Napoleone nacque ad Ajaccio (Corsica) il 5 Agosto del 1769. Suo padre Carlo Maria Bonaparte, era un avvocato di stirpe nobile, ma non ricco. Sua madre, Letizia Ramolino, invece, donna energica e di grande volontà. (caratteristiche queste insite nel DNA del suo bambino). Napoleone passò la fanciullezza nel periodo in cui, ormai ceduta dall'Italia alla Francia, sull'isola si rimpiangeva l'indipendenza perduta. Crebbe con l'idea di liberare la sua gente dal dominio francese.

Nel 1779, a soli dieci anni, il buon Carlo riuscì a mandarlo in Francia nel collegio di Autun e subito dopo a spese dello Stato, nella scuola militare di Brienne. Alla sua tenera età fu costretto ad una disciplina durissima. Spesso questo piccolo uomo (piccolo anche di statura), era deriso dai suoi amici anche per l'accento corso marcato. Nascevano azzuffate incredibili dalle quali spessissimo ne usciva vincente. Dotato di intelligenza e memoria eccezionali, riusciva benissimo negli studi ed a quindici anni fu scelto per la scuola più ambita, quella militare di Parigi. Di lì a poco fu nominato sottotenente. Con il suo stipendio, tenendo per sé solo una piccolissima parte, Napoleone manteneva sua madre, rimasta vedova e con altri sei figli ad Ajaccio. (In realtà lui a Parigi si sentiva in esilio).

Conclusi gli studi continuò ad istruirsi da sé; leggeva quantità pazzesche di libri: scienze, matematica, storia, geografia, viaggi... lo faceva in modo confuso, disordinato, ma un disordine che per lui aveva una logica: “il tatticismo”, arte dell'intelletto che amava e della quale si cibava tutti i giorni. Nel 1788 fu trasferito con il suo reggimento ad Auxonne. Qui cominciò ad approfondire gli studi sull'arte militare e sull'artiglieria.

(Si sposavano pienamente con gli studi di tatticismo di cui sopra).

Nel 1789 scoppiò la Rivoluzione Francese, che non lo vide coinvolto fino al 1793, quando, per un caso del tutto fortuito, andò a trovare un suo amico di corso a Tolone, in quel momento teatro di ribellione popolare. Il popolo tra l'altro si era schierato dalla parte dei nemici (gli inglesi). Napoleone suggerì la tattica da adottare e, dopo aver avuto fiducia dalle autorità superiori, partecipò personalmente all'assalto, che vide, dopo un furioso cannoneggiamento, i nemici in fuga. Era la sua prima battaglia vinta a fronte di altre sessanta, che lo videro protagonista!

Forte cresceva la sua personalità. Trasformò, durante il ventennio che andava dal 1795 al 1815, tutta la società europea, cominciando dalla Francia, dove divenne l'eroe della borghesia. (Quest'ultima deteneva il potere, vuoi per la sconfitta della Rivoluzione Democratica dopo la morte di Robespierre, vuoi per il Direttorio). Napoleone fece dell'esercito il suo principale strumento di potere, riorganizzandolo, inventando tecniche militari e coinvolgendo tantissimi giovani, rimasti disoccupati a causa delle guerre. Il danaro scarseggiava e quando qualcuno gli chiedeva chi avesse mantenuto l'esercito, lui era solito rispondere che lo avrebbero fatto i popoli che la Francia avrebbe conquistato.

Il suo percorso storico:

