“A chi vuole essere imprenditore in Italia dico di non mollare. Non ascoltate chi dice che l’unica scelta sia emigrare. Se la vostra idea e, soprattutto, il team che la realizza sono solidi, potrete avere successo anche qui”.

A dirlo è uno che ha lasciato la Germania per tornare in Italia e dare vita a Spotlime.http://www.spotli.me/it

Parlo di Francesco Rieppi, nato a Trieste nel 1986 che, con alcuni amici ha creato un’applicazione mobile per suggerire eventi imperdibili a Milano. I soci fondatori di Spottime hanno 28 anni, ma nel team l’età media è di 27 anni.

“Abbiamo messo insieme Italia, Germania, Francia e Spagna. Erano quelli i Paesi in cui vivevamo – racconta Francesco - Per quanto riguarda i fondatori, io mi sono laureato alla Bocconi e ho conseguito lauree anche a Mosca e Barcellona in Economia Politica, Francesco De Liva è laureato in Ingegneria al Politecnico di Milano e a Chicago, Luigi Selva in Giurisprudenza alla Bocconi e Fabrizio dell’Acqua in Economia Politica, sempre alla  Bocconi. Gli altri ragazzi che lavorano con noi hanno studiato Fisica, Marketing, Design della Comunicazione e  Pubblicità. Si tratta di un gruppo interdisciplinare”.

Avete lasciato l’estero e siete tornati in Italia?

Sì, io lavoravo in un fondo di venture capital in Germania. De Liva in Francia ad Amadeus IT Group, multinazionale leader mondiale nei sistemi di prenotazione per il turismo. Selva stava diventando avvocato in Spagna. Dell'Acqua faceva esperienza con la creazione e poi la vendita di una startup in Italia. 

E’ stato difficile tornare?

Quando ho lasciato il mio lavoro in Germania non avevamo né una società costituita né alcun investimento raccolto. Abbiamo accettato di correre il rischio e affrontare una sfida importante: quella di realizzare un servizio rivoluzionario capace di rispondere a un bisogno concreto dei giovani milanesi. Dunque, Spotlime nasce da un’esigenza che abbiamo sentito in prima persona.

Raccontaci come è nata l’idea

Nel 2013 vivevamo tutti all’estero e ogni tanto ci ritrovavamo a Milano, dove abbiamo studiato. Tornando in città, ci siamo accorti di quanto servisse un modo veloce per scoprire luoghi ed eventi anche all’ultimo momento. Così, in una serata al solito bar, si è concretizzata l’idea di Spotlime.

Ci spieghi esattamente cos’è e come funziona?

E’ un’applicazione mobile che suggerisce agli utenti gli eventi imperdibili a Milano. Selezioniamo solo i quindici migliori eventi di ogni giorno, per utenti compresi tra i 18 ai 35 anni, dando loro la possibilità di prenotare un posto o acquistare un biglietto in due semplici click. Inoltre offriamo vantaggi esclusivi: sconti sull’ingresso, mini cocktail in omaggio, prenotazioni del tavolo. In Italia siamo gli unici ad offrire una selezione dei migliori eventi e la possibilità di un acquisto in due  click. Abbiamo alcuni concorrenti esteri, ma ancora presenti solo nei mercati di lingua inglese.

Dunque, un mercato tutto da conquistare?

Il mercato potenziale è molto grande. Ogni anno ci sono oltre 35 miliardi di euro di biglietti invenduti. La presenza  di concorrenti quindi non ci spaventa, anzi, li riteniamo utili ancora di più per l’idea di Spotlime.

Quanto è stato faticoso realizzare il progetto?

Creare una startup è impegnativo, soprattutto se si tratta della prima esperienza. Si deve imparare a fondare un team forte, raccogliere finanziamenti, creare e far evolvere il prodotto, trovare canali di marketing low cost. Questo è anche ciò a mio parere rende il mestiere dell’imprenditore il più bello del  mondo.

Qual è stata la difficoltà più grande?

Trovare il team giusto per far crescere il progetto. Io e Francesco, in particolare, abbiamo speso molte ore per selezionare le persone che potessero aiutarci a far crescere Spotlime. Molti sono attirati dall’idea di  fare startup, ma non tutte le persone sono adatte per questo mondo in cui le cose cambiano molto velocemente e si deve essere pronti ad avere un forte spirito di iniziativa. Abbiamo dedicato il giusto tempo e imparato dagli errori fatti. E grazie ad un pizzico di fortuna ce l’abbiamo fatta. Tutti i ragazzi che lavorano oggi con noi sono davvero in gamba, ed è in gran parte merito loro, se stiamo crescendo così velocemente.

Quanto avete investito?

Dopo un nostro investimento iniziale per la costituzione della società, Spotlime ha raccolto 200 mila euro come investimento guidato da investitori di IBAN – Italian Business Angel Network - e da uno dei co-fondatori di Fastweb. Oggi guadagniamo una percentuale su ogni biglietto o prenotazione effettuata attraverso l’app.

Quanti siete?

Oltre ai soci fondatori, Spotlime conta altre otto persone che lavorano con noi.

Pensate di estendere il progetto?

Si, Spotlime nasce per le grandi città. Vogliamo crescere a livello nazionale e internazionale.  Per crescere svilupperemo una presenza locale nelle città in cui ci muoveremo. Ci stiamo pensando.

Vi sentite tipi tosti?

Certo. Sentiamo di aver realizzato qualcosa che mancava in una città dalle grandi  opportunità come Milano e siamo felici che il nostro prodotto venga usato da migliaia di persone ogni giorno. Questa per noi resta la cosa più importante.

In Italia quanto vengono sostenute iniziative come la vostra?

Vi sono ora molti programmi di accelerazione e incubazione in Italia. Quello che ancora manca sono i soldi e i veri mentor. Tanta gente parla di startup, ma abbiamo conosciuto poche persone in grado di darci davvero una mano, sia finanziariamente che con competenze.

Un consiglio ai giovani che vorrebbero emigrare?

Non credo che chi lavori come dipendente faccia male a lasciare l’Italia. Le persone più in gamba che conosco e si sono realizzate lavorando per grandi società, sono all’estero. Il discorso, però, cambia se si tratta di una propria azienda. Per chi vuole fare impresa, anche l’Italia offre opportunità.

                                                                                                                                                                                            Cinzia Ficco

 

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