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Comunicare in modo strategico il Terzo Settore? Il libro di Antonucci ci dice come

Lo studioso Paul Watzlawick, nell’introdurre il primo dei cinque assiomi per la comunicazione, sostiene: “Non si può non comunicare”. E il principio vale anche per il variegato mondo del Terzo Settore, in cui spesso la comunicazione è lasciata all’improvvisazione.

Al contrario, “che si tratti di promuovere la donazione di sangue, intero o di emocomponenti, volontaria, periodica, associata, gratuita, anonima e consapevole, intesa come valore umanitario universale ed espressione di  solidarietà e di civismo – come nel caso dello statuto Avis – o di favorire l’educazione e l’istruzione della collettività a difesa dell’ambiente e del patrimonio artistico e monumentale italiano-  come per il Fai”, la missione degli Enti del Terzo settore deve essere comunicata  in modo strategico così da permettere un posizionamento funzionale alla crescita.

Lo fa intendere Maria Cristina Antonucci, ricercatrice in Scienze Sociali presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche e docente di Comunicazione e politica presso la Sapienza di Roma, in un recente libro, pubblicato da Elena Zanellaeditore, intitolato Comunicazione e Advocacy per il Terzo Settore – Modelli, Formati, Pratiche, in cui ci descrive in modo dettagliato il percorso da intraprendere per impostare un piano di comunicazione strategico.

In poco meno di 240 pagine Antonucci  prende per mano tutti i soggetti coinvolti nelle attività del sociale e li aiuta a sviluppare una modalità di comunicazione consapevole e mirata, quindi ad imparare ad esprimersi in ogni situazione con qualunque interlocutore, in modo chiaro e coerente con il proprio profilo pubblico.

Il lavoro dettagliato della sociologa diventa uno strumento prezioso per chi, operando nel Terzo Settore e volendosi aprire a imprese, amministrazioni, cittadini deve imparare a costruire un piano di comunicazione e promozione.

Advocacy, lobbing, media relations, grassroots campaign, coalitions: sono solo alcune delle parole chiave per imparare a comunicare, dove per comunicazione, almeno in questo ambito, si intende soprattutto un’attività di condivisione di valori, che cambia con l’avvento di Internet.

“La comunicazione – scrive- di un Ets non è solo un insieme di tecniche e strumenti, essa è un processo che riflette la vita, l’assetto e le attività svolte, si interseca e converge rispetto ai processi di pianificazione strategica dell’Ets”.

Antonucci ha già pubblicato sul tema: Lobbying e Terzo settore: un binomio possibile? e Da Advocacy a trasparenza. Un glossario per il Terzo settore

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