Tra i suoi clienti ha il Quirinale, la Presidenza del Consiglio, la Santa Sede. E oggi alcuni suoi pezzi sono esposti a Mosca. Nel 1955 ha fondato un’azienda, specializzata nella lavorazione di merletti www.caprai.it, che esporta in Russia, Giappone e negli Emirati Arabi, conta 46 dipendenti e fattura 7 milioni di euro.
Il suo nome è Arnaldo Caprai, cavaliere del lavoro, che qualche anno fa ha avuto un’idea originale: creare la più grande collezione Museale delle Arti tessili privata esistente al mondo, con oltre 24.000 reperti.
L’imprenditore di Foligno, nel Perugino, classe ’33, ci ha saputo fare. Tanto che sicuro dice: “Almeno in Italia oggi non abbiamo concorrenti forti”.
Dunque, tra i suoi clienti anche la Presidenza della Repubblica.
Sì, attualmente il lenzuolino per culla dei Savoia, appartenente alla Collezione Museale Arnaldo Caprai, è esposto all’interno della mostra “Il Quirinale dall’unità d’Italia ai nostri giorni”, nella sezione “Margherita di Savoia e la Biblioteca del Quirinale”. Una richiesta venuta dal Quirinale, al quale abbiamo fatto dono di una tovaglia, resa particolare dalla cura minuziosa dei dettagli, dalla preziosità del merletto ispirato al Punto Piatto di Venezia e dalla raffinatezza di esecuzione. Nel 2009 – in occasione del G8 dell’Aquila la Arnaldo Caprai ha realizzato la tovaglia per la Cena di Gala, organizzata dal Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano: 17,30 metri di lunghezza per 2,80 metri di larghezza e 155 metri di merletto per un capolavoro di arte tessile davvero unico.
Com’era?
Realizzata in puro lino bianco, la tovaglia sfoggiava sui bordi e nel centro tavola dei bellissimi tramezzi di pizzo, che rievocano il merletto ad ago in Punto Burano. La sottotovaglia (18,10 x 3,60 metri), invece, è stata realizzata in tessuto jacquard con motivi che richiamano il disegno presente sul mantello di Lorenzo dei Medici.
La Presidenza del Consiglio?
In occasione del G8 del 2001, la Presidenza del Consiglio dei Ministri Italiano ha scelto come dono di ospitalità per le First Ladies stole in seta prodotte dal Gruppo Tessile. Le stole riproducono fedelmente un prezioso esemplare dell’Ottocento, appartenente alla Collezione Museale Arnaldo Caprai. Nel 2005, in occasione della visita di Stato del Presidente Americano, il Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Silvio Berlusconi, ha scelto come dono di ospitalità al Presidente degli Stati Uniti George W. Bush dodici preziose riproduzioni in merletto con filo d’argento di rosoni di chiese umbre, realizzate dal nostro gruppo.
E la Santa Sede?
Nel 2009 la Santa Sede ha commissionato alla Arnaldo Caprai la realizzazione di un particolare panneggio per proteggere l’unicità dell’affresco “Conversione di Paolo” di Michelangelo dai raggi solari all’interno della Cappella Paolina. Il risultato è stato un vero capolavoro di arte tessile: oltre 240 milioni di punti di tessitura e una densità che arriva a 180 trame al centimetro. L’effetto, che supera la prova del tempo, è impreziosito, come consuetudine, dallo stemma del Santo Padre. E non è tutto. La Arnaldo Caprai ha realizzato e donato alla Santa Sede la tovaglia per il nuovo altare della Cappella Paolina. In puro lino bianco, la tovaglia sfoggia lungo il bordo un merletto in Punto Piatto di Venezia, che si sposa perfettamente con l’ambiente rinascimentale in cui si trova. In ricordo di questo speciale avvenimento, nelle cadute laterali, è stato ricamato il blasone del Sommo Pontefice. Nel 2004, Su richiesta del Maestro Arnaldo Pomodoro, il Gruppo Tessile Arnaldo Caprai ha realizzato e donato la tovaglia per l’altare della nuova chiesa di S. Pio da Pietrelcina a S.Giovanni Rotondo (Fg). La tovaglia riproduce, su quattro lati, la croce realizzata dall’artista per questa chiesa. Sempre nello steso anno, La Arnaldo Caprai è stata la prima azienda al mondo a creare un francobollo in merletto. Prodotto in un milione mezzo di esemplari, il francobollo riproduce un motivo floreale dell’Ottocento, eseguito a Point de Gaze, commissionato dall’istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, in collaborazione con Poste Italiane. Il francobollo di merletto ha avuto nel 2004 il primo annullo filatelico.
Come è nata l’idea di un Museo virtuale del tessile? E quanti pezzi raccoglie?
