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Venti anni ed una casa editrice. Che si chiama Historica


Venti anni e ha già realizzato il suo sogno.

Si tratta di Francesco Giubilei, nato a Cesena nel ’92 che, con una maturità scientifica, è il più giovane editore. Qualche anno fa ha fondato Historica, una casa editrice http://www.historicaedizioni.com/, partendo da un blog. Oggi si divide tra lavoro, vita privata e Università. Frequenta, infatti, il secondo anno di Lettere Moderne  all’Università degli studi di Roma Tre. E ha in cantiere ancora tanti progetti. Al suo fianco, l’amico e socio, un imprenditore dell’aceto balsamico di Modena.

Francesco,  quando hai capito che ti sarebbe piaciuto fare l’editore?

Non ci si alza una mattina dicendo: “Oggi faccio l’editore!”. Ovviamente c’è un percorso che porta ad acquisire competenze ed esperienza tali da iniziare questo lavoro. Inizialmente ho aperto un blog, successivamente una rivista online e infine una rivista cartacea. L’estate in cui avevo sedici anni mi presentai alla redazione di un quotidiano locale, La Voce di Romagna, chiedendo di poter collaborare in redazione. I redattori, ricordo con grande affetto e gratitudine Maicol Mercuriali, che sento spesso, Anna Gradara, Elide Giordani, Elisabetta Boninsegna, mi presero a lavorare e, per tutta l’estate, collaborai con il quotidiano. Fu un’esperienza importantissima per la mia formazione. Imparai come funziona un giornale, come si scrive un comunicato stampa, come si fa un’intervista. Tutte conoscenze che nessun corso avrebbe mai potuto insegnarmi.

Da dove nasce la passione per i libri?

La mia famiglia è stata fondamentale nel trasmettermi l’amore per i libri e la letteratura. Il primo libro che ho scritto, “Giovinezza”  è un’intervista a mio nonno Italo sul fascismo e la seconda guerra mondiale. Sono cresciuto in una famiglia dove l’amore per i libri e la letteratura è un valore primario nell’educazione di un figlio. Ne parlo in modo più approfondito in un opuscolo che ho recentemente pubblicato “I giovani e la letteratura” in vendita al prezzo di due euro. Si può acquistare scrivendo a info@historicaweb.com

Il libro che hai sul comodino e che ti ha formato?

Il mio comodino è sempre pieno di libri. Sono un lettore onnivoro, principalmente di narrativa pura e saggistica. Ora sul mio comodino ci sono: “Ernest Hemingway, una vita da romanzo” di Linda Wagner-Martin, “Viaggio in Italia” di Attilio Brilli, “L’alba dei libri, quando Venezia ha fatto leggere il mondo” di Alessandro Marzo Magno, “La ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust. Non c’è un libro preciso che mi abbia formato – anche se ricordo con piacere “Il maestro e Margherita” di Bulgakov” – bensì un percorso di studio e lettura individuale che in questi anni mi ha portato a conoscere la letteratura italiana, americana, russa, tedesca, spagnola…

La casa editrice che apprezzi di più?

Sono molte piccole e combattive realtà editoriali che apprezzo per il loro lavoro. Mi vengono in mente: Il foglio letterario di Gordiano Lupi, una realtà unica in Italia, Hacca edizioni che lavora molto bene, Zandonai di cui ho tra le mani “Via Pola” di Velikic, Due:punti, Marcos y Marcos, Acar edizioni di Amos Cartabia, Bradipo di Luca Turolla, Las Vegas edizioni. Le realtà editoriali di qualità nel nostro Paese esistono e sono molteplici. Basta conoscerle.

Raccontaci come hai iniziato e quali sono state le difficoltà all’inizio.

Ho iniziato con un blog letterario e poi con una rivista online di cultura. L’inizio ha richiesto molta fatica, ma nulla rispetto a quella che poi si è rivelata essere con il tempo la mole di lavoro. Sicuramente la maggiore difficoltà inizialmente è stata la mia età precoce, che tendevo sempre a non rivelare. Solo in seguito ho scoperto che la mia giovane età poteva essere un’arma in più per diffondere il marchio di Historica.

Per quante ore lavori ogni giorno?

