La Repubblica di San Marino è la più antica Repubblica del mondo. Le sue leggi nel corso dei secoli hanno ispirato molte nazioni, una per tutte gli Stati Uniti che, leggendo la carta sammarinese, hanno poi adottato il termine “Segretario di Stato” al posto di “Ministro”.

Un Capitano Reggente è stato Mirko Tomassoni, attualmente poliziotto civile, che, a causa di un incidente motociclistico, accaduto nel  1998, si ritrova  su una carrozzina.

La grande forza d’animo ne ha fatto un personaggio molto noto a San Marino.

Lo abbiamo intervistato.

Chi è Mirko?

Sono nato il 24 Aprile del 1969 a San Marino. Sin dall’età di 14 anni ho lavorato in vari settori: bar, ristoranti, imprese edili, aziende di commercio, e da oltre venti anni sono nel Corpo della Polizia Civile di San Marino. Nel 2002 mi sono sposato. Ho una figlia che oggi ha 10 anni.

Ci racconti dell’incidente? 

Il 20 Aprile del 1998 stavo ritornando da casa di quella che era la mia fidanzata. Ero in moto e all’altezza di un tornante sono rimasto coinvolto in un incidente con un’autovettura che proveniva in senso opposto. Cosa sia successo non lo so, in quanto non ricordo assolutamente nulla e nessun testimone ha visto l’accaduto se non il conducente dell’auto. Tuttavia, con ogni probabilità, io ero già a terra per cause mai chiarite, e l’auto che mi ha investito, non accorgendosi in tempo della mia presenza sulla sede stradale, è passata sopra la mia schiena, procurandomi le lesioni che oggi mi costringono a vivere su una carrozzina.    

Come ha reagito la tua famiglia?

Questo incidente ha scosso profondamente tutti i miei famigliari. Le lesioni erano talmente gravi che c’era il timore che non riuscissi a superare la notte. Per fortuna così non è stato ed il giorno successivo sono stato trasportato in elicottero dall’ospedale di Riccione all’ospedale Maggiore di Bologna, dove, ho subito un’operazione di oltre undici ore. Nonostante il pericolo di vita fosse scampato, il quadro diagnostico era già chiaro: lesione al midollo e conseguente paralisi degli arti inferiori.

Qual è stato il momento peggiore?

Dopo un paio di settimane di coma indotto, mi sono svegliato e ho letto quanto era scritto a grandi lettere sul referto appeso alla parete della mia stanza. Quello è stato il momento peggiore. Poi, però, quando ho capito che avrei potuto rischiare di ritrovarmi in una situazione molto peggiore, ho trovato dentro di me, e grazie anche ai miei familiari, la forza di continuare nel miglio modo possibile.

Cosa si prova ad essere un capo di Stato?

Durante i quattordici mesi di riabilitazione trascorsi in ospedale, mai avrei pensato di poter fare le cose che poi ho fatto, e fra queste, la fondazione dell'Associazione Attiva-mente e ricoprire la carica di Capitano Reggente. Questa è stata un’esperienza di cui mi onoro e che mi riempie d’orgoglio nonostante le difficoltà affrontate. Ho capito quanto la Reggenza sia ancora profondamente rispettata dai cittadini sammarinesi. Ho  fatto politica attiva. Sono rimasto uno sportivo: pratico sci, tennis, handbike. Ultimamente mi sto impegnando nel tiro a segno. Risultati? Non ho mai vinto nulla e non ho mai raggiunto

Hai dei sogni?

Di sogni ne ho i cassetti di comodini e di armadi pieni. Tuttavia, avendo imparato ad apprezzare quello che sono, nonostante la disabilità, ho anche imparato a riconoscere i miei limiti e i miei difetti.  Mi godo le sorprese che mi concede la vita.

A chi devi in parte quello che sei?

Alla mia famiglia unita. Poi devo tanto agli amici, ai colleghi di lavoro, ma sicuramente a mia moglie che mi ha dato tantissimo e che ancora mi sopporta.

                                                                                                                                                                                             Matteo Selleri

 

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