Da piccolo sognava di venire in Italia. Nel 2015 sarà lui a rappresentare il nostro Paese in Finlandia. Con i suoi abiti su misura.

Ne ha fatta di strada Daniel Robu, rumeno, di 41 anni, sarto,prima di realizzare il suo sogno.  

“Sin da piccolo – racconta- desideravo venire qui,  perché per me l’Italia rappresentava il Paese della moda. Ho iniziato a lavorare sedici anni fa per una sartoria a Torino, in via Passini, che tra breve rileverò. Nel frattempo ho aperto un atelier in Corso Regio Parco 31 bis e servo uomini d’affari, avvocati, calciatori, politici e in genere quelli che amano vestirsi bene. Ho anche clienti in Svizzera, Russia, Francia e nel mondo arabo. L'inizio è stato molto duro. Mi sono appoggiato ad amici torinesi. Ho fatto il collaboratore domestico Così ho imparato l’italiano. Ho studiato tanto. Poi ho cominciato ad avere qualche cliente nella cantina sotto casa a Giaveno, Ricordo il mio primo cliente: un imprenditore, che mi chiese un abito blu, spigato. Ci sono voluti parecchi anni per formarmi e vedere la sartoria arrivare ad un break-even. Nei primi tempi la famiglia mi è stata sempre vicino e mia moglie mi ha dato un grande sostegno, anche quello economico. Sono partito da zero, ripeto, non ho mai contato le ore di lavoro, mi sono perfezionato a mie spese. La settimana di lavoro aveva, e ne ha ancora, non meno di 66 ore. Piano, piano il cerchio dei clienti si è ampliato e la qualità dei miei abiti ha spinto altri clienti a cercarmi. Ne confezioni 65 l'anno. Continuo a crescere, ma la situazione è migliorata. Ho ricevuto dalla Regione Piemonte e dall’Accademia Nazionale dei Sarti su misura di Roma un doppio riconoscimento all’eccellenza dei miei abiti. E questo mi spinge ad andare sempre avanti. Mi coinvolgono in progetti regionali di formazione per giovani e ospito nell’atelier gli allievi di vari istituti, che vogliono fare uno stage.

Dicevi che la sartoria in cui hai iniziato diventerà tua.

Probabilmente rileverò il negozio entro la fine dell’anno. Ho già presentato la mia offerta, che dovrebbe essere accolta senza problemi.

Ma i giovani sono interessati a questo mestiere?

Purtroppo sono in pochissimi. E’ un mestiere che rischia l’estinzione, anche se l’Italia ha una storia imprtante in questo settore. Il fatto è che non si insegna loro la bellezza di questa attività, che richiede creatività, impegno, oltreché lungimiranza,  per anticipare le mode. A Torino si contano su una mano i sarti come me. I ragazzi mi dicono che è un mestiere antico, superato, che facevano i loro nonni.

Non tornerai più in Romania?

Torno per le vacanze e per lavoro, qualche volta. Per il momento il desiderio è quello di rimanere e vedere subito una nuova insegna al mio negozio.

Ad agosto del 2015 rappresenterai l’Italia alla fiera internazionale dei sarti a Tampere, in Finlandia. Cosa dirai?

Intanto ringrazierò l’Italia, che con me è stata generosa. E poi cercherò di spingere i giovani a riprendere ago e filo. Per chi ha grandi capacità ci sono sempre opportunità.

                                                                                                                                                                          Cinzia Ficco

 

 

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