La bellezza nell’articolo 1 della Costituzione.

E’ la mission dell’Associazione  dei Borghi più belli d’Italia, sorta nel 2002, all’interno della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e presieduta da Fiorello Primi, 64 anni, di Castiglione del Lago, nel Perugino, che ne è stato uno dei fondatori.

Fiorello, che di Castiglione è stato sindaco, a Tipi Tosti spiega: “C’è una iniziativa parlamentare, scaturita durante il nostro forum sulla Bellezza del 2013 a Sabbioneta, che prevede la modifica dell’art 1 della Costituzione. Si vuole, appunto, che questo concetto diventi elemento costitutivo della Repubblica. Le attività della nostra Associazione vanno in questo senso. Ci occupiamo di: tutela, salvaguardia, recupero, valorizzazione e promozione dei piccoli centri italiani di eccellenza. L’obiettivo è attirare verso questi centri un turismo nazionale e internazionale. In questo modo aumenta la possibilità che la bellezza di questi centri resti intatta. Nello stesso tempo cresce la qualità della vita dei residenti.

Quanti sono i Comuni iscritti?

I Comuni sotto i 15mila abitanti, certificati, sono 240 su circa 600 visitati, che hanno fatto richiesta.

Come iscriversi alla vostra Associazione?

La domanda deve essere fatta con una delibera del Consiglio Comunale e il Direttivo Nazionale della Associazione stabilisce, ogni anno, su proposta del Comitato scientifico, il programma delle visite per la certificazione. La visita viene effettuata da uno dei quattro certificatori abilitati che, seguendo una carta di qualità, composta da circa 70 parametri, assegna dei punteggi. Il risultato finale, corredato da documentazione fotografica, viene illustrato al Comitato Direttivo, che decide sull’ ammissione del Comune. I parametri sono: la bellezza del luogo, il livello della manutenzione degli edifici e del patrimonio storico artistico, la tutela del paesaggio e dell’ambiente, il livello qualitativo e quantitativo dei servizi per i residenti e i turisti.

La bellezza nella Costituzione. Un obiettivo ambizioso che impone una rivoluzione culturale. Ma cosa si intende per Bellezza e quanto è tosto far cambiare le abitudini degli italiani?  

Noi dell’Associazione intendiamo far prendere coscienza agli italiani che il Bel Paese ha bisogno di ritornare a tutelare il proprio enorme patrimonio di bellezza intesa come architettura, ambiente, paesaggio, beni storici e artistici, cultura e tradizioni, enogastronomia. Quindi vogliamo che gli italiani imparino a curare la qualità della vita delle loro comunità. L’obiettivo è salvare i piccoli centri e il loro stile di vita semplice. Ormai nei Comuni, iscritti all' Associazione, sta maturando l’orgoglio di farne parte. Il problema è come far diventare questi concetti elemento fondamentale del rilancio del turismo e della economia in generale sia per le Regioni, che per lo Stato.

Una soluzione ce l’ha?

Beh, fare entrare il concetto di Bellezza nella Costituzione sarebbe un primo passo.

I borghi più belli sono concentrati a Sud, a Nord o al Centro e in quale percentuale?

Sono distribuiti in tutta Italia con una prevalenza del Centro, ma tutta la Penisola è interessata dalla presenza di Borghi belli. (vedere cartina nel sito www.borghitalia.it)

Ci sono Comuni in Italia ricchi di peculiarità, che rimangono nascoste. I cittadini sembrano ignorarle, non fanno niente per valorizzarle. Perché secondo lei? Mancano l’ispirazione, il coraggio? Ci sono troppi vincoli agli investimenti  dei Comuni (leggi patto di stabilità)? C'è ’indifferenza? Come invertire la tendenza? E’ di questi giorni, poi, la notizia che in una realtà come Assisi, affreschi del '400 stiano andando in rovina (www.squillanletrombe.blogspot.it/). Parliamo di una realtà che vive grazie ai turisti, incantati dalla Bellezza dei luoghi francescani e candidata con Perugia a capitale europea della cultura 2019.

Credo che il problema fondamentale sia l’abitudine al brutto. Fino a che qualcuno o qualche cosa non mette in evidenza le brutture e le deturpazioni che sono state perpetrate soprattutto nel Secondo dopoguerra è difficile che la gente si convinca a rendere più bello il luogo in cui abita. Magari le case e i giardini privati sono ben tenuti e, spesso, anche la piazza principale del Comune è molto curata, mentre tutto intorno ci sono degrado, incuria e il patrimonio storico è abbandonato se non in pieno disfacimento. Nel nostro piccolo stiamo cercando di convincere prima gli amministratori e poi i cittadini ad intervenire per eliminare tutto ciò che  brutto. E ce la faremo. Si comincia dalle piccole cose, dai dettagli: i segnali stradali, le piccole coperture delle porte, i comignoli, gli elementi di arredo urbano. La tutela e il recupero della bellezza spesso non hanno bisogno di soldi quanto di impegno e volontà. Siamo ottimisti. Voglio aggiungere una cosa sul patto di stabilità.

Prego

Ormai il patto di stabilità con il divieto di sforare il 3% di debito sul pil - ma, mi chiedo, chi ha stabilito e perchè il 3% - , l' obbligo del pareggio di bilancio, l'austerità a tutti i costi stanno uccidendo la nostra economia. Ci sono migliaia di Comuni che hanno soldi in cassa per fare opere pubbliche, che non possono spendere perchè bloccati dal patto di stabilità. In un momento di crisi come questo, in cui  si dovrebbero rilanciare alla grande gli investimenti - investimenti e non spese ordinarie- si bloccani i Comuni che sono gli unici a poter immettere sul mercato qualche miliardo di euro per far lavorare le imprese. L' Europa, e noi con lei, si sta impiccando con la corda della austerità mentre USA e Giappone ne stanno uscendo, avendo usato la finanza pubblica per aumentare il debito e con esso il lavoro e l'occupazione. A rientrare dal debito si fa in tempo ed è possibile solo se c'è sviluppo e non favorendo la recessione o peggio, la deflazione. 

                                                                                                                                                                                                      Cinzia Ficco

© Riproduzione riservata