in , ,

Ivo Mancini, 86 anni e il sogno di rivoluzionare la formazione professionale

Toscano, ottantasei anni e ancora si batte per un sogno: “Vorrei che a livello istituzionale fosse data la possibilità a un ragazzo di andare la mattina a scuola e al pomeriggio di venire in azienda a imparare. Prima si comincia a conoscere la predisposizione, meglio è. Il meccanismo è lo stesso dello sport: perché se un giovane ha passione e talento per il calcio può allenarsi e non ha la possibilità di sperimentare il suo valore in un ambiente di lavoro, con tutte le cautele e le protezioni del caso? Ecco, questo io sto cercando di proporre”.

Lui è Ivo Mancini, nato a Fucecchio, imprenditore, tra i pochi in Italia ad aver capito quanto urgente sia accorciare presto le distanze tra scuola e mercato del lavoro. “Ho studiato – ci racconta – fino all’avviamento quando ancora esisteva questo percorso, distinto dalla scuola media. Quando ero ragazzino ho sempre sognato di poter creare qualcosa con le mie mani. Ero il classico ragazzino che non era portato per studiare, ma aveva talento, passione e competenza. Bastava che questi trovassero uno sfogo e diventava tutto semplice.  Così è stato per il resto della mia vita. Ho iniziato a lavorare da ragazzino, dai primissimi anni. Come diceva il grande campione Hugo Sanchez del Real Madrid,goleador si nasce!”. E lui lo nacque.

Ho fatto delle esperienze in azienda. A quei tempi ancora serviva la manualità e io con una lima ero capace di creare con precisione una Croce di Malta ero più bravo di un macchinario. Poi nel 1962 ho fatto il passo in avanti, fondando a Santa Croce sull’Arno l’azienda che si chiama C.M. Erano le iniziali del mio cognome e del precedente socio, che nel corso degli anni ci ha lasciato. La C.M. produce macchine per le imprese conciarie: Tannery Machines è la traduzione in inglese, aggiunta nel momento in cui ci siamo internazionalizzati.

Nel 2018 Ivo ha fondato la Futura Lavorazioni Meccaniche, un’azienda che lavora come conto terzista per la C.M. adesso guidata dai suoi figli, Antonio e Federico.

La Futura punta a ospitare ragazzi per far apprendere il mestiere in maniera distinta rispetto alla casa madre. Può infatti vantare macchine a controllo di ultimissima generazione per i quali abbiamo fatto investimenti per alcuni milioni di euro. Queste apparecchiature permettono anche a una sola persona di controllare più macchine e quindi dedicare parte del proprio tempo all’insegnamento per le nuove generazioni”.

Negli anni la C.M. è cresciuta: fattura oltre 15 milioni di euro annui, ha circa 40 dipendenti, ed esporta per 67% soprattutto in Asia, Cina in particolare, e altri Paesi europei.

In Italia le aziende che si occupano di questo tipo di prodotto sono poche perché c’è grande specializzazione.

Cosa ha di particolare la sua scuola di meccanica? “Il modello che offriamo viaggia in maniera parallela a quello che è l’attuale sistema di formazione scolastica e professionale. Ci sono istituti superiori in cui né i ragazzi né i professori hanno mai visto un tornio. Quando va bene si studiano concetti di un’industria ormai superata. È un’iniziativa che ho finanziato da solo, con i guadagni della mia azienda. Al momento ho ospitato dei ragazzi frequentati dei percorsi IeFP triennale (istruzione e formazione professionale) arrivati con convenzioni, ma vorrei che qui a Santa Croce sull’Arno venga fondata un giorno una scuola internazionale di artigianato toscano. L’esperienza infatti è agli inizi e le prime qualifiche professionali sono arrivate nelle scorse settimane. Molti ragazzi hanno già trovato lavoro e un paio li terremo nella nostra realtà. Mi piacerebbe che a livello istituzionale fosse data la possibilità a un ragazzo di andare la mattina a scuola e al pomeriggio di venire in azienda a imparare. Prima si comincia a individuare una predisposizione, meglio è. Ecco, questo io sto cercando di proporre. Ho avuto contatti con politica e istituzioni, ma l’impressione è che il sistema così come è strutturato oggi non si voglia modificare. Gli imprenditori, invece, sentono la necessità di un cambiamento: le lettere e i messaggi ricevuti ogni giorno da tutta Italia me lo dimostrano”.

