Mamma, casalinga, di destra, un’ex promessa del tennis, scrittrice, poetessa, che, da qualche tempo, si diverte a fare la “levatrice di talenti”. Almeno, così ama definirsi. Sì, da alcuni anni grazie a Womenwork, la sua creatura più importante, dopo i due pargoli di 11 e 12 anni, scova ingegni rosa. Tanto che è riuscita a trasformare un’anonima panettiera in una Anais Nin.
Parliamo di Costanza Bondi, perugina doc, quarantatreenne, tosta due volte. Perché? Scopriamolo con questa intervista.
Costanza, tosta per due motivi: uno, è una donna di destra, che vive in una città e in una regione “rossa”. Immagino che non sia affatto semplice e che non lo sia stato in passato. Due, perché da donna di destra ha scelto un lavoro particolare. Va a caccia di donne comuni, a volte tristi, altre volte sensazionali, che hanno un talento senza saperlo. Ma la destra non è maschilista e non vorrebbe le donne tutte a casa, ad aspettare i mariti?
Haaaahahah! Bene, iniziamo ridendo e col sorriso le rispondo: a noi piace molto aspettare i mariti, che la sera tornano a casa. E, magari, preparare loro una bella cenetta. Ma non credo che sia una questione di ideologia, quanto piuttosto di buon senso. Quanto alla mia città, invece, che adoro e che non cambierei con nulla al mondo, confesso di non aver mai avuto problemi di questo genere. Certo, neanche aiuti, ma se rispetti gli altri io sono convinta che anche gli altri poi rispettino te, qualunque sia il pensiero di appartenenza. E ammetto: ho amici che spaziano in tutto l’arco costituzionale, ma anche extraparlamentari. Di sinistra, ovviamente. Non dimentichiamo che ho fatto Scienze Politiche, qui a Perugia, ed è proprio lì che sono nate le mie amicizie “trasversali”, che tuttora coltivo.
E’ stata per tanti anni una promessa del tennis. Da sempre una scrittrice e una poetessa. Da qualche anno una specie di levatrice di donne che, senza il suo aiuto, lascerebbero le loro sensazioni chiuse nel cassetto. Come ha fatto ad inventarsi un lavoro così?
Io credo che i lavori non si inventino, ma si tratta solo di cavalcare l’onda delle proprie inclinazioni: quanto a me, so solo scrivere e cucinare e.. non facendo la cuoca di professione, ma solo per diletto, da sempre mi occupo di scrittura tout court.
Mi diceva che ha trasformato un’anonima panettiera, tanto per fare un esempio, in una scrittrice erotica, una notaia in una narratrice d’eccellenza. Sono tante le donne che non hanno coscienza del loro talento e che con lei potrebbero diventare delle Anais Nin?
Delle Anais Nin o delle Silvia Avallone, perché no? Noi scriviamo della vita, del quotidiano, che comprende anche l’amore, ma non è solo questo. E l’amore stesso non si limita alla sola passione, all’eros. L’amore ha tutta una serie di svariate sfumature, che toccano l’animo fin nel profondo, dal godimento – soprattutto mentale – fino allo scoramento, passando sia per la gioia che per il dolore.
Su cosa sta lavorando ora?
Per ora sto cercando di sviluppare un progetto letterario che ho in mente da tempo, dal titolo TRACCE: si tratta di racconti brevi (molto brevi), sempre ovviamente femminili, di vita e d’amore. In più sto correggendo una tesi di psichiatria su “antisocialità e psicopatia”, perché non dimentichiamoci che la mia professione è la correzione di bozze, il resto, è appunto un bel gioco, anche se di enorme soddisfazione.. Appena prima di rispondere a questa intervista, ho finito di correggere il testo della definizione di MODULO per la nuova enciclopedia architettonica della UTET.
Cosa pensa, cosa chiede una donna che viene da lei?
Sicuramente di uscire dall’anonimato e in particolare raccontare a tutti la propria esperienza, bella o brutta che sia, ma certamente condivisa dalle altre donne: le nostre sono emozioni che corrono e scorrono e che riguardano e raccontano di “storie vere & qualsiasi”, come le chiamo io.
Come riconosce un talento nascosto?
Mi aiuta il mio sesto senso, sicuramente.
Come avviene la ricerca?
La ricerca avviene in entrambi i sensi: o sono loro che cercano me, oppure sono io che scovo loro e le convinco poi a partecipare. Sa? Di solito sono sempre restie all’inizio, ma solo perché, nel confronto con me che scrivo da sempre e che ho fatto della scrittura un mestiere, non si ritengono all’altezza. Sbagliando, è ovvio.
Lavora con le donne di tutta l’Italia, vero?
Sì, certo, dato che questo mio progetto professionale delle Women@Work nasce nel web. Ma le dirò di più: ho anche donne dell’America del Sud, che hanno partecipato alla stesura di Passione Latina, il terzo libretto della mia collana di poesie.
Il caso, la storia, la donna che ha fatto rinascere e che porterà sempre nel cuore?
Tutte e nessuna in particolare, ma tengo a precisare che “Nudo Pensiero”, l’ultimo libro della mia collana di poesie a marchio Women@Work è della bravissima Pina Izzo, una scrittrice di successo, che ha già pubblicato il romanzo esoterico “La scala dei miei sette mondi”: questo per dimostrare che del gruppo fanno parte anche donne già affermate sia nella vita che nella professione. Pina appunto ne è l’esempio massimo.
Ma non solo donne. Da qualche tempo nel suo progetto ha “inglobato” gli uomini. Mi spiega perché?
