in ,

Ilaria e la battaglia per i disabili di Arezzo

Ilaria è nata ad Arezzo nel 1985. Frequenta da tre anni la Facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione. Il suo sogno è diventare educatrice.  Ha un’osteogenesi imperfetta, “anche se – racconta – io non mi sono mai sentita disabile. Mi ritengo testarda e determinata”. Ne ha dato prova in questi giorni.  

“Avevo un account su Ask – dice – che avevo aperto perché credevo potesse essere con Youtube un modo per parlare della disabilità, magari per ricevere domande in forma anonima da persone che altrimenti non avrebbero il coraggio di esporsi. Purtroppo, il mio tentativo è stato vano. Ma vado avanti”.

Raccontaci tutto

Da circa un anno ho iniziato a combattere contro le barriere architettoniche. Ho deciso di aprire un canale su youtube, che si chiama Mitsu851. Tramite questo ho fatto un video, in cui ho invitato il sindaco a prendere un caffè con me. Era un pretesto per metterlo al corrente della situazione. Lui ha accettato e abbiamo fatto un giro. Ma ancora oggi non si vedono grandi risultati. Anzi, sembra che il Comune faccia solo promesse e nessun fatto. Il mio canale youtube è uno dei pochi che parla di disabilità. Ne esiste un altro di un’altra ragazza che, come me, ha l’osteogenesi. Lì però non si affrontano i problemi veri dei disabili.
Cosa ti è successo poi?

Su Ask mi hanno insultato pesantemente, soprattutto sul piano fisico. Molti si sono divertiti a offendere e criticare quello che faccio. Mi hanno detto anche che scrivo e mi attivo solo per esibirmi. E che se qualcuno mi segue, lo fa solo perché prova pena per me. Per qualche tempo ho sopportato e cercato di rispondere per le rime. Ma la cosa è continuata, anzi, è degenerata. Purtroppo è difficile non farci caso. All’inizio magari ci riesci, ma poi ti butti giù. Non sembra, e non lo direbbe nessuno, ma, in fondo, io ho le mie debolezze come tutti. Se così si possono chiamare. Ho deciso di chiudere il mio account di Ask. Ma non è detto che non lo riapra tra breve. Andrò avanti.

Sei tosta davvero!

Penso che ognuno di noi dentro di sé abbia tanta forza. Bisogna solo trovare il coraggio di esporsi e mettersi in gioco. Comunque, sono davvero delusa. Anche dalle istituzioni della città in cui risiedo. Non penso che ad Arezzo i disabili stiano peggio che in altre città, ma qui il 90% dei locali è inaccessibile. Mi dispiace che molti disabili non combattano come me. Vedo troppe persone arrese o che accettano di farsi portare in giro e che non hanno autonomia. Questo mi rattrista molto. Purtroppo le istituzioni al momento fanno solo molte chiacchiere. Io vorrei vedere i fatti!

Chi, invece, non ti ha mai lasciato sola?

Al momento una persona per me molto speciale e la mia famiglia. Ho il supporto di molte associazioni. Con una sto girando un cortometraggio. Sembra strano, ma mi sostengono di più i cosiddetti normodotati

Ti sei rivolta alla polizia postale?

Non ancora e non so se lo farò.

                                                                                                                                                                                                                C.F.

 

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Commenti

0 commenti

What do you think?

Written by Cinzia Ficco

Paola e i cacciatori di sogni

Giovanni D’Elia: Il Salento? Non è solo mare e jentu o "pizzica e divertimentu