tipi tosti di oggi sono Niccolò Calandri (Como, ’89, ingegnere elettronico),  e  Riccardo Balzaretti (Como, ’88, biologo) che, un anno fa, hanno dato vita ad una start up 3bee https://www.3bee.it/,  un sistema di monitoraggio degli alveari davvero originale e che per questo hanno incassato vari riconoscimenti.  All’inizio, ad affiancare i due c’era anche Elia Nipoti.

Ma come è nata la loro realtà? Nico, appassionato di elettronica e animali, ha un dottorato in elettronica al Politecnico di Milano. Dopo un’esperienza lavorativa all’estero – ha collaborato con la Nasa e lavorato per MIT – ha deciso di riportare in Italia le sue competenze e il sogno americano. Riccardo, invece, ha un dottorato in Biotecnologie, Bioscienze e Tecnologie chirurgiche all’Università degli studi dell’Insubria.  Entrambi avevano un desiderio: fare della loro passione un lavoro e unire l’elettronica e la biologia per il bene dell’ambiente.

“Il nostro sistema di monitoraggio – chiarisce Niccolò – si chiama Hive-Tech e permette di capire se in un alveare ci sono problemi, di conoscerne la natura e la gravità. Consente all’apicoltore di visualizzare da lontano alcuni parametri biologici come: suono, temperatura, umidità e peso.  Il sistema non è ancora in commercio. Dobbiamo ancora finalizzare il prodotto, entrare nel mercato, trovare finanziamenti per la piattaforma e gli algoritmi di machine learning. C’è tanto ancora da fare. Ma per fortuna crediamo nella nostra idea per la quale siamo ancora senza stipendio, dopo aver investito tutto quello che avevamo. A credere subito nel nostro progetto ci sono stati: la Fondazione Marzotto, 150 persone che ci hanno aiutato a raccogliere 10 mila euro per i primi prototipi, le associazioni di apicoltori di tutta Italia (soprattutto della Lombardia) e la Regione Lombardia, che ci ha garantito un primo finanziamento. A questo è seguito quello di un investitore privato. Dobbiamo tanto anche al nostro attuale incubatore – I3P di Torino- e a quello passato, Comonext di Lomazzo”.

Di recente Niccolò e Riccardo sono stati premiati da Ofer Sachs, ambasciatore d’Israele, uno Stato molto attento all’agricoltura di precisione.

“Un nostro futuro competitor – aggiunge Niccolò-  che a breve aprirà la sua sede in Israele ha ottenuto mezzo milione per sviluppare il suo prodotto. Invito l’Italia a seguire l’esempio d’Israele che aiuta startup molto innovative, come la nostra, con seed iniziali tra i 500 e 700 mila euro. Seed che sono indispensabili per introdurre sul mercato nuove tecnologie all’avanguardia e stanno alla base della competitività. Nello stesso tempo voglio sottolineare un dato: l’Italia è il Paese con le tecniche apistiche più evolute e gli apicoltori italiani sono i più preparati”

Il futuro di 3Bee? “La nostra start up – afferma Riccardo – non vuole essere solo un sistema per l’apicoltura. Il nostro sogno è eliminare i trattamenti chimici – antibiotici in tutti gli allevamenti animali, coniugando elettronica e biologia. Si deve passare dagli allevamenti in cui si fa uso di antibiotici a quelli guidati dai dati. Alludo a sistemi di diagnostica predittiva per api, polli, maiali, ed altro.  Come si può fare? Attraverso un database vasto e  algoritmi sempre più precisi e mirati per la cura dell’animale. Ci stiamo lavorando”.

Nel frattempo i due stanno organizzando un gruppo di lavoro che coinvolge cinque Paesi e quattro centri di ricerca per accelerare la crescita del progetto.

“Illycaffè – concludono- si è fatta avanti con un progetto. Tra breve avvieremo dei test per valutare il miglioramento del chicco di caffè grazie all’utilizzo delle api. Un buon inizio”.

                                                                                                                                                                                                                         Cinzia Ficco

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