Perché, a un certo punto, anche loro hanno chiesto di entrare nel nostro mondo, hanno cominciato a scrivere e a inviare poesie: così è nato “Catullo”, che, appunto, presenteremo tra breve ad Umbria Libri. Lì per lì la cosa mi suonava strana, ma poi ho pensato: perché no? Perché non offrire al pubblico anche l’altra faccia della medaglia? Ed ecco allora che ho creato una raccolta “al contrario”, in cui i protagonisti sono gli uomini che amano le donne – tanto per parafrasare il titolo di un libro famoso – e che quindi per le donne scrivono.
Cosa porta dietro del mondo sportivo e del suo passato politico in quello che fa oggi?
Sicuramente la mia verve combattiva: l’agone politico e quello sportivo molto spesso si rispecchiano e quindi, declinarlo poi nella professione, è stato un passo!
A proposito di politica, la differenza più grande con una donna di sinistra?
Credo che si tratti della voglia di essere giudicate per il lavoro svolto e da svolgere e non per il fatto di essere donne, al riparo dei giudizi di genere. Ma bisognerebbe chiedere anche a loro: questo non è che il mio parere. Alessandra Mussolini una volta disse che le donne di destra sono protagoniste e individualiste, amano il riflettore personale mentre la sinistra agisce più come un collettivo.
Cosa non tollera affatto che per una donna di sinistra rappresenta un valore?
Mah, così di primo acchito mi viene in mente la questione-aborto. Se il femminismo con il suo “l’utero è il mio e me lo gestisco io” ha portato al risultato che l’aborto oggi è utilizzato come una pillola del giorno dopo, quasi fosse una politica di controllo delle nascite, beh… c’è anche poi chi si rallegra che gli aborti siano diminuiti nel tempo, attestandosi su cifre che per me rimangono pur sempre orripilanti 120mila/140mila l’anno. Comunque, credo, che tale discorso sia troppo complesso per essere affrontato in una risposta ad una domanda di intervista.
Ha mai avuto un’amica vera di sinistra?
La mia migliore amica, Alessia, è di sinistra!
Una donna tosta di destra che apprezza?
Se per “destra” ci si riferisce al divulgare certi concetti e quindi a portarli avanti nel proprio stile di vita, e quindi anche nella professione, allora le rispondo Oriana Fallaci: ma era lei la prima a non voler essere etichettata con giudizi di appartenenza. Lei era lei e basta. E per me rimarrà sempre la grande Oriana.
Una di sinistra?
La reporter Milena Gabanelli, con la quale posso non concordare su alcuni concetti, ma alla quale riconosco il merito di una sana libertà di critica: una vera tipa tosta, come direbbe lei!
Una che vorrebbe a Palazzo Chigi?
Non ho mai condiviso il fatto di volere in un ruolo politico una donna, perché è una donna. Il problema sono le idee!
Ma lei si sente tosta?
Semplicemente perché cerco di essere sempre coerente, qualunque siano le convenienze richieste del caso.
Concluda questa frase: non è detto che una donna di destra…
C’è una canzone di Giorgio Gaber dal titolo “ Destra-Sinistra”, mi pare, che dice cose tipo queste: “Fare il bagno nella vasca è di destra,far la doccia invece è di sinistra” oppure “ una donna emancipata è di sinistra,riservata è già un po’ più di destra”. Ecco, rispondendo con ironia, confermo di fare la doccia e di non amare la vasca: ho sempre fretta, anche la mattina.
Lei non è solo una donna di destra, ma anche una mamma ed una casalinga. Ed è contenta di esserlo: pensa che una di sinistra si vergognerebbe di esserlo?
Non so, bisognerebbe chiederlo a lei, non ho la presunzione di rispondere per gli altri. Quanto a me, sì, adoro fare la mamma e amo la mia casa: di certo è un lavoro che non mi pesa fare, anche se mi porta spesso a rinunce professionali, appunto per problemi logistici e tecnici, ma oggi non potrei concepire la mia vita senza la mia famiglia.
Il 13 novembre c’è un evento importante. Ce ne parla?
Volentieri, avremo la presentazione a UMBRIAlibri 2011 della collana WOMEN@WORK, che curo personalmente:
- AMORE AMARO, piccola raccolta di versi amorosi
– PASSIONE LATINA, alchimia di una poesia
– ALTER EGO, di COSTANZA BONDI e KATIA ZEFFIRI, sonetti d’amore e di passione
– CATULLO, poesie d’amore allo stato puro maschile
– NUDO PENSIERO, di PINA IZZO, la poesia d’amore si veste di eros. Vi aspetto, mi raccomando!
Il suo pregio?
La testardaggine.
Il suo difetto?
La testardaggine: sempre lei, perché a seconda di come la usi può diventare sia un pregio che un difetto.
Di solito lei, con questo suo progetto di scrittura, aiuta donne, talvolta in difficoltà. Ma chi aiuta lei nei momenti ?no??
Tornando al tennis, lo sport individuale per eccellenza, ho presto imparato a sbrigarmela da sola anche se spesso nella vita mi fa piacere accettare i consigli di mio marito: mi dà sempre un punto di vista diverso dal mio, mi fa riflettere su cose che, da sola, neanche arriverei a pensare. Quanto alla professione, invece, credo molto nel lavoro di gruppo e soprattutto, posso contare su appoggi affettivi e di professionalità di varie persone che mi circondano: Diego e Sandro, primi fra tutti.
Un libro sul comodino?
Niente libri, per carità, con tutti gli autori che correggo durante la giornata, la sera non mi va proprio di leggere ancora. Magari, una sana Civiltà Enigmistica, così… giusto per staccare il cervello dalle letture impegnative.
E’ una nostalgica?
Domanda impertinente, alla quale si risponde con altrettanta impertinenza: mai decontestualizzare, soprattutto gli eventi storici!
Cinzia Ficco
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