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Quindici anni fa moriva Luca Coscioni. La “sua” associazione lo ricorda pensando a un grande Referendum

“Luca Coscioni ci ha lasciati il 20 febbraio di 15 anni fa lasciando un metodo d’azione: dal corpo del malato e delle persone al cuore della politica”. Ha detto Filomena Gallo, avvocato segretario dell’Associazione, nella sua relazione “il suo arrivo in politica fu dettato dal voler far sì che la politica italiana non bloccasse la
ricerca sulle staminali embrionali che un domani avrebbe potuto trovare terapie per malattie gravissime come la sclerosi laterale amiotrofica che lo aveva colpito. Fu proprio grazie a Luca che si decise di combattere la Legge 40 per via referendaria. Oggi la “sua” Associazione intende riprendere anche quello
strumento per conquistare riforme di libertà per l’Italia. Propongo da subito di lavorare per la definizione di quesiti referendari e per la creazione della rete necessaria alla raccolta delle necessarie firme da consegnare prima dello scioglimento delle Camere che potrebbe avvenire a febbraio 2022, cioè, dopo l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica”.  
 
Il Consiglio Generale è in diretta sulle sue pagine Facebook e il canale YouTube dell’Associazione. 
 
“Molti sono gli strumenti per fare avanzare l’agenda delle libertà e su questi concentreremo le nostre energie” ha aggiunto Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione “i referendum, le azioni di disobbedienza civile, le iniziative giudiziarie, la democrazia diretta. E’ così che in questi 15 anni dalla morte di Luca
abbiamo ottenuto lo smantellamento della legge 40 sulla fecondazione assistita, la legalizzazione del testamento biologico e del suicidio assistito in Italia. In questa legislatura la libertà di ricerca, i diritti civili, l’autodeterminazione della persona sono nuovamente rimasti al margine del dibattito politico. Le emergenze che il Paese si trova ad affrontare faranno sì che questi temi non saranno inclusi nei programmi neanche dell’Esecutivo presieduto da Mario Draghi.
 
Il Consiglio generale è stato aperto da relazioni introduttive di iscritti e simpatizzanti che hanno affrontato i temi delle malattie rare, fine vita, gestazione solidale per altri e cannabis terapeutica e avvierà una discussione su un pacchetto referendario per il prossimo anno su temi come eutanasia, proibizione sulle
droghe, libertà di ricerca sugli embrioni esistenti, fecondazione assistita anche per single e coppie dello stesso sesso, gestazione per altri, aborto, libertà nelle unioni e separazioni, lavoro sessuale. 

 
“Nel silenzio del Parlamento” ha concluso Filomena Gallo “il 19 febbraio abbiamo ricevuto la notifica del Decreto di citazione per il 28 aprile all’udienza presso la Corte di Appello di Genova, a seguito di appello del PM di Massa contro la sentenza di assoluzione per l’aiuto fornito a Davide Trentini da Marco Cappato e Mina Welby, che tornano a essere imputati perché coinvolti nella ricerca di una soluzione per il “fine vita” che la Consulta ha rinviato più volte al Parlamento senza che questo agisse.

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