L’impossibilità di realizzare un museo “reale” mi ha spinto a trovare un modo per rendere accessibile il museo a tutto il mondo. Il Museo, organizzato in quattordici sale create in grafica tridimensionale, può essere visitato come un museo reale. Al suo interno sono ospitati oltre trecento tra i più pregiati manufatti della collezione, dal 1500 al 1900, integrati da schede tecniche e riferimenti bibliografici. Un progetto ambizioso, che oggi ha utenti proveniente da tutti i continenti. In più, la varietà, la ricchezza e gli approfondimenti dei contenuti hanno fatto sì che la comunità internazionale di Wikipedia accettasse il Museo Virtuale Arnaldo Caprai come punto di riferimento per il merletto e le arti tessili: il link a www.museocaprai.it è sempre presente sugli approfondimenti delle pagine Wikipedia, dedicate al mondo delle Arti Tessili. Un punto di partenza virtuale per arrivare, spero, ad un museo fisico, da realizzare in Umbria, anche se l’emozione più grande è quella di aver aperto un museo che ha per sede il mondo.
Quale il pezzo più antico e più importante?
I pezzi per me più importanti sono quelli che oggi sono esposti a Mosca: l’ Abito per sposa e il Pannello in Gros Point de Venice. L’abito è fatto conMerletto ad ago. Punto Venezia a rilievo ispirato all’antico punto Venezia tagliato a fogliame. Blusa terminante con collo dritto a listello e parte anteriore piu lunga, forse perché destinata ad essere inserita nella gonna; maniche ampie arricciate sul giro manica; gonna a forma di calice rovesciato terminante dietro con strascico. La tradizione vuole che l’abito sia stato realizzato per le nozze di una regina balcanica: forse Draga Lunjevitza, regina di Serbia (Belgrado 1866- 1903), oppure Elena, regina di Romania (Atene 1896), che sposò nel 1921 il principe ereditario di Romania, Carlo II dal quale divorziò nel gennaio 1926 a causa della relazione che quest’ultimo aveva con Magda Lupescu.
Il Pannello a quando risale?
Al 1650-1660. La provenienza è veneta.
Ci parli della mostra a Mosca, patrocinata dal Comitato per l’Anno della Cultura e della Lingua Russa in Italia e dell’Anno della lingua Italiana in Russia.
A Mosca è attualmente aperta una nostra mostra culturale “I Secoli d’oro del Merletto Italiano” presso il «Museo centrale di Stato Della storia contemporanea russa». Un successo di pubblico e stampa mai visto prima al Museo, tanto che il Direttore del Museo, Arcangelovm, ci ha chiesto di prorogare la mostra fino al 18 giugno 2012, data in cui si festeggerà l’anniversario della Città di Mosca e dove, per tradizione, i musei rimarranno aperti tutto il giorno fino a notte inoltrata. La chiusura era prevista per il 9 gennaio scorro. Oltre 130 reperti della preziosa Collezione Museale Arnaldo Caprai sono nella capitale russa per un’esposizione dedicata all’invenzione del merletto. Esso fiorì tra le mani delicate ed amorose delle donne veneziane nel momento di massimo splendore per tutte le arti: il Rinascimento italiano. Ed e proprio dal Rinascimento, che inizia il racconto della mostra “I secoli d’oro del merletto italiano”: L’esposizione attraversa cinque secoli di storia in cui le donne, con impegno diligente e minuto, hanno realizzato capolavori di grazia e pazienza. Capolavori che nascevano dai disegni realizzati su carta da grandi artisti, come il Vecellio, che nella sua opera “Corona delle nobili et virtuose donne” rappresentava elementi architettonici intrecciati, tanto cari alla moda del ‘500. Dei veri e propri gioielli ad ago, dunque, che prendevano corpo entro le mura di una casa o in angusti laboratori, nel silenzio dei conventi o nelle lussuose stanze di un castello.
Ha concorrenti forti in Italia?
No, perché noi abbiamo la più grande collezione Museale delle Arti tessili privata esistente al mondo, con oltre 24.000 reperti. I nostri prodotti si ispirano ai pezzi originali e quello che facciamo lo facciamo con cinque secoli di storia.
Che senso ha ancora il corredo per le giovani spose?
Come fa una giovane coppia a vivere insieme senza avere un corredo? Oggi si sta perdendo la nozione vera della parola “corredo”, ma vuole mettere l’emozione di aprire un corredo che magari la mamma o la nonna hanno acquistato per la futura sposa fin da quando era bambina? Il corredo non è “solo” lenzuola, coperte, tovaglie che si ritrovano già “pronte”, ma è soprattutto cultura, storia, amore e “racconto” di una vita familiare.
Cinzia Ficco


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