Trentatré anni. Una laurea in Fotografia e una missione: percorrere lo Stivale a piedi. Obiettivo: raccogliere i sogni di tutte le persone che incontrerà e farne un libro.

Questa è la storia di Darinka Montico, nata a Verbania nel 1980, che il 21 marzo scorso ha cominciato a girare per l’Italia da sola. Era stanca della solita vita e soprattutto di “riempire il tempo – dice – con lavoretti precari. In realtà, ho vissuto il mondo, ma volevo conoscere meglio il mio Paese. A diciannove anni sono partita a Londra, dove ho studiato fotografia, poi sono stata in Canada, New York, Nuova Zelanda, Malesia, Laos, Asia, Australia, Hong Kong. Ho fatto mille lavori: dalla massaggiatrice di testa ai giocatori nei casinò, all’insegnante di inglese, alla cameriera, alla fotografa. Ma il mio sogno più grande era proprio quello di intraprendere questo viaggio alla scoperta dell’Italia. Così un giorno ho semplicemente seguito quello che le mie scarpe mi suggerivano ‘ Go Walk ”.

Darinka è partita dalla Sicilia nei prossimi giorni spera di raggiungere la Puglia, più precisamente il Salento. Ha già percorso più di 850 chilometri e l’entusiasmo è ancora al massimo. http://www.walkaboutitalia.com/

Da Corleone, a Giarre, a Catania, a Palermo, Darinka ha proseguito il suo pellegrinaggio alla scoperta di sé e degli altri. Oggi si trova a Crotone, in Calabria dove per caso, un signore le ha anche offerto un lavoro: “La gente del Sud – dice - è molto diversa da quella del nord Italia, vive molto la strada, mangia a qualsiasi ora, è molto più socievole ed ha una mentalità più aperta

Con sé ha uno zaino, un Ipad, una macchina fotografica, due vestiti, due paia di scarpe, e due paia di mutande. Non si sente né stanca, né sola. “Prima di partire ero in ansia - spiega – ora mi sento piena. Sto incontrando molte persone gentili, che mi offrono da mangiare e mi ospitano di notte. Sono sempre più innamorata del Sud che non conoscevo. Quando il mio viaggio terminerà a Baveno in Piemonte tra qualche mese, vorrei realizzare un sogno: comprare nel Meridione un po’ di terreno, coltivarlo, farmi una casa su un albero. E raccontare i sogni delle persone che incontro e che sto raccogliendo in una scatola. I miei? Ora sono più tranquilli. Agli inizi non mi credevano. Adesso mi telefonano e sono orgogliosi di me. Mi chiedo sempre perché non l’ho fatto prima. Ho fatto passare del tempo inutilmente. Se mi sento tosta? Non saprei, però sono stata determinata.  Quello che volevo fare, l’ho fatto”.

                                                                                                                                                                                                       F. V. 

 

© Riproduzione riservata