Ha fatto studi di archeologia, pedagogia, biologia e turismo. E’ giornalista e parla cinque lingue. Un anno e mezzo fa a Massa Carrara ha messo da parte i libri e si è buttata in mare aperto. L’espressione non è metaforica. Sì, perché, dopo aver fatto la donna delle pulizie e la cameriera, con altre amiche ha deciso di mettere su la prima ed unica cooperativa di pescatrici in Italia: Bio&Mare. E di lanciarsi in una nuova avventura. Ha dovuto quindi imparare ad imbarcarsi,  fare manovra, smagliare i pesci. Ma, soprattutto, a non temere le cattive condizioni climatiche e a combattere il mal di mare.

Lei è Rady Petrova, 38 anni, bulgara, da tredici anni nel Belpaese, sposata e separata da un italiano, con la passione per il mare.

“Sì – dice – ho sempre avuto un’attrazione forte. Forse sarà stata mia nonna a trasmettermela. Lei abitava in un villaggio sul Mar Nero. Ricordo bene i tempi trascorsi insieme. Quanto ci divertivamo!”.

Oggi il mare rappresenta la sua unica fonte di guadagno e, soprattutto, di benessere. Con altre sei amiche Rady gestisce l’intera filiera. In due salpano ogni mattina dal molo di ponente verso il mare aperto, buttano le reti, catturano il pesce e lo portano al banco di vendita del porto. Proprio come i colleghi uomini pescatori..

Gamberoni, tonno, sugarelli, in genere, pesce azzurro, è quello che preparano con sale, pepe, aceto e sughi, tutti biologici e che vendono. Gran parte dei loro prodotti va ai Gas, Gruppi di acquisto solidali. “Da poco – aggiunge Rady - abbiamo aperto un nuovo punto vendita denominato “Bio & Mare”, in cui proponiamo il pesce fresco, che viene direttamente dai nostri pescherecci con annesso laboratorio di trasformazione e gastronomia biologica. Stiamo preparando nuove ricette per altri articoli confezionati, come i sughi di pesce . La gastronomia con il pescato del giorno è solo su prenotazione giornaliera. A seconda del pescato, i piatti vengono preparati al momento su richiesta del cliente, con orario di consegna, a tutela del consumatore. Il tutto rigorosamente biologico”.

Rady, come le è venuta l’idea della cooperativa?

Avevo lavorato per la cooperativa di pescatori, la Maestrale, di Massa Carrara, presieduta da Giuseppe Maffei. Ero in ufficio. E a dire la verità, quell’impiego mi stava stretto. Così, con Sabrina, una mia amica, ho pensato a qualcosa di diverso, al femminile. Abbiamo avuto l’incoraggiamento e l’aiuto dei pescatori della Maestrale. Ci siamo formate, abbiamo capito che il mare è la nostra passione. Ed eccoci qua.

Quante siete?

Sette: Io, che sono la presidente, Sabrina, Tania, Margherita, Cinzia, Carol e Rita

Tutte italiane?

Io sono bulgara, Margherita polacca, Carol Colombiana, Sabrina, Tania, Cinzia e Rita, italiane

Ha detto che gestite tutta la filiera.

Sì, peschiamo, vendiamo il pesce pescato da noi e dall’altra cooperativa di pescatori “Maestrale”, ci occupiamo della trasformazione. Produciamo vasetti che poi smerciamo nel nostro punto vendita, nelle fiere e nei mercatini. Facciamo tutte parte dell’ associazione “Pesce mare fantasia” e offriamo anche servizi di catering, promuovendo soprattutto il pesce povero.

A pesca andate insieme e con quale imbarcazione? Il mare in inverno non vi fa paura?

Andiamo io e Sabrina. Il mare va rispettato, non bisogna averne paura, ma non bisogna nemmeno sottovalutarne i rischi. Peschiamo con l’imbarcazione “Gabbiano”.

Lasciate a casa la vostra famiglia?

Io sono sola. Sabrina ha una bambina di quattro anni. A casa le dà una mano la sua mamma.

Quanto pescate in media?

Dai trenta ai cento chili.

Ma quanto rende la vostra attività?

Riusciamo a vendere tutto, sia il pesce  fresco sia quello trasformato. Diamo lavoro a circa dieci persone. L’attività rende abbastanza per sopravvivere in un momento di crisi come questo, ma non ci arrichiamo di certo.

I vostri clienti?

Vendiamo agli abitanti di Massa, ai GAS (gruppi di acquisto solidale) in tutto il centro - nord Italia e on line. Con il nostro marchio.

Non è dura alzarsi presto in inverno?

Ci si abitua.

A che ora vi svegliate e andate a lavoro?

Dipende dal mare.

Andate presto a letto?

Io, per esempio, verso le 23. Ma se ci alziamo presto, molto presto, il pomeriggio ci concediamo un riposino.

Mi descrive una vostra giornata?

Le nostre giornate sono imprevedibili, soggette ai cambiamenti climatici. E’ ovvio, non ci annoiamo mai. Ogni giorno c’ è una sorpresa.

Quali sono le vostre rinunce piu grandi?

Non rinuncio a niente. Amo il mare e il mio lavoro. Il mare è vita. E’ fonte di felicità, consapevolezza, è uno strumento di conoscenza.  Facendo la pescatrice mi sento in pace con la natura, il creato. Con me stessa. Il mare è tutto per me. Pescare mi fa sentire vera e viva. Diventando pescatrice. ho imparato una cosa: niente ti  viene regalato.  Ma se sei costante, ti impegni, i risultati, i premi alla fine ti arrivano.

Quanto è costato costituire la cooperativa?

Abbiamo fatto tutto piano piano. Ci siamo arrangiate. L’atto di costituzione dal notaio è costato circa ottocento euro. Però, ripeto, abbiamo usato la testa e fatto tutto con moderazione. Abbiamo poi reinvestito tutto quello che guadagnavamo. Così siamo cresciute.

Cosa risponde a chi dice che il mestiere del pescatore non è per donne?

Non ci sono mestieri per soli uomini o sole donne. Basta avere passione e volontà. Non avrei immaginato che il mare sarebbe diventato la mia vita. Sì, è dura. Ma amo quello che faccio e non tornerei mai indietro.

Progetti per il futuro?

Mille progetti. Un ristorante biologico con il nostro pescato a prezzi abbordabili. Una collaborazione con altri Paesi, in pole position la Bulgaria, la mia terra, ma anche con la Turchia, dove siamo state di recente. Ed altri Paesi. E poi fiere. Stiamo pensando di potenziare la nostra rete di distribuzione. Ma ci vuole tanta pazienza. Del resto, siamo allenate ad attendere.

                                                                                                                            Cinzia Ficco

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