Perito chimico, un passato da assistente di volo, una passione: la simbologia esoterica. Oggi coltiva rose e per i suoi fiori ha lasciato la Lombardia, regione in cui viveva e si è trasferito a Roseto Capo Spulico.

Rosario Benedetto è nato a Verbania nel 1983, dal primo maggio dell’anno scorso vive in Calabria. “L’idea di Rosetum- racconta – è nata dopo aver visitato il castello federiciano di Capo Spulico. Ne ho studiato la storia, l’origine del nome. Sono rimasto subito affascinato dalle rose che crescevano in questa zona. Non avrei potuto realizzare il mio sogno in nessun altro luogo. Roseto Capo Spulico è da sempre definita la città delle rose, ma qui questi fiori erano scomparsi. Ho lasciato la carriera di assistente di volo perché a quasi trenta anni ho cominciato a sentirmi insoddisfatto. E ho colto la visita in Calabria come un segno: da lì dovevo ripartire, lasciando la mia terra e gli aerei, darmi finalmente a questi fiori che hanno lasciato un segno sin da piccolo nella mia mente. Un giorno, bambino, stavo giocando vicino la cattedrale di Rosslyn. (Scozia). C’era un roseto. Mi sono seduto e sono rimasto estasiato. Quell’odore forte l’ho portato con me per anni. Con le rose sono partito da zero. Del resto, nessuna grande impresa è mai semplice. La rosa di Rosetum è e rimarrà unica al mondo per caratteristiche olfattive ed organolettiche. In tanti anni ho imparato ad eliminare le ibridazioni subite nel corso dei secoli dai mutamenti climatici, geologici ed ambientali, sia nel campo, sia in vitro. Ne ho studiato il corredo genetico e l’ho confrontato con il DNA della rosa presente ai tempi della Magna Grecia in questa zona. Ho sempre voluto che questo fiore fosse quasi nuovo, diventando simbolo di riscatto.

Come i calbrsi hanno accolto il tuo progetto?

Bene. So che altri giovani stanno lavorando sulle risorse della loro terra, partendo dall’origine del nome e stanno sviluppando un'idea imprenditoriale agricola – turistica- Molti si stanno concentrando sulle erbe officinali per l'estrazione degli oli essenziali. Tanti all’inizio dicevano: Ma serviva uno del Nord a dare alla città delle rose la Rosa? Per fortuna mi hanno sempre aiutato i miei genitori ed i miei nonni. Non ho beneficiato di finanziamenti pubblici. I tempi erano troppo stretti. Questo mi ha reso ancora più testardo nel proseguire. E oggi Rosetum è il mio amore, la mia missione, la mia scelta di vita. Ogni giorno le mie rose mi donano un’emozione sempre nuova e positiva. Quando osservo e mi prendo cura delle mie rose è come se seguissi la crescita di un figlio, è come se fossi un padre di una famiglia molto estesa. Rosetum è, sì, un'idea imprenditoriale, ma anche messaggio ai giovani affinché amino sempre la terra.

Ma la tua attività rende?

Il mercato degli olii essenziali delle acque aromatiche è in continua ascesa. In futuro? Rosetum non è soltanto un roseto. E’ un nuovo modello agricolo perché viene concepito come un organismo a ciclo chiuso in cui: terra, piante, piante, acqua, animali e uomo sono in armonia per far migliorare la qualità del terreno e quindi delle rose. Rosetum è e sarà una realtà agricola turistica ricettiva biodinamica. Era il 2011 quando mio padre Vincenzo mi permise di conoscere, approfondire e studiare un metodo innovativo per coltivare i fiori, ideato da Rudolf Steiner. Rosetum offrirà alle scuole la possibilità di approfondire la propria conoscenza sulla salvaguardia delle tradizioni contadine. Il roseto sarà accessibile a tutti. Anche ai diversamente abili. Ci saranno percorsi ed aree destinate alla meditazione, al Reiki, un'area interna espositiva per mostre d'arte, corsi di formazione di agricoltura Biodinamica, tenuti da uno dei maggiori esponenti a livello internazionale, Michele Baio. E’ previsto il progetto della Biopiscina "petal lying ", opera dell’architetto e designer Paolo Albano. E poi un laboratorio per la trasformazione delle rose, delle erbe officinali in: oli essenziali, acque aromatiche, tinture madri, profumi. Penso anche ad una piazza dei temperamenti, dove ci saranno vari percorsi: quello dell'acqua, dell'alchimista, della linea di sangue del Santo Graal.

Ogni percorso porterà il visitatore ad un luogo differente: dall'orto botanico a quello terapeutico, alla prima biopiscina in Calabria, una delle cinque in tutta Italia perché dotata di fitodepurazione.

Vorrei che Rosetum diventasse un mondo aperto in cui tutti possano ritrovare se stessi".

                                                                                                                                                                                                 Rita Garofalo

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