Una rete di persone, imprese, associazioni, messe in relazione e in rete tra loro attraverso uno strumento innovativo, che si basa su reciprocitĂ , mutuo credito, fiducia.

Si tratta del Sardex, un’idea lanciata in Sardegna nel gennaio del 2010 da cinque amici â€“ Gabriele Littera (Laureato in Marketing e Comunicazione all’universitĂ  di Teramo, nel 2009, tra i fondatori di Sardex e oggi amministratore delegato di Sardex SpA), suo fratello, Giuseppe, (che otto anni fa stava a Leeds e studiava Lingue), Piero Sanna (anche lui era a Leeds, dove studiava Economia e Turismo), Carlo Mancosu (laureato in Filosofia) e Franco Contu, l’unico con esperienza nel mondo dell’impresa. In passato ha fatto l’editore e aperto un’agenzia di marketing e comunicazione. Oggi, il progetto, che poggia sulla circolazione di una moneta complementare all’euro (il Sardex), si è diffuso in altre regioni: Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania.

Ma come è nato questo circuito commerciale locale e come funziona?

Ce lo spiega in questa intervista Gabriele Littera, nato a Cagliari, 34 anni fa.

Intanto, perché è nato Sardex?

Prima di tutto perchĂ© tutti volevamo lavorare in Sardegna, ma dovevamo inventarci un’occupazione. Ci siamo guardati intorno, abbiamo approfondito i temi della finanza, del credito e della moneta e studiato quali soluzioni, nel passato ed anche in spazi lontani dai nostri, le societĂ  avessero adottato rispetto a gravi crisi finanziarie. Ripassando la storia dell’economia negli ultimi cinquemila anni, ci siamo imbattuti nel Wir,un circuito di moneta complementare svizzero, nato nel 1934 grazie a sedici imprenditori che, per ovviare alla mancanza di liquiditĂ  dopo la crisi del 1929, cominciano a segnare su un libro mastro tutti i rapporti di credito e debito tra loro. Oggi Wir è un circuito economico di 62mila membri, 45mila dei quali piccole e medie imprese, con un capitale equivalente a circa 3 miliardi di franchi svizzeri. Sardex come Wir nasce nel contesto di una crisi finanziaria, nel nostro caso quella del 2009, figlia del collasso di Lehman Brothers, che dagli Stati Uniti si è propagata in tutto il mondo con effetti devastanti sull’economia reale. Durante le crisi, la moneta tradizionale – nel caso del 2009 l’euro – diventa principalmente riserva di valore, perchĂ© la gente ha paura e non spende e gli operatori finanziari limitano al massimo la concessione di credito. Noi, molto semplicemente, abbiamo creato una moneta che non è riserva di valore, ma ha nella velocitĂ  di circolazione la sua forza maggiore. Abbiamo cercato di coniugare la tecnologia, il digitale e i servizi svolti da noi per offrire una soluzione.

In sintesi, cos’è Sardex?

Ha la funzione di unitĂ  di conto e misura dei rapporti di debito e credito all’interno di un circuito, costituito dagli iscritti: aziende, professionisti, associazioni ed ora anche privati cittadini. Le attivitĂ , che aderiscono al circuito, hanno il loro Conto Sardex, col quale effettuare incassi e pagamenti e possono contare su un mercato aggiuntivo rispetto a quello tradizionale in cui si è contemporaneamente fornitori e clienti rispetto agli altri partecipanti. I rapporti tra le imprese sono facilitati dallo staff di Sardex, 50 persone in tutto, che seguono ciascun iscritto in ogni passo all’interno del circuito e sotto tutti i profili: dalla promozione della propria attivitĂ  alla ricerca di beni e servizi. I broker in questo contesto svolgono un ruolo centrale, fungendo da intermediari tra un associato e l’altro. Recentemente Sardex si è aperto anche ai consumatori, lanciando il programma Bisoo con lo scopo di coinvolgere i privati. Sardex Bisoo è un programma che permette ai cittadini di guadagnare crediti a fronte di una spesa in euro. Chi acquista un bene o un servizio in euro in una delle attivitĂ  aderenti a Sardex Bisoo otterrĂ  una ricarica in crediti secondo una percentuale stabilita dall’esercente.

Obiettivo?

E’ un modo per aumentare il potere d’acquisto di singoli e famiglie – incentivate al consumo critico – che ha effetti positivi sulle attività economiche. Queste ultime, infatti, grazie al meccanismo di ricarica di crediti fidelizzeranno i propri clienti e potranno contare su un forte strumento attrattivo per acquisirne di nuovi, incrementando il loro giro d’affari sia in crediti sia in euro. L’utilizzo è molto semplice e si basa su strumenti d’uso comune: una card fisica, collegata a un conto in cui ricevere e rispendere i crediti, una app e un portale. In queste ultime settimane, Sardex ha provveduto alla distribuzione di migliaia di tessere del programma a centinaia di attività commerciali sparse in tutta l’isola, regalate, poi ai clienti.

Quanto vale il Sardex e come si mantiene?

