Da anni, uno perdeva clienti. L’altro provava a sfruttare la sua laurea, ma inutilmente. Un giorno è arrivata la svolta. Una idea che ha fatto nascere in Italia il primo imbianchino 2.0. www.mulfarimbianchino.it

Parlo di Felice Mulfari (’56) e di suo figlio, Diego (’84),  nella foto, di Besana in Brianza. Il primo, imbianchino da quaranta anni, il secondo, laureato in Comunicazione ed Editoria Multimediale che a Tipitosti racconta: “Da piccolo volevo diventare un calciatore, poi piano piano mi sono appassionato alla comunicazione multimediale. Mi ha sempre affascinato scrivere e quando ho conosciuto il web marketing e la scrittura per il web ho capito quale sarebbe stata la mia strada”.

Con i suoi studi è riuscito in tre anni, da quando ha spinto suo padre ad usare la Rete, a recuperare cento clienti.

Ci spieghi cos’è un imbianchino digitale?

E’ un artigiano che sfrutta il pc e Internet per acquisire nuovi clienti attraverso un buon posizionamento sui motori di ricerca, un’ottima presenza sui social network, un sito istituzionale e un blog aziendale.

Come  è nata l'idea?

Nel 2011 lavoravo nel reparto digital di una azienda e attraverso il tool per la ricerca delle parole chiave di Google AdWords ho scoperto che molti utenti ricercavano un imbianchino online: il mio compito era quello di farmi trovare.  La risposta a quello che cercavo è arrivata l’anno successivo. Il blog è nato per gioco: la mia passione per la scrittura e la conoscenza di Wordpress mi hanno portato ad aprire a gennaio del 2012 un blog: mulfarimbianchino.com Ci siamo riusciti. Di sicuro mio padre mi ha trasmesso lo spirito imprenditoriale e la voglia di essere autonomo dal punto di vista professionale, io ho potuto spendere le mie competenze e Internet ha fatto il resto!

Quanto è stato tosto cambiare?

Credo sia più tosto fare un lavoro che non appaga: io mi trovavo in aziende chiuse al nuovo in cui non riuscivo a valorizzare le mie competenze e la mia creatività. Grazie a mulfarimbianchino.com e alla digitalizzazione dell’impresa della mia famiglia sono riuscito a trovare un modo per applicare le mie conoscenze e competenze in qualcosa di utile e innovativo. Ogni volta che arriva un cliente grazie al Web è una grande soddisfazione, oltre che una boccata di ossigeno per l’economia della famiglia. Ammetto che ci sono stati momenti in cui volevo mollare tutto, ma duravano davvero poco: ho sempre saputo che sfruttare le potenzialità della Rete sarebbe stata la mia strada. Internet aiuta a realizzare i propri sogni: basta essere solo un po’ reattivi e sviluppare abilità come l’intelligenza emotiva, qualità che stranamente ho imparato sul Web.

Chi ti ha aiutato?

Ho conosciuto Giampaolo Colletti e il suo portale wwworkers.it. E’ stata una fortuna.  Grazie a loro sono riuscito a farmi conoscere a livello nazionale e a trasmettere anche ad altri artigiani la mia storia e le mia speranza. Il mio sogno più grande è aiutare sempre più artigiani ad uscire dalla crisi economica attraverso la Rete, e Giampaolo mi sta aiutando a realizzarlo.

Il 7 maggio prossimo parlerai alla Camera dei deputati. Cosa dirai?

Si sarò uno degli speaker al Wwworkers Camp nella Sala “Aldo Moro” a Montecitorio. In quella sede racconterò la nostra storia di imbianchini 2.0 alla politica italiana. Credo che la nostra esperienza possa servire alla classe dirigente, ma soprattutto a tutti gli artigiani d’Italia per tornare a vedere la luce grazie a Internet. Mi piacerebbe diffondere un po’ di ottimismo per il futuro lavorativo nel nostro Paese. Ne abbiamo tutti bisogno.

In futuro?

Vorrei, ripeto, dare lavoro ad imbianchini attualmente in difficoltà che vivono nella mia area geografica, cioè nella Brianza ed essere un modello professionale per coloro che attualmente si sentono persi e hanno un futuro lavorativo incerto.  Sono infatti convinto che una rivoluzione sia in corso, bisogna, però, assecondare il cambiamento. C’è un problema.

Quale?

Occorre alfabetizzare, avvicinare al digitale gli anziani e combattere il digital divide (divario digitate). In molte aree d’Italia non c’è la banda larga. E’ davvero un peccato perché la Rete, se ben sfruttata, potrebbe aiutare molte persone a risolvere alcuni problemi di natura professionale.  

Per chiudere?

Il lavoro purtroppo non bussa più alla porta: è cambiato il paradigma e il mercato è sempre più concorrenziale, in tutti i settori. Di contro però abbiamo a disposizione gli stessi strumenti di marketing che utilizzano le multinazionali per promuoversi online. Il nostro compito è utilizzarli in modo virtuoso ed essere costanti, crederci sempre. I risultati, prima o poi, arrivano. Gli italiani sono un popolo di creativi. Dovrebbero solo essere più costanti. A chi si sente deluso, frustrato mi sento di dire che si deve imparare a scoprire i propri talenti e a utilizzare la Rete per promuoverli. I costi agli inizi sono molto bassi e i clienti tutti i giorni cercano i nostri prodotti o servizi. Bisogna farsi trovare. Quella attuale  potrebbe diventare una nuova età dell’oro. Ma occorre studiare e applicarsi. facebook.com/mulfarimbianchino

 

                                                                                                                                                                                                                   C.F.

 

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