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Dal 27 settembre L’arte si racconta sulla piattaforma ITsART

Dal un concept creativo ideato per una campagna social nasce L’Arte racconta l’Arte, un ideale passaggio di testimone dall’artista allo spettatore che, in uno scambio tra ricerca e fruizione, diviene partecipe di un nuovo ed inedito racconto. Un dialogo con lo spettatore attraverso le opere, la testimonianza e le parole dell’artista.

Dal 27 settembre sui social network di ITsART, la pubblicazione delle opere degli artisti da statica diventa dinamica: cliccando sui post si accede a un breve documentario, fruibile in streaming gratuito su itsart.tv, in cui l’artista si fa narratore della sua poetica ed esplora la propria sensibilità, offrendo un punto di vista inedito e intimo, raramente conosciuto

ITsART, la piattaforma digitale che racconta il patrimonio artistico e culturale italiano, con L’Arte racconta l’Arte mira ad esplorare un nuovo linguaggio in cui lo spettatore diviene parte integrante del processo creativo.

Accorciare le distanze tra i linguaggi dell’arte e la nuova modalità di fruizione tecnologica è l’obiettivo del progetto crossmediale, che passa attraverso i social per approdare sulla piattaforma ed infine sul territorio.

L’arte racconta l’arte è un viaggio fatto di parole, ma anche gesti, rituali, tecniche espressive e scelte di materiali: la narrazione avviene sempre in prima persona e mette l’opera al centro della riflessione, metafora di un’interpretazione della realtà sempre nuova e diversa. Architettura, scultura, pittura, illustrazione, design e fotografia vengono messe in dialogo attraverso una mostra esclusivamente digitale presentata dagli stessi artisti. Infine, l’Arte racconta l’Arte darà vita ad una mostra fisica sulle opere raccontate in video.  

Il progetto è inoltre una preziosa occasione per dar luce a realtà come l’ICCD, il catalogo generale dei Beni Culturali, fonte inesauribile di ricerca e archivio, e per coinvolgere numerose istituzioni culturali.

Ad inaugurare, da lunedì 27 settembre, L’Arte racconta l’Arte, saranno gli artisti Aurelio Amendola e Mario Cresci.

Classe 1938, originario di Pistoia, Aurelio Amendola è il grande fotografo di artisti e sculture, sperimentatore di accostamenti inediti tra antico e contemporaneo. È tra i fotografi più eleganti e prolifici del nostro tempo.  

Interprete per eccellenza dell’opera di Michelangelo, Amendola è testimone dell’antico nei suoi scatti dedicati a Canova, Bernini, Jacopo della Quercia, Donatello e Giovanni Pisano, ma anche del contemporaneo con i suoi ritratti di Burri, de Chirico, Warhol, Manzù, Vedova, Ceroli, Lichtenstein, Kounellis e molti altri. 

Nel 1994 vince il Premio Oscar Goldoni per il miglior libro fotografico dell’anno, con il suo volume “Un occhio su Michelangelo”, dedicato alla cappella medicea in San Lorenzo a Firenze. 

Nel documentario per ITsART diretto dal regista Francesco Clerici, specializzato in ritratti d’artista e selezionato alla Berlinale, visita la sua mostra e rivive i suoni, i rumori, i ricordi e le sensualità dietro ad alcuni dei suoi scatti più celebri. 

Il racconto prosegue poi con Mario Cresci (Chiavari 1942), uno tra i più grandi fotografi italiani. Ha studiato al Corso Superiore di Industrial Design a Venezia ed è tra i primi artisti italiani che hanno dato spazio a diversi esperimenti fotografici in Italia, applicando alle sue fotografie la contaminazione tra le diverse discipline espressive. 

Vincitore del Premio Niépce per l’Italia nel 1967, prende parte a diverse edizioni della Biennale di Venezia; dal 1974, alcune sue fotografie fanno parte della collezione del MoMA di New York. 

È autore di opere eclettiche caratterizzate da una libertà di ricerca che attraversa il disegno, la fotografia, il video, l’installazione. Varie sono le tematiche e le sperimentazioni sviluppate nelle sue opere nel corso degli anni: come nelle opere site-specific, nate grazie al confronto con determinati luoghi e le loro peculiarità storiche, culturali ed estetiche. Per Cresci, infatti, la fotografia non è mai fine a se stessa, ma è sempre parte di un racconto per immagini capace di coniugare conoscenza e bellezza, ricerca sul campo ed emozione visiva.  Il documentario per l’Arte racconta l’Arte che vede Cresci protagonista, diretto sempre da Francesco Clerici, si presenta come un’istantanea senza sosta dell’artista sperimentatore: lo seguiamo mentre fugge a ogni definizione e classificazione nel suo studio a Bergamo, tra calendari, sassi, ricordi e fotografie.  A seguire, un giovane artista bolognese, Davide Trabucco, nato nel 1987. Attivo tra Bologna e Ferrara, ha concentrato la sua riflessione e la sua esplorazione creativa attorno al progetto Confórmi. Un’idea che nasce nel 2015 come account Instagram (@conformi_) per raccontare il riutilizzo e la riemersione delle forme nella storia.  Il sottotitolo è: “Le forme non appartengono a nessuno”, una serie di collage, un vasto archivio in cui ogni singola immagine – sempre di formato quadrato – è composta dall’associazione di due immagini, tagliate e divise da una diagonale, che condividono tra loro la stessa struttura formale. Immagini che sembrano fatte l’una per l’altra e che acquistano vita propria. Forme, che pur appartenendo a tempi diversi, si avvicinano per assonanza di figura, ma si respingono per dissonanza di significati.  Le immagini hanno le più svariate origini: molte sono opere d’arte, ma altrettante sono le opere di architettura e design, mescolate con il mondo della pubblicità e dell’industria. Un lavoro che ci ricorda che, alla fine, tutto ciò che è figurativo fa parte di un ciclo che torna costantemente a ispirarci.  Un’esperienza on demand da guardare ovunque si desideri ed in qualsiasi momento, tramite PC, MAC, Tablet e Smartphone Android e iOS oppure su Smart TV Samsung Tizen (prodotti dal 2016), LG (prodotti dal 2016) e Panasonic (prodotti dal 2018), scaricando l’applicazione ITsART dall’App Store del televisore. Per visualizzare i contenuti de L’Arte racconta L’Arte basta registrarsi gratuitamente al sito https://www.itsart.tv/it/, entrare nel catalogo, scegliere il contenuto e infine cliccare sul tasto “play gratis”.

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