Più che tosto, si definisce curioso e appassionato. “Se non lo fossi – afferma, sorridendo – non avrei avuto il desiderio di guardare a centinaia di miglia da me e capire cosa c’è al di là delle nostre categorie di spazio e tempo. Non avrei scoperto che siamo parte di un sistema maestoso e che dobbiamo, per questo, imparare ad apprezzare tutto ciò in cui siamo immersi, ridimensionando ogni evento della nostra esistenza”.

A parlare così è Francesco Veltri, uno che guarda alla sua vita con parametri diversi da quelli consueti.

Nato nel '74 a Paola, in provincia di Cosenza, è laureato in Fisica, ha una specializzazione in Ambiente, Gestione del Territorio ed Energia, lavora come dipendente all’Unical (Università della Calabria) e ha una passione: il cielo, da quando era bambino e i suoi genitori lo spingevano ad osservare le stelle. In campagna.

“Ogni volta – dice – tornavo a casa con una sensazione di sicurezza inspiegabile. Guardare il cielo ti aiuta a relativizzare le angosce e le preoccupazioni di tutti i giorni. Ho continuato a studiare e ad osservare. Alle scuole superiori ho avuto molti docenti laureati in Fisica. Da matricola all’ Università mi sono imbattuto per caso  in un bellissimo libro, di un’autrice, che allora non conoscevo. Il testo era di Margherita Hack e parlava del Sistema Solare”.

Da questa passione è nato “Uno sguardo al cielo”, un appuntamento con gli astri, che Francesco organizza nel centro storico a Belmonte calabro, un comune di duemila anime, sulla costa tirrenica con l’aiuto dell’associazione ambientalista Living Nature.

“Abbiamo messo su undici edizioni in venti anni – spiega – Per fortuna il più delle volte i sindaci che si sono succeduti mi hanno sempre appoggiato. Alla prima edizione, che è costata 500 mila lire, sono venuti solo studenti. La difficoltà più grande? Probabilmente spiegare, in un contesto locale, come creare un grande evento per cui è necessario  spegnere l’illuminazione pubblica. Con il tempo i problemi sono cambiati. Mi è costato molto impegno suscitare curiosità nei confronti delle stelle e in una piccola realtà, come Belmonte. Abbiamo studiato e di idee ce ne sono venute tante. Al punto che quest’anno abbiamo avuto come ospite l’astronauta Umberto Guidoni”.

Sull’evento c’è sempre l’incognita meteo. “Inizio ad elaborare un programma – aggiunge - otto mesi prima e gli imprevisti non mancano mai. Prima, quando c’era solo l’osservazione delle stelle, in caso di pioggia, la manifestazione veniva spostata. Oggi anche in caso di maltempo andiamo avanti lo stesso con i dibattiti a tema e la ludoteca per i bambini, che apre la manifestazione. In Italia ci sono parecchi appuntamenti con le stelle. Però, il nostro evento è particolare. Non ci limitiamo a far osservare il cielo con una guida. Regaliamo anche momenti musicali. E poi racconti di miti, legati al tema che cambia ogni anno. Non manca il momento della poesia e dei classici, che si sono ispirati al cielo. Per l’edizione di luglio scorso, dedicata alle missioni nello spazio, siamo riusciti a coinvolgere 350 persone. Molti sono venuti da regioni vicine. Un risultato importante per una minuscola realtà, sconosciuta a tanti e che sta puntando sul turismo culturale. Da tre anni ci stiamo impegnando per far crescere questa manifestazione. Vogliamo che diventi un appuntamento fisso. Pensiamo di realizzare un planetario e più in là una scuola di formazione, collegata all’Università. Per l’edizione 2015, sempre patrocinata dall’Amministrazione comunale (con il sostegno di sponsor, ndr) e che si terrà a luglio, vorrei una maggiore interazione con chi verrà a trovarci. Mi sto attivando per tentare la simulazione di un viaggio spaziale. Altro non posso dire”.

Desiderio viene dal latino e significa assenza di stelle. Tu, che ne vedi tante, sei a posto con i desideri?

Desiderio è un bel vocabolo, che nutre la nostra mente, alimentandola di speranza, passione, scopo. Le stelle sono visibili a tutti, ma sono per tutti irraggiungibili e guardandole, viene voglia di prenderne una o avvicinarsi sempre di più. E’ come se ci avvicinassimo, appunto, ad un nostro desiderio. Nella nostra anima questo è un meccanismo molto potente, che deve servirci ad un solo scopo: capire che noi facciamo parte del cosmo. Siamo noi stessi parte di una stella. E quindi abbiamo già tantissimo dentro di noi.

 

                                                                                                                                                                                                       Cinzia Ficco

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