Per undici anni dipendente di una multinazionale. Un giorno ha deciso che doveva riprendersi la sua vita. Era il 30 giugno di cinque anni fa. Oggi Erick Canale,
nato a Cuneo nel ‘75, è un professionista nei settore marketing e comunicazione online. Crea opportunità di sviluppo per piccole e medie aziende, in Spagna, dove risiede.
“Mi sono laureato presso il Politecnico di Torino in Ingegneria Gestionale nel 2000 – dice – Ho frequentato un Master in Supply Chain & Technology presso l’Universitá di Barcellona nell’anno 2006 e nel 2011 ho approfondito le mie conoscenze in materia di Marketing Online, scegliendo un Master in Creazione e sviluppo di Business Online. Nel 2012 mi sono diplomato in Programmazione neurolinguistica e due anni dopo ho deciso di frequentare un Master in Coaching con Tecniche di programmazione neuro linguistica.
Cosa ti ha spinto a cambiare lavoro?
Le responsabilità e le pressioni crescevano mese dopo mese. Ho sempre affrontato ogni sfida con il massimo impegno. Non mi sono mai tirato indietro e ho sempre accolto le nuove responsabilità, vedendole come chances per continuare a crescere e vivere nuove esperienze. Ma dentro di me continuava a crescere un dubbio: ero davvero felice per quello che facevo? Cominci a renderti conto che un determinato contesto aziendale ti porta a correre quasi 24 ore su 24 senza darti l’opportunità di fermarti un attimo per riflettere. Ti alzi tutte le mattine alle 7, passi più di un’ora nel traffico per arrivare in ufficio e una volta lì, quasi sempre, ci rimani fino a tarda sera. Poi, il tempo di arrivare a casa, cucinare qualcosa e andare a dormire.
La risposta a tutti i dubbi e a tutte le domande che si facevano strada dentro di me è arrivata un giorno forte e chiara.
Cosa ti sei detto?
Se devo dedicare più di dieci ore ogni giorno al lavoro preferisco dedicarle alla crescita di un progetto mio, con le mie regole e i miei obiettivi, i miei tempi e i miei ritmi. Così ho fatto un cambiamento radicale e ora posso dire di aver preso la strada giusta per me.
Come hai pensato al nuovo lavoro?
Il mondo della comunicazione mi affascina da sempre e in questi anni ho visto nel mondo digitale e nel corretto utilizzo dei social media un’opportunità enorme per far crescere e conoscere il proprio progetto. Da qui è nata la necessità di approfondire l’argomento. Sono tornato sui banchi dell’Università, riavvicinandomi quindi al mondo del marketing che avevo abbandonato dopo gli studi al Politecnico di Torino. Ho iniziato a costruire, con passione, dedizione e impegno, un profilo professionale che non rinnegasse i 10 anni trascorsi, ma che allo stesso tempo mi permettesse di utilizzare le nuove tecnologie per aiutare imprenditori e piccole e medie aziende ad organizzare meglio la propria strategia commerciale e di comunicazione.
Tempo e risorse economiche investiti?
Ho investito alcuni risparmi per formarmi, viaggiare e conoscere altri professionisti del settore in altre zone del mondo, soprattutto a Miami e in Messico. Avevo la necessità non solo di aumentare le mie conoscenze e competenze nel settore del marketing online, ma di far migliorare anche le mie abilità commerciali. Un autonomo deve essere in grado di fare un po’ di tutto e la parte commerciale è, ovvio, fondamentale. Studiare tecniche di programmazione neurolinguistica mi ha aiutato tantissimo a migliorare in questo ambito: essere consapevole del ruolo che hanno le parole nelle scelte del tuo interlocutore è importantissimo.
Cosa è stato difficile e come sei riuscito ad andare avanti?
