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T-shirt usa e getta per bimbi e soldati

Magliette da usare e buttare nel bidone della carta. Per dare una mano alle mamme. E all’ ambiente.

L’idea (WEAR&TOSS™)  a Filippo De Martin, nato nel ’72 a Tarbela (Pakistan), laureato in Disegno Industriale presso l’università IUAV di Venezia, è venuta in vacanza.

“Nell’agosto del 2008 – racconta –  ero all’estero con la mia famiglia. Rimasi stupito dall’enorme quantità di abbigliamento, soprattutto T-shirt, che i miei figli continuavano a sporcare e dal relativo ingombro, che tutto questo provocava. Ci ho pensato a tavola, dopo l’ennesima macchia e la necessità di avere un cambio immediato a disposizione. Immaginai, così, una maglietta usa e getta da acquistare direttamente dove ce n’era bisogno, e da eliminare, riciclandola, una volta usata”.

E come è avvenuta la ricerca dei materiali?

Volevo evitare assolutamente “l’effetto pannolino” , il peggiore prodotto usa e getta nel mercato, altamente inquinante. E’ cominciata la ricerca su materiali completamente biodegradabili per la costruzione del tessuto. Materiali, che esistono già sul mercato, come la fibra di cellulosa e altre fibre, ricavate da amidi naturali. Quindi le nostre magliette non sono per niente paragonabili ai pannolini, per i quali non c’è possibilità di riciclo, né di compostaggio.

Le magliette assomigliano ai giornali?

In alcuni sistemi di riciclaggio è possibile estrarre la cellulosa dalla maglietta e quindi crearne di nuova. In questi casi la T-shirt potrebbe essere gettata nel bidone di raccolta della carta. Le magliette sono biodegradabili  al cento per cento.

Ha trovato finanziatori nel mercato italiano? Ci sono stati riscontri positivi?

Sto dialogando con tante persone interessate, sia in Italia che all’estero.

Ha dei soci?

Attualmente ho due soci di minoranza: Lupo Rossi e Nicola Monti.

C’è già un impianto produttivo?

Stiamo definendo il luogo in cui impiantare la prima struttura.

A chi vorrebbe vendere le sue magliette?

Il prodotto WEAR&TOSS™ si presta ad essere impiegato in innumerevoli settori, dalla moda allo sport, dal workwear al militare, dal cosmetico al bio-medicale, rappresentando una grande opportunità per esplorare mercati vergini o semivergini e crearne di nuovi.

In Italia si è pronti a cambiare abitudini?

Direi che il mercato è pronto sia per accogliere sia per modificare le abitudini di consumo, legate all’abbigliamento.

Quanto potrebbe costare la sua maglietta? Avrà prezzi accessibili o sarà un prodotto di nicchia?

Mi sono imposto di offrire al consumatore il prodotto Tees-Way® ad un prezzo non superiore ai due euro.

Quali sono i prossimi step?

Presenteremo una prima collezione, a cui stiamo lavorando. Decideremo dove. 

Progetti per il futuro?

Dare al consumatore la possibilità di personalizzare il capo, attraverso sistemi digitali: modelli, design, grafica d’abbigliamento. Come si vede la maglietta usa e getta creerebbe un effetto domino positivo.

                                                                                                                            Cinzia Ficco

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Written by Cinzia Ficco

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