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Fabriano. Giorgio, le api e le felici coincidenze

Ci manca solo l’Africa. Ma presto ci arriveremo. Anche perché oggi non ho concorrenti”.

A parlare è Giorgio Poeta, nato trenta anni fa a Fabriano, in provincia di Ancona, una laurea specialistica in Scienze e tecnologie agrarie, che ha creato un prodotto unico al mondo: il miele invecchiato in barrique di rovere francese da vino, chiamato “Il Carato”, dal retrogusto balsamico. “E tutto – dice – per un insieme di felici coincidenze”. www.giorgiopoeta.com

“Sai – afferma – quando trovi per caso qualcosa di bello e che non ti aspettavi, cercando altro? A me è successo con le api. Sembrerà strano, ma ho sempre avuto la sensazione che fossero loro a cercarmi, in qualche modo. E io mi sono sempre lasciato guidare da loro.Forse, avrò saputo cogliere i loro messaggi (sorride). Ho iniziato a studiarle a 18 anni con due arnie, partendo da zero, dal momento che nessuno nella mia famiglia se n’era mai occupato. A 25 ho aperto la mia attività commerciale, cinquanta alveari e una produzione di 400 chilogrammi  di miele. In quegli anni, però, la concorrenza era notevole. Era diventato difficile resistere, poter pensare di vivere di “solo miele”. Ma alle api e al loro fantastico mondo non volevo rinunciare, tantomeno a Fabriano, mia città natale. Dovevo e potevo fare molto di più, come dicevano ai colloqui delle scuole superiori i miei prof a mamma e papà.  Dovevo inventarmi qualcosa. Così, sempre per felici coincidenze ho pensato ad un tipo di miele da far invecchiare dove invecchia il vino. Un’idea che mi ha permesso di svoltare, a cui non credeva neanche la mia famiglia. Non mi sono lasciato condizionare da nessuno. Sono andato avanti e alla fine anche mio padre ha ceduto, tanto che mi ha pure aiutato per mettere su il laboratorio, le arnie, le botti e comprare altre api. Ho investito moltissimo, 300 mila euro, con un prestito della banca. Agli inizi, non lo nascondo, ho avuto paura. Ogni tanto pensavo di mollare. Ma avevo fatto già la mia scelta, non potevo tirarmi indietro. E’ stata dura perché per far conoscere il mio prodotto ho macinato chilometri, vendevo 20 barattoli la volta, senza riuscire a coprire i costi dei viaggi. Con il tempo il mio prodotto è piaciuto sempre più, ed oggi si sta affermando, anche se in maniera molto blanda, su molti mercati. D’altronde, è un prodotto di nicchia.”.

Oggi a portare avanti l’azienda sono in tre, producono sette tipi di miele, cinque classici e due speciali, tra questi, appunto l’invecchiato in barrique “Il Carato”, che ha fatto il suo esordio sul mercato da poco. I tre vendono anche nella catena Eataly, l’anno scorso hanno fatturato 200 mila euro e prodotto 80 quintali di miele. Intanto a chi crede nelle api, nelle felici coincidenze Giorgio dà lezioni di apicoltura, gratis.

“Mi sento tosto – conclude –Molte volte mi chiedo come abbia fatto ad arrivare sino qui. In tanti non lo capiscono. Pensano sia stato facile. Questione di fortuna, dicono. Io dico, invece, che la superficialità è il nostro male più grande. Gente che pensa ancora alle loro 8 ore da lunedi al venerdi e chissenefrega. Non è più cosi, per fortuna. E poi è tutta una questione di felici coincidenze. Io ci ho messo la determinzione, le felici coincidenze, certi sottli collegamenti tra ciò che facevo e ciò che desideravo, sono arrivati da sè ”.

                                                                                                                                                                                                              F.V.

 

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