Trentadue dipendenti, un fatturato da 3,5 milioni di euro e piani per estendersi all’estero.  Tutto è iniziato con una scheda telefonica da dieci mila lire.

“Ricordo – racconta Diego Fasano, 41 anni, di Locri, titolare di Connexxa www.connexxa.it - che, quel 13 marzo di quattordici anni fa,  quando ho iniziato, avevo un colloquio con una multinazionale del web a Milano. Non so perché decisi di non andare. Volevo dare un'oppotunità alla mia terra. Fu una specie di illuminazione, non so, un sesto senso. Qualcosa mi spingeva a provarci, qui a Catanzaro. Con le pagine bianche sotto il braccio iniziai a cercare clienti. Feci alcune telefonate da una cabina per strada. In tanti mi chiusero il telefono in faccia. Ma andai avanti. Alla fine un cliente lo trovai. Partii da lì. E’ stata una strada in salita. In questa terra in tanti cercano il posto fisso. Sono abituati alla pappa pronta. Parlare di innovazione e ricerca suona strano alle orecchie di tanti. Così tutti si mettono a produrre sottaceti e sottolio. Io, invece, lo sottolineo, con dieci mila lire, senza avere grosse cifre da parte, una mamma casalinga, un papà finanziere in pensione, ho voluto provare. Ho iniziato in un open space, accanto ad un gommista, con l’aiuto di neolaureati in ingegneria informatica dell’Università della Calabria. Perché qui i talenti ci sono, ma spesso non vengono valorizzati ed emigrano. Noi di Connexa abbiamo fatto un accordo con l’Ateneo, che ci segnala i migliori”.

E’ nata così un’azienda che oggi mantiene la ricerca e l’innovazione a Catanzaro, ma che ha una sede anche a Roma, Milano, sta per aprirne tra breve una a Toronto e tra qualche anno in Inghilterra. Produce e vende software medicali, cartelle mediche digitali consultabili da un Ipad, sistemi di vigilanza. A Salerno sono le telecamere di Connexxa che sorvegliano le aree in cui la camorra potrebbe versare rifiuti industriali. Si tratta di sistemi collegati ad un software che analizza dati attraverso immagini e invia un segnale alle forze dell’ordine. 

Tra i clienti dell’azienda, che solo a Catanzaro impiega 19 ragazzi, ci sono Telecom e molti ospedali.

“Mi auguro che il mio esempio – chiude Diego – serva ai tanti conterranei che vogliono andare via. Qui c’è spazio. Bisogna solo lavorare sodo. Se hai un’idea, se credi in quella idea e sei cocciuto, come la maggior parte dei calabresi, ce la puoi fare. Io vivo un po’ a Milano, ma torno molto spesso nella mia terra, dove, lo sottolineo, ho lasciato il cuore dell’azienda”.

                                                                                                                                                                                                  Cinzia Ficco 

 

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