Perché non potenziare gli istituti tecnici superiori? “Le scuole non potranno mai avere le attrezzature di un’azienda moderna e al passo con il mercato. Piuttosto, ribadisco, serve che ragazzi e professori entrino in azienda e si confrontino con la realtà di oggi, imparando con strumenti di ultima generazione messi a disposizione. I ragazzi che sono stati qua erano quasi tutti scarti della scuola, avevano lasciato le scuola anzitempo rifugiandosi in un IeFP. In tre mesi grazie al mio aiuto sapevano già mandare una macchina a controllo numerico”.

Tosto, Ivo ha scritto anche a Sergio Mattarella nel settembre 2019.

Avevo messo in copia tutte le più alte cariche dello stato e il Presidente della Regione Toscana. Se non si studiano nuovi modelli di rapporto tra scuola e lavoro le aziende come la mia non avranno mai un ricambio di tecnici all’altezza. Bisogna intervenire alla radice. La risposta è arrivata tramite la segreteria del Quirinale che mi ha telefonato per ringraziarmi della lettera e chiedendomi approfondimenti”.

L’imprenditore di recente ha promosso un dipendente, Simone Guidi, che ora ha il 20% delle quote della Futura.

Alla base c’è una parola magica che si chiama convenienza. Lui ha un guadagno maggiore e responsabilità, riesce a tenere sott’occhio le macchine a controllo e a seguire i ragazzi. Questo vorrei dire alle altre imprese: promuovendo i migliori, si avrà una convenienza reciproca, per il lavoratore in termini di soddisfazione e guadagno, per l’azienda in termini di produttività e per l’imprenditore ci sarà un maggiore guadagno. Queste notizie hanno avuto un buon riscontro da parte di altri imprenditori, meno dalla politica. L’unica, che ci ha davvero creduto, è stata l’ex assessora della Regione Toscana, Cristina Grieco, oggi nello staff del Ministro Patrizio Bianchi al Miur”.

Intanto per l’8 agosto prossimo Ivo sta organizzando un convegno. Sarà un primo momento di incontro con gli imprenditori e le istituzioni.

Sul palco del Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta ci saranno lui, Cristina Grieco, Anna Paola Concia in qualità di coordinatrice di Fiera Didacta Italia, il capo di gabinetto della Regione Toscana Paolo Tedeschi e una dirigente scolastica di Empoli, Daniela Mancini, decana delle scuole tecniche.

Mi aspetto tante persone curiose e desiderose di condividere le proprie esperienze. Vorrei poi in autunno organizzare per loro un Open Day aziendale, perché se non si vede da vicino quello che sono riuscito a creare è difficile spiegare le basi del mio modello. Si legge di oltre 500mila ragazzi in Italia che hanno lasciato la scuola media, ma non sono dei somari, solo giovani che non hanno la predisposizione allo studio. Torno a ribadire: Perché privarli al pomeriggio della possibilità di andare a imparare un mestiere? La loro è una forza lavoro che va recuperata: io ho fatto un esperimento e ho visto come, facendo apprendere l’utilizzo delle macchine a controllo, hanno ripreso fiducia. Infatti tre ragazzi dei percorsi professionali che erano da me, in un paio di mesi lo scorso anno e altri due in quello corrente, hanno acquisito competenze persino per insegnare ai loro professori come si fa a programmare un macchinario. Credo che valga la pena venire a vedere quanto stiamo facendo e per questo motivo, nell’arco di due mesi, intendo organizzare un “open day” in un fine settimana e invitare chi vuole».

Ivo, un toscanaccio tosto. Ne ricorda un altro. “Beh, con Indro condivido il fatto di essere di Fucecchio. Non so se questo significhi avere la stessa tempra”.

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Commenti

0 commenti

What do you think?

Written by Cinzia Ficco

Il Sud tra lupi, agnelli e cani pastore. Intervista con il prof Pietro Busetta

Riforma della Giustizia: “Berlusconi e Forza Italia i precursori, ma bloccati dai magistrati”. Così Fiammetta Modena, senatrice Forza Italia