“Non mi è mai piaciuta l’idea di essere schiavo del lavoro, costretto a rinunciare al mio tempo per qualche migliaio di euro a fine mese. Frequentavo l’Università, ma poi l’ho abbondonata. Oggi vivo con il mio birriciclo. Un progetto nato a luglio dell’anno scorso, che si è sviluppato in sei mesi”.

Parla così Riccardo Genova,  nato a Palermo il 7 Agosto del 1987 che,  subito dopo il diploma, ha cominciato a seguire vari corsi di laurea: Ingegneria Informatica, Discipline della Musica e Comunicazione e Marketing (quest’ultima alla Queen’s University di Belfast ndr), cambiando per ben tre volte Facoltà.

“Alla fine – dice - ho abbandonato gli studi tre anni fa, non potendomi più permettere di pagare la retta. Ho deciso di partire per Milano in cerca di un lavoro. Fino a qualche anno fa sognavo di fare il Dj e vivere di musica in giro per il mondo. Non mi è mai piaciuta l’idea di essere "schiavo del lavoro”. Oggi sono soddisfatto di quello che ho realizzato. Il birriciclo, appunto”   http://www.birriciclo.it/

Come è nata l’idea?

Un po’ per caso. A luglio dell’anno scorso mi trovavo ad un compleanno e, annoiato, ho cominciato a cercare su internet pub mobilipub a pedali. Vidi l’ immagine di un veicolo simile a quello che utilizzo nel progetto Birriciclo. In quel periodo lavoravo come allievo Direttore per OVS, ma ero parecchio frustrato, poiché mi sentivo schiavo del lavoro, costretto a mettere da parte le mie passioni, la mia famiglia, la mia ragazza e i miei amici, per qualche migliaio di euro al mese.  Lavoravo per dodici ore al giorno, chiuso in un negozio, costretto ad indossare giacca e cravatta, utilizzando inutili formalismi, che richiedeva l’azienda. 

A quel punto?

Birriciclo pian piano è diventato il mio sogno. Durante la pausa pranzo leggevo libri sulle startup e sul marketing. La sera, quando tornavo a casa, con le poche forze che mi rimanevano, lavoravo al progetto e al business plan. Birriciclo rappresentava la via di fuga da quella vita che quasi odiavo. 

Cos’è di preciso il birriciclo?

Intanto, da un semplice veicolo ho cercato di creare un’attività che rappresentasse ciò che sono, ciò in cui credo. Senza perdere tempo ho contattato l’azienda produttrice dei veicoli (Het Fietscafè BV) e ho scoperto che i birricicli non erano ancora presenti in Italia. Così ho iniziato a lavorare con un accordo di distribuzione esclusiva. In realtà, avevo un’idea ben più grande. In Italia non era presente e volevo che lo fosse alle mie condizioni, con il mio marchio. Un prodotto identificativo della mia società. 

All’estero esistono già?

I veicoli sono già presenti nelle più importanti città del mondo, tra cui: Berlino, Londra, Barcellona, Tokyo, New York, ma nessuna di queste attività si avvicina minimamente a Birriciclo.   Birriciclo non è solo il primo pub a pedali d’Italia. Birriciclo è uno stile di vita.  Basato su un concetto fortemente social, è sport, divertimento, eco-sostenibilità, valorizzazione del territorio, rispetto per l’ambiente. 

Perché?

Semplice. L’idea ti permette di conoscere gente nuova,  passare dei momenti unici con chi vuoi e, soprattutto, ti consente di non passare inosservato. 

Chi ha realizzato l’idea?

Lo scheletro di Birriciclo è stato realizzato dalla Het Fietscafè, di cui la mia società è Distributore esclusivo per l’Italia. Il resto viene sviluppato presso la sede di Milano. Le caratterizzazioni e i materiali utilizzati sono tutti riciclati ed eco-sostenibili. I bicchieri sono biodegradabili.  A bordo ci sono un Barman operante tra i suoi banconi e un Driver con indosso una t-shirt, che lancia un chiaro messaggio: “Io guido. Non bevo.” 

Come funziona?

