Un anno a presidiare l’azienda chiusa. La svolta nel 2012. “Siamo stati dodici mesi ad aspettare invano delle risposte da uno che non si è fatto più vedere. Due anni fa abbiamo deciso di provarci con i risparmi delle nostre famiglie. E’ stato difficile agli inizi, oggi siamo fieri di quello che abbiamo realizzato, e non solo per noi, ma per la città”.
A parlare è Domenico Sorrenti, ex operaio della Triscele (ex Birra Messina), uno dei quindici licenziati, che hanno deciso di mettere su una cooperativa - Birrificio Messina - e continuare a produrre birra nella città siciliana. http://www.birrificiomessina.it/?pag=news&art=34
“Agli inizi – spiega – eravamo delusi. Non ci aspettavamo che il proprietario chiudesse. Ma non potevamo continuare ad illuderci, ad aspettare risposte da uno che non abbiamo più visto. Così abbiamo preso informazioni e ci siamo organizzati con una cooperativa. Per ripartire abbiamo impegnato i risparmi delle nostre famiglie, dal momento che non abbiamo avuto nè il trattamento di fine rapporto, né la mobilità”.
Il birrificio, unico in Sicilia, aveva chiuso dopo alcuni passaggi di proprietà. La maggior parte dei 40 operai specializzati che lavoravano hanno rinunciato a lottare. Quindici di loro, prima sedici, hanno voluto riprovarci da soli. Hanno raccolto dai concittadini oltre 60 mila euro. “L’unico vero aiuto ricevuto fino a oggi dalle istituzioni – aggiunge Domenico- sono due capannoni industriali in disuso - assegnati dalla Regione dopo una una lunga trattativa- che si trovano a due chilometri dalla vecchia azienda. Al posto del vecchio birrificio dovrebbero sorgere degli edifici. L’anno prossimo contiamo di inaugurare la nostra sede. Stiamo lavorando sodo per non farci trovare impreparati. Gli interventi da effettuare riguardano la riconversione dei capannoni per destinarli alla produzione di birra. Dovremo sistemare i tetti, rifare la pavimentazione e tutti gli impianti. Un capannone sarà destinato alla produzione, l’altro allo stoccaggio. Si prevede la produzione di ventimila ettolitri di birra per il primo anno e di venticinquemila nei prossimi 4 anni. Due le etichette da creare e quindi due i tipi di birra da commercializzare. Da poco abbiamo avuto il via libera dalla Camera di Commercio sulla registrazione del brevetto, depositato alcuni msi fa . I nomi? “Vedremo – sorride Sorrenti – prima la birra e poi il nome”.

                                                                                                                                                                                                                       F.C.

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