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Luigi de Micco: Playmore!

“Qualche giorno fa guardavo una bellissima intervista di Lucio Dalla. Lui diceva che nella vita bisogna avere la pazienza di capire per cosa si è fatti. L’unico modo è provare sempre cose nuove, affrontarle con entusiasmo, senza troppe paure e provare il brivido di mettersi sempre in gioco. E’ da qui che nasce il nome del mio progetto”.

La chiacchierata  con Luigi de Micco, nato a Cagliari, nel ’77, fondatore di PlayMore! comincia così.

Luigi è laureato in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi con specializzazione in Gestione delle Piccole Medie Imprese. Nel periodo di studio ha vissuto negli Stati Uniti, in Portogallo e in Australia. Prima di dedicarsi full time alla community GoKick ha maturato esperienze lavorative nel campo della formazione aziendale, delle nuove tecnologie e come key account manager nel settore comunicazione e marketing. E’ stato inoltre responsabile dell’area calcio a 5 presso il Settore Giovanile e Scolastico della F.I.G.C. 

Poi cosa è successo?

Mi piace fare cose in cui credo al 100%, e questo non sempre è possibile quando lavori in un’azienda come dipendente. Oltre a lavori più tradizionali ho sempre cercato di ritagliarmi del tempo per sviluppare dei progetti personali, legati alle mie passioni. Prima di PlayMore! il primo progetto che ho creato con il mio amico Pietro Palvarini è stato GoKick.org, un sito sviluppato nel 2004 per facilitare l’organizzazione delle partite di calcetto. Negli anni, da piccolo gruppo di amici, GoKick è diventato una community internazionale di più di sette mila iscritti, che condividono le proprie partite online per cercare nuovi giocatori con cui scendere in campo. Da questa esperienza è nato il secondo progetto di cui mi occupo: l’Associazione PlayMore!

Ci dici qualcosa sull’Associazione?

PlayMore! è un’Associazione Sportiva senza scopo di lucro, che ho fondato nel 2010, sempre con Pietro. L’ispirazione è venuta osservando l’incredibile crescita di giocatori che ha avuto GoKick. Persone totalmente diverse tra loro si uniscono per andare a giocare insieme, dopo l’università e dopo l’ufficio.

Quindi?

Capita spesso che su 10 giocatori ce ne siano cinque che non si conoscono, ma che poi, grazie alla partita, creano un legame anche fuori dal campo. Questa è la magia dello sport: unirsi grazie a una passione comune, superare qualsiasi tipo di differenze sociali, divertirsi e fare nuove amicizie. L’idea di creare un’Associazione di promozione sportiva e sociale nasce proprio da questa magia, che poi abbiamo esteso con notevoli benefici anche in contesti sociali più delicati come la disabilità e l’emarginazione.

Per sintetizzare, gli obiettivi quali sono?

L’obiettivo dell’associazione è promuovere sport, salute ed integrazione nella comunità in cui viviamo. Oltre alle migliaia di partite amatoriali tuttora condivise su GoKick, abbiamo organizzato feste, tornei di calcio integrato con atleti disabili, eventi multisport in occasione della giornata mondiale del rifugiato e tanto altro (vedi www.playmore.it ). Lo spirito comune è sempre quello di fare sport, mischiarsi tra persone diverse e allargare le proprie conoscenze, sia personali che culturali. Grazie a questo lavoro, lo scorso settembre abbiamo avuto la soddisfazione di ricevere in gestione dal Comune di Milano il centro sportivo più centrale della città, in via Moscova 26. E’ una responsabilità importante. Di sicuro un grande privilegio poter gestire quest’area, ed è qui che stiamo concentrando i nostri sforzi per restituire un pezzetto di città ai cittadini.

 

 

 

 

 

 

E’ stato faticoso realizzare il tuo progetto?

Se vuoi fare qualcosa di realmente grande, che lasci un segno nella città e che le persone possano apprezzare profondamente, non ci sono scorciatoie: bisogna lavorarci duramente e ci vuole tempo. La missione del centro sportivo PlayMore! è offrire i campi più centrali di Milano, con un’elevatissima qualità degli impianti al prezzo più economico della città. E’ così che vogliamo incoraggiare l’attività sportiva, a qualsiasi età.

Qual è a difficoltà più grande?