Vale quanto l’euro. E la scelta di ancorare il suo valore a quello dell’euro è frutto di un’attenta valutazione, mirata a facilitare la contabilizzazione delle transazioni.  Le imprese che si iscrivono a Sardex, pagando una quota di abbonamento annuale, hanno a disposizione un Conto e una Carta. Possono ottenere sul loro conto una linea di credito, sotto forma di scoperto di conto, in crediti, ognuno dei quali ha valore pari a un euro. Per ogni transazione che fanno in Sardex con altri soggetti economici aderenti al circuito viene registrato il trasferimento delle somme da ciascun conto, esattamente come quando si fa o si riceve un bonifico dal proprio home-banking. Sui conti Sardex non ci sono interessi, nĂ© attivi nĂ© passivi: tenere i crediti fermi sul conto non serve. Un incentivo a spendere, soprattutto localmente, rivolgendosi al tessuto produttivo del territorio anzichĂ© ai grandi gruppi globali. Sardex funziona perchĂ© è legato alla capacitĂ  produttiva, al saper fare di imprese e professionisti che mettono a disposizione del circuito quella quota di beni e di servizi difficilmente collocabili sul mercato tradizionale. Sardex è concepito come una camera di compensazione di debiti e crediti, dove non esiste il tasso d’interesse e la valuta è utilizzata soltanto per acquistare o vendere beni o servizi. Lo scopo finale non è l’accumulo di Sardex, visto che non si maturano interessi e non si può neanche tramutare la valuta in euro, ma l’incremento degli scambi commerciali tra le imprese.

Ci fa un esempio?

Ipotizziamo di essere un falegname di Cagliari, che decide di iscrivere la propria attività al circuito. Per potersi iscrivere bisogna pagare una quota annua in euro che varia a seconda della grandezza dell’azienda. All’atto dell’iscrizione ciascun aderente riceve una linea di credito immediatamente utilizzabile, ha a disposizione un conto corrente, una App e soprattutto può rivolgersi per le proprie esigenze – anche tramite il nostro servizio broker – ad un mercato aggiuntivo in cui collocare i propri beni e servizi o riceverne di utili, incassando o pagando in crediti. Un ristoratore di Cagliari può richiedere alla falegnameria un tavolo nuovo, che consegnerà, ricevendo poi il corrispettivo in Sardex tramite una transazione attraverso il circuito. Per facilità, immaginiamo che il valore del bene sia fissato in 500euro. Il pagamento sarà di 500 Sardex. A questo punto, il falegname può utilizzare i 500 Sardex incassati per acquistare a sua volta beni o servizi di cui necessita. Un acquisto potrebbe essere il cambio gomme del suo mezzo di lavoro, che pagherà in Sardex. Per chiudere il cerchio, l’artigiano, che ha effettuato il cambio gomme, potrà utilizzare a sua volta i crediti incassati dal falegname per pagare il pranzo di lavoro o la cena con la famiglia al ristorante che in precedenza aveva acquistato il tavolo. Ogni operazione portata a termine viene registrata sul data base ed è contabilizzata dai partecipanti sui loro bilanci con le tasse relative.

I numeri di Sardex nella vostra regione?

Oggi ci sono oltre 4000 imprese associate al circuito, 770mila transazioni registrate, più di 300 milioni di euro (in crediti Sardex) di giro d’affari complessivo, che cresce costantemente. Siamo in contatto con autorità estere e abbiamo un ambizioso piano di internazionalizzazione.

Quanto è stato tosto realizzare il vostro progetto?

E’ stato molto impegnativo, ma sapevamo che stavamo coniugando due esigenze: costruirci una professione, dando uno strumento di supporto al tessuto economico del nostro territorio. Le difficoltà si sono superate anche grazie ad uno staff meraviglioso che non si è mai tirato indietro ed alla sua capacità di autocritica.

Qual è la forza del Sardex e qual è il suo futuro?

Sardex è basato fondamentalmente su fiducia, reciprocità, mutuo credito, tutti valori che normalmente sono rari nell’economia tradizionale. Laddove c’è un’esigenza di credito, che non può essere soddisfatta attraverso i canali tradizionali, Sardex ha le potenzialità per attecchire e la nostra espansione ne è testimonianza. Sardex ha infatti movimentato risorse e incentivato scambi per il tessuto economico del nostro territorio. Imprese, professionisti hanno potuto beneficiare di uno strumento innovativo, senza interessi, che favorisce la creazione di ricchezza. Tutte le transazioni concluse nel circuito semplicemente senza Sardex non si sarebbero concretizzate. Per quanto riguarda le ricadute occupazionali, durante la crisi molte aziende non hanno mandato a casa dipendenti perché hanno continuato a produrre per un mercato aggiuntivo dove hanno collocato i loro beni e servizi. Come azienda in senso stretto, poi, Sardex ad oggi ha oltre 50 dipendenti, un bel risultato a Serramanna, nel Campidano, una tra le zone più colpite dalla crisi recente, dove abbiamo la sede principale. Ma Sardex non è solo business, è anche attenzione agli aspetti sociali del territorio.

In che senso?

L’anno passato abbiamo donato oltre 500 piante al Comune di Arbus. Il suo territorio era stato devastato da un gigantesco incendio estivo e negli anni scorsi sia noi che i nostri iscritti abbiamo sostenuto chi aveva maggiormente bisogno. Siamo anche partner e sostenitori di decine di festival e iniziative culturali di valore. Di recente abbiamo anche ideato “I conti tornano”, il programma di crowdfunding in crediti, dedicato a tutte le associazioni sarde che offrono strumenti di finanziamento innovativi.

Sardex non è una fuga dalla realtà?

Ma scherza? Non è un richiamo nostalgico al passato, ma una parte di soluzione al grande problema dell’accesso al credito. Non siamo in concorrenza con le banche, ma rappresentiamo un alleato prezioso che supporta la loro attività quotidiana. Chi entra nel circuito trova carburante ulteriore per i propri affari, migliora i propri conti e diventa anche un cliente migliore per gli istituti di credito i cui parametri sono molto rigidi e spesso non a misura delle pmi.

Vi sentite tosti?

Questo è meglio che lo dicano gli altri.

                                                                                                                                                               Cinzia Ficco

 

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