In cinque giorni seicento miglia in barca a vela per i ragazzi in affido dal Centro Giustizia Minorile della Sardegna.

E’ successo alcuni giorni fa quando Francesco, Andrea, Daniele e Stefano di età compresa tra i 16 e i 17 anni, della provincia di Cagliari, guidati da Simone Camba, hanno portato dal porto di Zakynthos, in Grecia, a Cagliari, Azuree, la nuova barca dell'associazione ASD NewSardiniaSail .

Si tratta di un progetto di inclusione sociale con la vela per ragazzi in difficoltà e minori stranieri non accompagnati.

“Per problemi tecnici della barca non siamo riusciti a portare Azuree a Cagliari nel mese di giugno, ma da un fatto negativo è scaturita una esperienza ad alto livello formativo per i ragazzi – spiega Camba, presidente dell'associazione - Abbiamo, infatti, deciso di far fare la traversata direttamente ai ragazzi. Un battesimo del mare e della navigazione molto impegnativi per i quattro ragazzi del gruppo che finora avevano seguito solo le lezioni teoriche e fatto piccole esperienze a Cagliari, ma con una barca non adeguata”. In questi giorni, invece, i quattro hanno sperimentato la vera navigazione. Un lavoro intenso per l'equipaggio. Un'esperienza a 360 gradi in cui  abbiamo sperimentato varie condizioni meteo e affrontato, per esempio, la bonaccia. Situazioni utili per i ragazzi che non avevano mai navigato in mare aperto. Abbiamo fatto tappa a Sami,  Cefalonia, poi a Messina e in tutti i porti abbiamo riscontrato grande curiosità per il nostro progetto. Questa traversata è, per riprendere lo scrittore Joseph  Conrad, il passaggio della "Linea d'ombra" per l'associazione e i ragazzi. Ora abbiamo a disposizione una vera barca, una barca con cui fare vela d'altura, partecipare a regate e quindi stimolare lo spirito sportivo dei ragazzi e acquisire competenze da skipper che si possono spendere nel mercato del lavoro”.

Che tipo di imbarcazione è Azuree 40?

Si tratta di un prototipo full carbon da regata di  Azuree 40, costruito in Italia e venduto al cantiere Turco "Sirena Marine", dove hanno poi messo in produzione il modello da crociera con materiali meno performanti. Lo stesso cantiere Turco ci ha proposto l'acquisto di questo prototipo ad un prezzo abbastanza contenuto.  In questo modo possiamo raggiungere il nostro obiettivo: permettere l'inserimento e l'autonomia sociale ed economica dei ragazzi. Il viaggio è stato organizzato per portare dalla Turchia a Cagliari Azuree. La prima ipotesi era fare la traversata senza i ragazzi perché impegnativa. Poi, per problemi tecnici la prima è stata interrotta e la barca ormeggiata in Grecia. A questo punto abbiamo organizzato la traversata di 600 miglia con loro. Un risultato eccezionale perché hanno sperimentato le tecniche di navigazione apprese nelle lezioni teoriche. Insomma, vita vera. Tecnica, ma anche lavoro di gruppo e riflessione sulla necessità di difendere l'ambiente marino.

E’ quindi un progetto di inclusione sociale?

"Sì, certo. New Sardiniasail ASD (associazione sportiva dilettantistica) mira ad indicare una strada a ragazzi con vissuti problematici, difficili biografie famigliari, problemi con la giustizia. Ma oltre alla collaborazione con il centro di giustizia minorile della Sardegna abbiamo portato avanti progetti con minori stranieri non accompagnati. Giovani che spesso non hanno una prospettiva. Noi facciamo il possibile per dare loro opportunità di lavoro e strumenti per una vita diversa. I programmi della New Sardiniasail ASD sono stati sostenuti dalla Regione Sardegna ( per esempio, la Rotta della legalità) dal Dipartimento di giustizia minorile. Inoltre abbiamo il patrocinio gratuito  dalla Polizia di Stato - noi siamo poliziotti che svolgiamo questa attività al di fuori dell'orario di lavoro- quello  dello Yacht Club Costa Smeralda- che ci ospiterà a settembre in occasione della Maxi Yacht Rolex Cup- il CONI- Comitato regionale Sardegna e  Lega Navale Italiana sezione di Cagliari. Non dimentichiamo gli sponsor tecnici, in particolare Raymarine Italia, Osculati s.p.a., Lombardini Marine, che hanno permesso  l'allestimento della barca.

Come hanno parlato della loro esperienza i quattro ragazzi? 

Sono felicissimi. Una grande novità per loro. Molti non avevano mai lasciato la Sardegna. Non sono mancati momenti difficili, perché navigare è gioia, ma comporta tanti sacrifici. Quando hanno messo piede a terra hanno capito di aver portato a termine un progetto e aver tagliato un traguardo. Questo li spinge a continuare su questa rotta.

Cosa è stato tosto?

 Più che la navigazione, complicato è stato trovare il feeling con questi ragazzi che già a 12/13 anni hanno vissuto esperienze toste per la loro età. Non è facile stabilire una relazione di fiducia e fare delle cose concrete, utili, significative insieme, ma la barca, le lunghe navigazioni e la vita di bordo aiutano tantissimo in questo cammino. Ci sono riusciti anche con il nostro aiuto, oltreché con la loro determinazione.

Prossimi progetti?

Fare altre esperienze simili con più ragazzi. L’associazione vorrebbe formare un equipaggio con questi ragazzi e farli partecipare a  regate importanti del circuito off shore in Mediterraneo, ma per questo, oltre alla determinazione, servono sponsor importanti. Simo fiduciosi.

                                                                                                                                                                                                               Cinzia Ficco

 

 

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