“Nasco a Portici, ad un tiro di schioppo da Napoli, nell’era mesozoica degli anni ’50, giusto in mezzo. Credo che nascere a Napoli sia stato un vantaggio, poiché nel corredo genetico ci sono: la lava del Vesuvio, la fantasia, l’espressività totale dell’ambiente, la difficoltà superata, il riso di chi è oppresso Cose difficili da trovare tutte assieme. Crescere nel post’68 mi ha dato poi la possibilità, la categoria mentale di poter cambiare lo status quo, i valori, i paradigmi della realtà, della società. In certi momenti noi l’abbiamo fatto. Nel piccolo, piccolissimo, ne sono orgoglioso”.

Così si descrive Leonardo Spina che, in questa intervista, ci racconterà di essere stato il primo in Italia ad occuparsi di gelotologia (terapia del sorriso, ndr) e di avere fondato dieci anni fa in Umbria con sua moglie la Terra del Sorriso, http://www.laterradelsorriso.org/#!vuoto/c12ir“una Comunità ospitale – dice – dove il Vero si assogna. Perché realizzare, far avverare i sogni alla fin fine non è difficile, a volte basta avere del denaro. Più interessante è assognare un Vero, cioè una cosa che dovrebbe esserci e, invece, non c’è e farla divenire Sogno, il sogno di molti, non solo il nostro”.

Cos’è di preciso e come nasce la Terra del Sorriso?

La Terra del Sorriso parte dall’esperienza mia e di Sonia Fioravanti, nel campo della comicoterapia, che più propriamente si chiama gelotologia). La Comunità si basa su quattri “pilastri”: la Cura, intesa come il prendersi cura delle persone.  Poi c'è  la Formazione. Abbiamo spazi in cui si opera la Scuola Europea di alta formazione per il personale sociosanitario, gli insegnanti e gli aspiranti clown medici Laboratori e seminari sulle cosiddette Nuove Scienze: l’epigenetica, la fisica quantistica, la psicologia energetica. Trattiamo anche altri temi di limite, come l’ipnosi regressiva alle vite precedenti. Sonia è una psicoterapeuta, specializzata in ipnosi ericksoniana. Ancora, la Terra del Sorriso coltiva ed incoraggia l’Arte, espressione del divino presente in noi. Infine ci occupiamo di orto sinergico e abbiamo il bosco commestibile.

Come nasce l’idea?

Dall’esperienza mia e Sonia come pionieri nel campo della comicoterapia e di altre dieci persone, che permisero di accendere un mutuo per comprare il podere, denominato Sorvarelle, a 19 Km da Orvieto, sul Monte Peglia.

In quanti ci lavorate?

Attorno al progetto sono attive una decina di persone, nei vari ambiti, e ci sono un paio di residenti, più altri due in arrivo. In questi anni siamo stati aiutati da molte decine di persone, con il lavoro volontario, sostegno economico, idee, esperienza.

Mi dicevi che siete stati i primi in Italia a parlare di terapia del sorriso.

Nel 1990, quando creammo il metodo “Comicità è salute”, ci pigliavano per matti. Operavamo nell’ambito della scuola, nell’educazione permanente. Non capivano l’importanza e la vastità del semplice messaggio “ridere fa bene. Dopo nove anni uscì il film hollywoodiano “Patch Adams” e noi con il nostro primo volume “La Terapia del Ridere”. Un libro di Iacopo Fo. Fu il boom.

Ma come avete scoperto che ridere fa guarire?

Come quasi sempre avviene a chi inizia un lavoro per la comunità: ci siamo passati di persona. Ad uno di noi venne fatta una diagnosi di tumore. La medicina ufficiale ci spaventò e ci deluse, essere numeri, per chi ha coscienza, è davvero difficile. Non sapevamo niente di medicina naturale ed omeopatica. Sonia faceva a mala pena il normale training autogeno, ma fu l’incontro con un omeopata che ci dette fiducia, speranza e coraggio. Ridevamo spesso, anche in faccia alla “mala sorte”. Ci amammo di più. Iniziammo a meditare. La guarigione avvenne nel giro di un anno. Come potevamo portare fuori dalla nostra famiglia un’esperienza così grande? Ci venne in mente di mettere insieme le nostre professionalità. Di Sonia ho detto. Io vengo dal Teatro, facevo Pulcinella. Ho avuto la fortuna di lavorare con Dario Fo e Franca Rame. E avevo esperienza di scrittura comica. Poi la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI) ci diceva che le emozioni negative fanno ammalare. Lo avevamo provato sulla pelle.

