in ,

LOVELOVE ALTOPALTOP

Andrea Tomassini: “Mai mollare? Si può, se hai imparato ad amare la pioggia”

Mai Mollare: se lo ripete da quando è piccolo. E in piena pandemia, è diventato il titolo di un brano che ha composto con alcuni suoi amici.

I motivi per lagnarsi ci sarebbero, eccome, eppure “è raro che sia arrabbiato o triste – ci scrive – Sarà che forse conosco già da tempo la pioggia”.

E quando parla di pioggia, allude a quella ischemia cerebrale che l’ha colpito appena nato, rendendogli difficili parlare e camminare. https://www.youtube.com/watch?v=9Vn9duwqFAc

Lui è Andrea Tomassini, 17 anni, perugino e un grande amore per la vita.

Frequenta gli ultimi giorni del IV anno di Scienze Umane al Liceo Pieralli del capoluogo umbro, che lascerà con una media di 8.7, ha due genitori che hanno sempre creduto in lui e “pochi, ma buoni amici” con cui condivide due passioni: la musica e la scrittura, le “medicine” per i brutti ricordi, legati al suo primo intervento chirurgico.

“Avevo solo 8 anni e non sapevo a cosa sarei andato incontro. Quella è stata la prima grande prova, ma ci sono stati altri momenti tosti, quelli in cui mi sono sentito diverso, senza, però, mai reagire male. Con il tempo ho accettato la mia disabilità, convivendoci e sublimandola. Sono riuscito a trasformare i miei limiti in un potente mezzo per tirar fuori tutta la mia energia e i miei punti di forza. Sì, alcune volte mi capita di essere malinconico. Allora, cerco di sfogare le mie emozioni parlando molto con me stesso ad alta voce oppure scrivendo i miei pensieri. Alcune volte in rima. Insomma, non ho rancore, non mi ossessiono chiedendomi perché a me, e forse sarà perché ho avuto sempre dalla mia parte un po’ tutti quelli che ho conosciuto: gli amici dei miei genitori, i miei professori, i miei amici, i miei compagni di classe, la mia scuola di musica. E una figura molto importante, Manuel Magrini (Assisi, ’90), il mio insegnante di pianoforte, che nel 2017 ha vinto il premio Lelio Luttazzi come miglior giovane pianista Jazz Italiano. Un tipo empatico e bravo, che vanta collaborazioni con molti musicisti importanti, tra i quali Gabriele Mirabassi, Cristina Zavalloni, John Arnold, Johnathan Kreisberg, Rick Margitza e Ralph Alessi, Paolo Damiani, Paolo Fresu, Enrico Rava. https://www.youtube.com/watch?v=2C2cIOQXUvI

Ma come hai scoperto l’amore per il piano? “Beh, mi dicono che l’amore per la musica sia vecchio. Sembra che abbia iniziato a suonare quando avevo quattro anni. A due e mezzo sono a riuscito a stupire la mia neuropsichiatra, suonando correttamente tutte le note che lei mi invitava ad eseguire su una tastiera giocattolo. Manuel mi sta aiutando tantissimo a crescere dal punto di vista musicale. Sia chiaro, non sogno di diventare un grande pianista jazz come lui per due motivi. Uno, il jazz non è il mio genere. Io sono più da musica pop. Due, perché, per le difficoltà che ho, mi riesce più facile comporre che fare il pianista. Infatti riesco a suonare solo una nota alla volta con la mano sinistra. Il pianista che amo? Ludovico Einaudi e le sue Nuvole Bianche. Con Manuel – che vi invito ad ascoltare il 9 giugno prossimo su Rai Radio 3 Manuel Magrini Trio – La stanza della musica – Rai Radio 3 – RaiPlay Radio – mi diverto a suonare qualche mia composizione e ad improvvisare. Sulle mie composizioni, invece, alcuni mesi fa ho inciso un brano, che si intitola Mai Mollare con i cantanti Aurora Scorteccia e Gianluca Carnevali e l’arrangiatore Maurizio Martellini. Li ringrazio tutti. Ho pensato fosse una bella cosa scrivere un testo che mi rappresentasse al meglio. Forse è un brano un po’ troppo autobiografico per gli standard di una canzone, ma nonostante ciò, penso che abbia riscosso un bel successo. È dedicato soprattutto a quelle persone che si trovano in difficoltà, nella speranza che le parole e la musica scelte possano aiutarle a riveder le stelle. Il pezzo vale anche per il post pandemia e per tutti i nostri momenti di sconforto”.

Cosa ti fa arrabbiare? “Mi infastidiscono le persone che parlano senza sapere quello che dicono”. Quello che ti fa paura? “Niente sarebbe una risposta troppo banale, non esiste coraggio senza paura. Sinceramente, quello che mi spaventa di più è il futuro perché è un mistero. Cosa ci accadrà? So, però, che sono affiancato da persone che ogni giorno cercano di garantirmelo il più roseo possibile. Parlo soprattutto dei miei genitori. Cosa mi rattrista? Litigare con qualcuno. Per fortuna capita molto raramente. Sono un tipo mite e mansueto”.

Andrea segue la politica, sostiene il disegno di legge Zan “perché nessuno, non solo trans, gay e disabili- deve essere insultato” e si è anche divertito a scrivere qualche pezzo per il Corriere dell’Umbria. “Quella del giornalista è una strada interessante. Ci penserò. In questa fase della mia vita più che articoli sto scrivendo poesie. Chissà, per il futuro mi piacerebbe occuparmi di qualcosa che tenga insieme musica e parole, per cui siano utili anche le mie competenze digitali”.

Andrea, Mai mollare. Ma davvero, come si fa? “Già il fatto che mai mollare non sia una parola sola, ma due, fa riflettere su quanto la cosa sia più complicata del semplice mollare e basta. Scherzi a parte, io penso che noi siamo il frutto di ciò che abbiamo vissuto. A me e ai miei genitori la vita non ha chiesto di essere forti, ci ha costretti ad esserlo. Mi rendo conto che non è facile trovare la forza per andare avanti, ma chi desidera vedere l’arcobaleno deve prima imparare ad amare la pioggia. Diventa più facile se credi in Dio e io ci credo. Prego ogni giorno affinché possa aiutare me e tutti quelli che mi vogliono bene a vivere una vita gioiosa e serena”.

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Commenti

0 commenti

What do you think?

Written by Cinzia Ficco

Un Centro per ricostruire 70 anni di storia industriale nel Sud. Ne parla Paolo Ponzio, presidente

Un aiuto alle sette clarisse del Monastero di Oristano