A guardarla, suscita tenerezza. Ma se la ascolti, ti accorgi subito che ha grinta e idee chiare sul suo futuro. Per niente timida, è socievole e divertente. Va ancora a scuola, ma sta lavorando sodo per realizzare il suo primo sogno, dedicato a due compositrici e cantanti americane che, come lei stessa spiega, le hanno “permesso di capire quanto possiamo divertirci in questa vita e quanto sia importante trovare la giusta forma per esprimere le nostre emozioni”.

La tipa tosta è Anna Panzanelli, perugina, 18 anni il 25 gennaio prossimo, studentessa all’ultimo anno del liceo musicale Annibale Mariotti e iscritta da ottobre scorso al Conservatorio Francesco Morlacchi, tutti e due nel capoluogo umbro. È stata ammessa col massimo punteggio al triennio di canto jazz. Anna studia pianoforte classico da sette anni e canta da quando ne aveva quattro, sempre seguita da suo padre, Roberto, sassofonista e insegnante di canto.

 

Nel 2012 ha partecipato ai corsi di improvvisazione vocale con Kris Adams della Berklee college of Music di Boston. Dal 2014 al 2017, per quattro volte, è stata alle Clinics di Umbria jazz – corsi intensivi di musica jazz della durata di 15 giorni – e a numerose Masterclass, tenute da musicisti e cantanti, come: Barry Harris, Kurt Elling, Tom Harrel, Judy Niemack e Peter Erskine. Da settembre 2016 si sta impegnando per far uscire il suo primo progetto musicale: Bluer than Blue, un omaggio a Lil Hardin e Laura Nyro, oltreché al blues.

“In questo lavoro – afferma Anna – il blues va oltre le note, la forma e la struttura musicale. È linguaggio semplice e diretto, caldo e intenso, attraverso cui io riesco ad esprimere nostalgia e amore, le due compositrici hanno fatto conoscere con forza le proprie idee. Tutto è nato da una ricerca che ho fatto con mio padre sul rapporto che le donne avevano con il jazz e il blues. Per tanti anni si è creduto che questo tipo di musica fosse suonata solo da uomini. Con il nostro studio ho scoperto, per esempio, che Lil, oltre ad essere seconda moglie e manager di Louis Armstrong, fu una grande pianista e compose molte musiche per le sue band dopo la separazione dal marito. Strutting With Some Barbecue è stata scritta da lei, e non da Louis”. Più struggente il blues di Laura, che compose durante la guerra in Vietnam. Famoso è And When I Die.

 

“Fin da bambina – ci dice Anna – ho avuto la fortuna di convivere con questa forma d’arte, grazie ai miei genitori. Ricordo che a casa non mancavano le urla di altri bambini, nostri vicini, che giocavano e le note calde suonate da mio padre. Il mio primo approccio al jazz non è stato razionale, ma fisico, spontaneo, quasi carnale. Quando ero piccola mi dilettavo a cantare melodie tipiche della musica nera, come Amazing Grace e At Last, e creavo, o meglio, tentavo di creare variazioni e piccole improvvisazioni. In quel periodo non conoscevo ancora la musica jazz, le sue potenzialità, non sapevo niente di tecnica né di armonia. Mi divertivo ad emettere note, imitando le grandi cantanti.

Ascoltavo, studiavo e giocavo ad allevare il jazz dentro di me. E questo per tutta la mia adolescenza. Poi ho iniziato a capire e a conoscere il jazz dal punto di vista storico e teorico. Oggi è diventato il mio stile di vita. Cerco di impegnarmi al massimo. Di solito studio ogni giorno fino a tre ore pianoforte classico, per un’ora, canto. Non posso far stancare troppo le mie corde vocali. Anche se, quando studio con mio padre, raggiungo le due ore. Il problema è che devo studiare anche letteratura, storia, filosofia e fisica. Andare a scuola mi piace, ma ci sono giorni in cui faccio i compiti sino a mezzanotte. Anche perché c’è anche il Conservatorio. È dura, ma va benissimo così. Quest’anno, poi, ci sono gli esami di maturità. A luglio sarò finalmente libera di dedicarmi al mio progetto. Nonostante le giornate impegnate riesco a trovare tempo per uscire con gli amici, e soprattutto, col mio fidanzato. Per fortuna nella musica lo studio e il divertimento sono spesso molto conciliabili. Ed è questo che me la fa amare ancora di più”.

Ad accompagnare Anna nel suo progetto, c’è Manuel Magrini (nato nel ’90 a Cannara-Perugia), vincitore l’anno scorso del Premio Lelio Luttazzi per la categoria giovani pianisti jazz italiani.

Cinzia Ficco

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