1796 La campagna d'Italia, voluta dal Direttorio per riacquisire prestigio, viene affidata a lui. 1796 Armistizio di Cherasco, con cui strappa a Vittorio Amedeo III Nizza e la Savoia. Maggio 1796 Vittorie in Lombardia ed occupazione di Milano. 1797 Pace di Tolentino, con cui anche lo Stato Pontificio si arrende. 17 ottobre 1797Trattato di Campoformio, secondo cui l’Austria perde la Renania e deve riconoscere la Repubblica Cisalpina, ma ottiene Venezia (privata dell’Indipendenza). 1797-1798 Creazione di altre Repubbliche “sorelle” (oltre alla Cisalpina) Ligure, Elvetica, Romana. 4 settembre 1799 Colpo di Stato del Fruttidoro, fatto dalla maggioranza del Direttorio, che dà il potere ad un triumvirato, il quale limita la libertà di stampa e reprime gli oppositori. 19 maggio 1798 inizia da Tolone la campagna in Egitto contro l’Inghilterra, impresa difficile. 1 agosto 1798 Sconfitta ad Abukir della sua flotta da parte di H.Nelson, ammiraglio inglese. 1798 Organizzazione, sempre ad opera dell’Inghilterra, di una seconda coalizione. Gennaio 1799 Il Direttorio fa una spedizione contro il Regno di Napoli, che diviene Repubblica Partenopea, in cui, per opera di Fabrizio Ruffo, torna al potere dopo poco la famiglia reale. 9 novembre 1799 Colpo di Stato del 18 Brumaio, dove il Direttorio è sciolto ed il Governo affidato a tre consoli, uno dei quali (il più potente) è lui; incarico di preparare una nuova Costituzione. Dicembre 1799 Costituzione dell’anno VIII dove l’esecutivo è affidato al Primo Console (cioè Napoleone), con un controbilanciamento solo formale da parte di Tribunato, Corpo Legislativo e Senato. 1801 Concordato di Napoleone con il Papa, secondo cui il cattolicesimo era religione della maggioranza, sebbene non Chiesa di Stato. 1802 Plebiscito con cui Napoleone ottiene il consolato a vita. 1804 Codice Civile, con cui sancisce uguaglianza giuridica, laicità dello Stato e rifiuta l’uguaglianza sociale, ponendo inoltre molta attenzione all’istituzione della famiglia. 1804 Costituzione dell’Anno XII che dà a Napoleone il titolo di “Imperatore dei Francesi”; 2 dicembre 1804 Dopo la ratifica del provvedimento, si fa incoronare da Papa Pio VII.

Era un ottimo propagandista di sè stesso e faceva scrivere sui giornali “Napoleone è ovunque e vede tutto”. Lavorava 18 ore al giorno. Si dedicò alla vita politica e l'aver compreso l'importanza della propaganda era uno degli aspetti della sua genialità. Nasceva così il culto della personalità del capo. Sposò Giuseppina Beauharnais, ambiziosa e calcolatrice, una bellissima donna, più grande di lui e già vedova, che aveva due figli. Lei capì che l'uomo che chiedeva la sua mano, nel giro di poco tempo, sarebbe diventato qualcuno. Dalla sua, Napoleone ebbe spalancate le porte dei salotti buoni dell'aristocrazia parigina. La storia racconta che né lei, né le numerose amanti ebbero mai alcuna influenza sul suo operato. Lui aveva un carattere troppo sospettoso, deciso e forte. Nel 1810 divorziò dalla moglie per sposarsi con Maria Luisa, figlia dell'imperatore d'Austria, perché preoccupato di lasciare una discendenza. Ebbe un unico figlio Napoleone II, chiamato in modo spregiativo dai suoi nemici 'Aquilotto', perché malaticcio. Figlio che non conobbe mai perché sempre lontano da casa. Morì giovanissimo. Periodo questo, che vide anche la fine dell'impero napoleonico. Infatti nel 1812, intuendo l'ostilità dello Zar Alessandro I, decise di invadere la Russia. Una campagna sanguinosa e fallimentare, fu spodestato dal trono e costretto all'esilio sull'isola D'Elba, dove, dopo un anno, riuscì a sfuggire al controllo delle guardie inglesi. Rientrò in Francia ed aiutato dai Liberali regnò per poco tempo. Il Regno dei cento giorni, così fu chiamato, finito dal disastro, seguito alla sua ultima battaglia, quella di Waterloo 18 Giugno 1815. Abdicò nuovamente e fu portato in esilio sull'isola di Sant'Elena. Qui morì il 5 Maggio all'età di 52 anni, a Longwood, completamente solo e sotto la sorveglianza inglese, il più grande generale e condottiero dopo Cesare.

A lui dedicati: La terza sinfonia di Beethoven nella 'pièce à sauvetage' nella marcia, nell'inno e nel pezzo strumentale. Ispirato nell'aver visto cavalcare lo spirito del mondo, dal generale corso. Dedica questa disconosciuta dallo stesso musicista in atto di sdegno, quando Napoleone si fece incoronare, tanto da chiamarla semplicemente “Sinfonia Eroica”.

Il 5 Maggio di Alessandro Manzoni.

Hegel (filosofo) che scrisse una lettera entusiasmato dall'arrivo di Napoleone a Jena il 13 ottobre del 1806.

Antonio Canova che con le sue opere riusciva a stizzirlo e tantissimi artisti e letterati che ne hanno raccontato le gesta.                                                                                                             Lara Di Fonte

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