbia voglia farsi conoscere, mettere a disposizione degli altri la propria passione, il proprio talento. Io ci credo". 

                                                                                                                                                                                  Fabio Gangemi 

 

 

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