La difficoltà principale è dentro di noi. Nel 2011 quando lasciai l’azienda, in Spagna stavamo vivendo una delle crisi economiche più drammatiche. Il dubbio di non riuscire a farcela era presente, ma ho cercato sempre di lavorare molto su me stesso, convincendomi del fatto che lavorando duro e con una chiara strategia di corto, medio e lungo periodo i risultati prima o poi sarebbero arrivati. Ho cercato subito di circondarmi di eccellenti professionisti, con cui collaborare: mi riferisco a giornalisti, web designer, community managers, graphic designer. Questo mi ha permesso di creare una realtà in grado di muoversi a 360° nel campo del marketing e della comunicazione. Nei momenti più difficili per me una delle cose essenziali da fare è fermarsi a riflettere sui progressi raggiunti. È importante alimentare in continuazione l’impulso positivo guardandosi indietro e facendosi i complimenti per i piccoli o grandi risultati ottenuti.
Ci spieghi cosa fai oggi?
Lavoro in collaborazione con altri cinque colleghi in un progetto di agenzia di comunicazione che offre ad altri autonomi o PMI la possibilità di migliorare la propria strategia. Tra i servizi che offriamo ci sono: lo sviluppo di siti, la loro ottimizzazione e il loro posizionamento nei motori di ricerca, la gestione della comunicazione nei social, lo sviluppo di strategie di videomarketing focalizzate al canale online, attività pubblicitarie (Google e social media) e, in Italia per il momento, offriamo già il servizio di relazioni pubbliche con i mezzi di comunicazione (tradizionali e online)
Quanti clienti hai?
In questi quattro anni abbiamo già superato la quarantina di progetti. Abbiamo clienti non solo a Barcellona, dove ha sede il nostro ufficio, ma anche in tutta la Spagna, in Italia e in altri Paesi come Messico e Stati Uniti. Tutte le attività che svolgiamo le realizziamo online adattandoci alle esigenze dei nostri clienti. Siamo una realtà in costante crescita.
Quanto fatturi?
La mia realtà sta creando opportunità di lavoro per lavoratori autonomi, tra cui professionisti italiani. Non sono assunti direttamente da me, perché ognuno di loro ha il desiderio di continuare la propria attività come libero professionista, ma rappresentiamo un team completo, che lavora su diversi progetti. Per loro rappresento quasi il 60 e il 70% della loro fatturazione e sto valutando l’opportunità di assumere come dipendenti due persone entro i prossimi 12 mesi. Fino a tre anni fa fatturavo ciò che fattura un autonomo medio (30-40mila euro). Ogni anno che passa, però, riusciamo a raddoppiare la fatturazione dell’anno precedente e prevedo che nel 2016 supereremo i 150mila euro. Ho un obiettivo chiaro: fare ogni anno, come minimo, l’80% in più di fatturazione rispetto all’anno precedente.
Come vivi in Spagna?
La Spagna rappresenta il mio Paese adottivo. Qui mi sento a casa: è un Paese che non rema contro l’imprenditoria, ma cerca di supportarla. Per quanto riguarda l’Italia, sono molto legato al mio Paese e il fatto che io abbia vari clienti italiani e continui a cercare di creare opportunità di lavoro per professionisti italiani è la testimonianza concreta del rapporto che ho con il mio Paese di origine. La speranza è quella di riuscire ad aprire un ufficio anche in Italia.
Progetti di espansione di qui a cinque, sei anni?
Moltissimi. In Spagna voglio continuare a consolidare progetti e organizzare meglio il nostro ufficio di Tenerife e di Madrid. Per quanto riguarda l’Italia ho intenzione di aprire entro la fine del 2017 (primo semestre del 2018) un ufficio. In parallelo, tra qualche mese, verrà pubblicato un libro su cui sto lavorando ormai da quasi un anno e nel quale cerco di riassumere la mia storia, con l’obiettivo di dare idee e suggerimenti nel momento in cui si voglia cambiare professione.
Ti senti tosto?
Mi considero determinato, con le idee molto chiare. Amo quello che faccio e poterlo fare, circondato da fantastici professionisti che ogni giorno danno l’anima per far crescere un progetto, mi fa un piacere immenso.
Ora sei felice?
Dicono che la felicità vera, in realtà, non esista o che sia solo raggiungibile in determinati momenti. Non sono assolutamente d’accordo. Da cinque anni ormai mi sento molto sereno e felice. Questo non vuol dire che non viva puntualmente momenti di difficoltà, tensione e pressione, però, non esiste una mattina in cui non mi alzi con la felicità di poter vivere una vita professionale che non vada in conflitto con quella personale.
Cinzia Ficco
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