Prima di voi c'era qualcosa di simile alla Terra del Sorriso all'estero?

Certamente. Molte altre esperienze. L’Italia, tra i tanti suoi mali ha quello atavico del provincialismo e della sudditanza mentale. C’è da dire prima di tutto che già i primitivi e gli antichi conoscevano benissimo le virtù terapeutiche del ridere e delle emozioni positive e le applicavano anche. Tra i nativi americani è nota la figura dell’heyoka, un po’ clown, un po’ curandero, un po’ sciamano. Nell’era moderna è notissima l’esperienza del giornalista e pacifista Norman Cousins, che guarì clamorosamente da una malattia mortale a forza di risate e vitamina C. Il caso sollevò scandalo, ma l’uomo ricevette una laurea honoris causa e la sua storia ancora fa testo. Nel 1986 i primi clown medici facevano ingresso in ospedale, a New York. E poi esperienze in Israele, Sud Africa, Canada ed in molti altri posti ancora.

Quali sono state le più grandi difficoltà nella realizzazione del vostro progetto?

La prima: nell’atto di compravendita c’era una truffa. Ci abbiamo rimesso un casale e centomila euro. Ma abbiamo superato questa disavventura. Poi, non è stato facile inserirsi nel territorio dell’Orvietano. I personaggi politici incontrati si sono dimostrati inaffidabili, legati alle solite consorterie, palesi o nascoste. Ma siamo perseveranti. Oggi la difficoltà più grande è il rapporto con il fisco. In questo disgraziato e meraviglioso Paese, se non fai quel certo reddito, pensano che sei evasore e ti tassano a prescindere, come diceva Totò.

Cosa offrite a chi viene a trovarvi?

L’aia della Terra del Sorriso si trova su uno sperone roccioso, ricco di quarzo, l’energia della Terra è, dunque, molto alta. Da noi, poi, l’acqua della sorgente è attivata con le tecniche di Masaru Emoto.

Ma la vostra è un'attività che "rende" in qualche modo?

Fino ad oggi la bilancia è fortemente negativa. Ma la tendenza è opposta. Nel momento in cui chi lavora per assognare questo vero sarà moderatamente retribuito, saremo a regime. Non è domani. Noi siamo per i pareggi, non ci siamo inventati tutto questo per fare denaro. Avrei fatto il tabaccaio, era l’azienda di famiglia. La Terra del Sorriso rende in termini umani.

Vi sentite tipi tosti? Quanto?

Dovresti elaborare un tostometro, una batteria di test sul cosiddetto coping (farcela!). Scherzi a parte, siamo tosti perché cerchiamo di non cedere all’imbecillizzazione, alla prevaricazione e violenta del sistema. Ci sentiamo tosti perché cerchiamo, a volte senza riuscirci, di essere coerenti. Siamo tosti perché abbiamo centrato il nostro progetto d’anima, che è comune e quindi ha più forza.

Consigli a chi sta leggendo la vostra storia?

Niente è più gratuito dei consigli, per quello che ne sono tutti prodighi. Ma non mi sottraggo. A chi legge dico: lascia agire il tuo libero arbitrio, non aver paura, le catene sono soprattutto nella mente. L’anima sa cosa fare e come farlo, abbandoniamoci al vivere qui ed ora con la consapevolezza che siamo noi a creare la realtà. Lo dimostra la fisica quantistica, non è misticismo. Diceva l’insospettabile Giacomo Leopardi: “Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo”.

                                                                                                                                                                                                   Cinzia Ficco

© Riproduzione riservata