E’ possibile prenotare, scegliendo fra tre attività: “Party Beer, All you can drink, All you can drink XL” oppure con la formula “Beer Bus” , si può saltare a bordo senza alcuna prenotazione. Birriciclo si muove lungo un itinerario ben stabilito, facendo tappa in quattro- cinque  punti in città (Arco della Pace, Parco Sempione, Piazza Castello, Piazza Duomo, Navigli per Milano

Quanto hai investito?

L’investimento iniziale è stato di circa 15 mila  euro, un prestito che la banca mi ha concesso. 

E’ stato “tosto” realizzare l’idea?

Sviluppare Birriciclo è stato veramente difficile ed è costato tanti sacrifici, ma mi ha dato e continua a darmi tante soddisfazioni. Sai qual è stata la difficoltà più grande? Assumersi il rischio di dimettersi da un lavoro garantito da 1.700 euro al mese. Con questo intendo dire che le difficoltà non le ho avute io, ma chi mi stava intorno. La mia famiglia, per niente benestante,  stentava a capire la mia scelta.  Ho sempre creduto in Birriciclo e non mi pentirò mai della mia scelta. 

L’attività rende?

A distanza di cinque mesi, ho già recuperato l’investimento iniziale e la società, sorta a gennaio scorso, ha triplicato il suo patrimonio. Lo scorso mese ho guadagnato dieci volte quanto guadagnavo prima e tutto questo facendo un lavoro che mi fa divertire e che mi fa sentire un uomo libero. Anche se mi impegno ogni giorno per quindici ore.

Non sei solo a potare avanti il birriciclo, giusto? 

Fino a qualche mese fa gestivo tutto da solo con l’aiuto di qualche amico che mi dava una mano in fase operativa, dallo sviluppo del sito web al disbrigo delle pratiche.  Adesso che il progetto è rodato collaborano mio fratello Luca Genova e Francesco Lucera, che mi aiutano nello sviluppo di tutta la comunicazione. 

Progetti?

Attualmente Birriciclo è attivo su Milano, ma nei prossimi mesi apriremo a Roma e Catania e stiamo lavorando con altri quindici partner per altre aperture in tutta Italia.

E’ possibile aprire un’attività Birriciclo, quindi affiliarsi?

Certo, versando una quota di avviamento che va dai 13.500 euro ai 29.900 euro ( varia in base al veicolo scelto, ndr) e dal secondo anno al quinto anno una royalty mensile di 450,00 euro. 

Il target del birriciclo?

Birriciclo è rivolto ai ragazzi dai 18 ai 32 anni, ma da poco anche persone più grandi ci contattano per eventi privati, come i compleanni. Adesso che abbiamo anche l’esclusiva in Italia di un altro produttore italiano di mini-Birriciclo da sei posti (è un progetto che sarà presentato a Milano nel mese di Settembre, ndr)- intendiamo affermarci sul mercato, divenendo leader del settore. Con l’apertura di una nuova attività su Roma e dei nuovi uffici a Milano, concentreremo l’attenzione su Expo 2015, su cui puntiamo moltissimo. 

In sintesi cosa rappresenta Birriciclo?

E’ una grande sfida anche perché la burocrazia italiana non mi ha certamente aiutato. La determinazione e il coraggio di rischiare hanno fatto la differenza. 

Un messaggio ai tanti giovani che hanno un’idea, ma non il tuo coraggio e stanno pensando di lasciare l’Italia?

Molti giovani vanno via dall’Italia in cerca di fortuna e anche io ci ho pensato più e più volte. Di sicuro il nostro Paese non fa nulla per noi giovani, ma è anche vero che l’estero non è il paradiso, soprattutto per chi non ha alcun titolo o un‘esperienza formativa valida.  Insomma, sai quello che lasci, non sai quello che trovi.  Credo che un’idea vada coltivata, pianificata e, se è il caso, sviluppata. Insomma, il rischio deve essere in qualche modo minimizzato o, comunque, controllato. 

E’ giusto buttarsi, ma se non abbiamo paracadute, assicuriamoci almeno che il terreno sia morbido. 

                                                                                                                                                                                                 Cinzia Ficco

 

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