Dobbiamo basarci solo sulle nostre forze. Non riceviamo finanziamenti da enti pubblici e ogni adeguamento strutturale del centro è a nostre spese, senza interventi comunali. In più la burocrazia in Italia è opprimente e spesso ti fa passare la voglia di andare avanti. Però non molliamo, perché sappiamo una cosa: quello che stiamo facendo è utile ed apprezzato dalle persone. E’ bello vedere i sorrisi al termine di una manifestazione che hai creato, mettendoci tutto te stesso o sentire i commenti positivi dei giocatori negli spogliatoi a fine partita. Il fatto di aver reso le persone contente ripaga tutte le difficoltà.

Chi ti ha sempre incoraggiato?

I miei genitori, soprattutto. Sin da piccolo mi hanno sempre appoggiato nelle mie decisioni e tuttora mi aiutano direttamente nello sviluppo del progetto. Poi c’è Pietro Palvarini compagno di viaggio con cui ho creato GoKick e PlayMore! Senza di lui non avrei avuto le stesse motivazioni per andare avanti. E poi ci sono tutti i Soci di PlayMore!, amici e sostenitori, che credono nel progetto e fanno tutto il possibile per promuoverlo e svilupparlo con noi.

Quanto hai investito e quanto tempo ci è voluto?

Il 1° ottobre prossimo  festeggiamo dieci anni di GoKick, l’Associazione PlayMore! ha quattro anni , mentre il centro sportivo solo uno. Per il centro sportivo l’investimento iniziale è stato soprattutto strutturale: oltre 70 mila Euro per mettere a punto la struttura secondo i nostri standard. Ad esempio, quando abbiamo ricevuto dal Comune le chiavi, il centro era dotato solo di bagni pubblici. Adesso abbiamo realizzato dei veri e propri spogliatoi aggiungendo sei docce calde, panchine, appendi abiti e phon. Accanto al campo di Basket, abbiamo creato un bellissimo campo di Beach Volley, realizzato dal Technical Manager delle olimpiadi di Londra 2012. E in questi giorni stiamo ultimando la realizzazione di una pista di atletica a quattro corsie con materiali olimpici della ditta italiana Mondo. Adesso il centro è completo e in questo secondo anno di attività stiamo lanciando i nostri primi corsi sportivi, dedicati a bambini ed adulti di qualsiasi età.

In quanti ci lavorate?

Per gestire il centro abbiamo creato uno Staff di circa 6 persone, che tengono aperta la struttura 7 giorni su 7. Teniamo molto che questo luogo sia sempre pulito, curato e sorvegliato.

Quanto rende questa nuova attività? Mi dicevi che guadagnavi più in passato

Nel lavoro precedente guadagnavo di più, mentre per questa attività sto ancora investendo.  Questo, però, è il primo anno in cui potremo permetterci di retribuire tutto lo staff. E siamo veramente felici di riuscire a raggiungere questo traguardo, essendo partiti da zero. Rispetto al lavoro da dipendente, quando fai qualcosa di tuo, c’è un collegamento più diretto tra quello che fai e i risultati che ottieni. Tutto dipende quasi esclusivamente da te, è questo che ti fa sentire realizzato. Almeno questo è quello che capita a me e che va al di là di qualsiasi livello retributivo.

 Progetti di qui a cinque sei anni? 

Migliorare il centro sportivo il più possibile, renderlo sempre più gradevole per chi lo frequenta, permettere a PlayMore! Moscova di essere un modello replicabile. Aprire altri centri PlayMore! a Milano, in altre città di Italia o all’estero. Stiamo già ricevendo delle richieste in tal senso, e questo ci fa un enorme piacere.https://www.youtube.com/watch?v=lzr8LXLYiss

Quanto ti senti tosto?

A volte mi sento tostissimo, altre un po’ meno. La vita ha i suoi momenti. Di certo, vado sempre molto fiero di ciò che stiamo facendo e sono convinto che valga la pena continuare su questa strada. https://www.youtube.com/watch?v=EF-1mCOZ-UY

Dai un consiglio a chi ha un sogno, ma non il tuo coraggio di cambiare vita e buttarsi, come hai fatto tu.

E’ bellissimo potersi dedicare alle proprie passioni, a qualcosa che ti aiuta a tirare fuori tutto quello che hai dentro. Abbiate il coraggio di puntare su ciò che vi dà più soddisfazione, che vi fa sentire realizzati. Forza. Sarà una bellissima avventura! 

                                                                                                                                                                                             Cinzia Ficco

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Written by Cinzia Ficco

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