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Salvati dalla bancarotta grazie alla Rete. Il racconto dei Mulfari, primi imbianchini digitali in Italia

E’ la storia di una famiglia e un’attività nella Brianza, in crisi dopo il 2008, che si è salvata puntando sull’innovazione.

L’ha scritta Marina Pasqualini (60 anni) in un libro intitolato: Mio marito, ripescato dalla rete. La storia dei primi imbianchini digitali in Italia, da pochi giorni in vendita su Amazon. Il lavoro è diviso in due parti. Nella prima l’autrice descrive il periodo di grande frustrazione vissuto da suo marito, Felice. La seconda è dedicata all’idea di Diego, uno dei figli che, studiando, è riuscito a trovare una via d’uscita.  

Come ogni giorno – scrive Marina – stavo prendendo il caffè con la mia anziana madre e la sua badante. Avevo percorso il breve tratto di strada che ci separa, a piedi, in uno stato di torpore, quello in cui si rifugia la mente quando il suo grado di sopportazione di una notizia non regge. Come l’onda lunga dello tsunami che era approdata in casa nostra, attraverso il filo del telefono di quella telefonata, che avevo appena ricevuto. Dalla banca. E che recitava: Signora, le comunico che avete sforato anche il fido e che quindi non possiamo più concedervi prestiti. Eravamo in bancarotta. Ma il concetto non mi era ancora ben chiaro. Mio marito fa l’imbianchino, da tutta una vita. Ha cominciato da ragazzino, pieno di entusiasmo, con i suoi fratelli più grandi. Di andare a scuola non se ne parlava. Lui preferiva giocare a piedi nudi su improbabili campi, ove il frumento era appena stato tagliato, nel paesino dove era approdato dal sud, con la sua famiglia. Lo avevo incontrato in una sala da ballo. Dopo un breve fidanzamento, era nato il nostro primogenito, Diego, al quale era seguito, dopo circa un anno, il secondo figlio maschio, Omar. E dopo otto anni il nostro terzo ed ultimo figlio, Edoardo.  Poi Felice era uscito dalla società con i fratelli, ed aveva ricominciato da capo. Successe un giorno che, molto lontano dal nostro paesello, negli Stati Uniti, il mercato immobiliare scoppiò. Sui giornali leggevamo che si erano concessi troppi prestiti per i mutui, i cosiddetti sub prime, anche a persone poco solvibili, con interessi bassissimi per i primi anni, salvo poi aumentarli drasticamente in quelli successivi. Da una festosa atmosfera iniziale, durante la quale le persone avevano potuto acquistare una casa, per la prima volta nella loro vita, arrivò la resa dei conti”. E quella crisi arriva anche da noi, attraversa anche l’attività dei Mulfari.

A quel punto?E’ stato un periodo buio – replica Marina – Felice non riusciva a fare più il capo famiglia. La sua frustrazione era ai massimi livelli. Io cercavo di incoraggiarlo, lo spingevo a distrarsi, frequentare gli amici al bar e a giocare al biliardo. Fino a quel momento il passaparola e il telefono erano stati gli unici mezzi utili a ricevere chiamate per lavorare. Ma invano. Arriva il primo aiuto economico da parte di mia madre. Diego inizia a studiare il web marketing e riesce a trovare una via di uscita. Crea un blog aziendale (mulfarimbianchino.com) che permette di generare nuovi clienti online. Oggi la cosa è più che normale, ma parliamo degli anni 2009/2011 e allora erano pochissimi gli imbianchini che intuiscono il potere della rete.  Dopo qualche mese arriva la prima richiesta di lavoro attraverso il Web. Felice si trasforma con mio figlio in un artigiano digitale, cioè, un artigiano che sfrutta il pc e Internet per acquisire nuovi clienti attraverso un buon posizionamento sui motori di ricerca, un’ottima presenza sui social network, un sito istituzionale e un blog aziendale.  Grazie alle strategie di marketing di mio figlio siamo riusciti a generare oltre centocinqunta clienti, nei cinque anni successivi

Oggi com’è la situazione? “Stiamo attraversando una nuova crisi economica – risponde-  e la situazione non è così facile. Inoltre esiste una concorrenza spietata con un massiccio abbassamento di prezzi. Ma c’è un aspetto positivo: siamo riusciti a fidelizzare un numero consistente di clienti sia online che offline, che apprezzano il nostro lavoro. Noi poi li premiamo, parlando di loro sul nostro blog mulfarimbianchino.com e sulla nostra pagina facebook.com/mulfarimbianchino So che può sembrare una frase retorica, ma è risaputo ormai che solo di fronte alle crisi le persone tirano fuori il meglio di sé. E anche in questa fase potremo avere la meglio solo se riusciremo a riprogrammarci”.

Per la sua capacità innovativa Diego ha ottenuto vari riconoscimenti e qualche anno fa ha raccontato la storia della sua famiglia alla Camera dei deputati. Il suo sogno? Dare lavoro ad altri imbianchini in difficoltà, avvicinandoli alla Rete. “Perché – dice – Il lavoro purtroppo non bussa più alla porta: è cambiato il paradigma e il mercato è sempre più concorrenziale, in tutti i settori. Ma abbiamo a disposizione gli stessi strumenti di marketing che utilizzano le multinazionali per promuoversi online. Il nostro compito è utilizzarli in modo virtuoso ed essere costanti, crederci sempre. I risultati, prima o poi, arrivano. Gli italiani sono un popolo di creativi. Dovrebbero solo essere più costanti. A chi si sente deluso, frustrato, mi sento di dire che si deve imparare a scoprire i propri talenti. Ma occorre studiare, e applicarsi sempre” 

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