Le mie giornate si dividono tra lavoro, studio e lettura. Il mio lavoro mi permette di non avere orari precisi e una grande flessibilità, così può capitare che risponda alle e-mail all’una di notte o inizi a leggere un manoscritto alle sette di mattina. In ogni caso complessivamente lavoro più di otto ore al giorno.

A cosa rinunci?Vivi la tua vita privata tranquillamente?

Il mio lavoro, prima di essere tale, è una passione. Accade molto spesso che lavoro e vita privata si intersechino. E’ normale che spesso mi trovi costretto a rinunciare ad alcuni divertimenti, se la Domenica mattina ho una fiera, il Sabato sera non posso uscire con gli amici. In ogni caso riesco a organizzarmi anche per dedicare il giusto tempo alla mia vita privata, alla mia fidanzata, Camilla e a vari altri interessi.

Quanto hai investito?

Sono partito da zero euro, autofinanziandomi con le vendite dei libri pubblicati inizialmente in allegato alla nostra rivista e successivamente con un’associazione culturale no profit, aperta con i proventi derivati dalle vendite. Dopo due anni di attività un imprenditore, Giorgio Regnani, ha acquistato una quota della casa editrice, investendo nel progetto e permettendoci di diventare un’azienda vera e propria.

Come si fa a pensare ad una casa editrice a 16 anni? O è meglio iniziare da giovani in questa attività?

Il mondo, anche solo rispetto a pochi anni fa, sta cambiando. Questo cambiamento è sotto gli occhi di tutti, ma solo chi saprà comprenderlo e saperlo sfruttare in giusto modo, avrà possibilità in futuro. Noi giovani dobbiamo dimenticarci la cultura del posto fisso, delle otto ore lavorative, del tutto ci è dovuto senza impregno e dedizione. Oggi non è più sufficiente cercare un lavoro, è necessario crearselo come le esperienze di tanti giovani americani ci insegnano. Prima si inizia a conoscere il mondo del lavoro, meglio è. Si fa esperienza sul campo, si conoscono addetti ai lavori, si maturano contatti.

Cosa serve di preciso nel tuo campo?

L’editore non è imprenditore qualsiasi, fa un tipo di imprenditoria legata alla cultura che deve mettere l’etica al centro del proprio operato. Il miglior modo per apprendere questa professione è lavorare sul campo e studiare, studiare, studiare. Che non significa solo leggere ma anche conoscere il panorama editoriale italiano, saper identificare i piccoli e medi editori, conoscere la loro linea editoriale, gli autori di punta, le collane principali. Dedico a questa attività e soprattutto alla lettura, parecchie ore della mia giornata.

Torniamo alle difficoltà. Sono cambiate?

La difficoltà principale è quella della distribuzione. Al momento stiamo seguendo una strada che crediamo essere quella vincente. Affidarci ad alcuni distributori regionali che curino direttamente la distribuzione dei nostri libri sul territorio. Siamo partiti con Euro Servizi per Emilia Romagna, Marche e Abruzzo. Nei prossimi mesi ci saranno però grandi novità. Ma per ora non ne parlo.

Chi ti ha dato una mano nella tua impresa?

Il supporto morale, ma non economico, lo dico a scanso di equivoci, dei miei genitori è stato fondamentale. Ma anche quello di tanti scrittori, che mi hanno aiutato fin da subito. Vorrei citare Laura Costantini e Loredana Falcone (nostre prime autrici), Gordiano Lupi (editore de Il Foglio che mi ha aiutato a rendere Historica una rivista cartacea), Francesca Mazzucato (direttrice della collana Cahier di viaggio)… e tanti tanti altri scrittori, giornalisti, addetti ai lavori, che in questi anni mi hanno aiutato in questa esperienza.

Chi, invece, ti ha ostacolato? Scoraggiato?

Come in ogni attività ci sono persone che criticano e ostacolano il mio lavoro senza in realtà conoscere la mia storia e il tempo che dedico quotidianamente a Historica. Le critiche, se motivate, fatte con cognizione di causa e quindi costruttive, sono non solo ben accette, ma gradite. Se, invece, si limitano ad essere invettive o attacchi personali ne faccio volentieri a meno. “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” diceva Dante.

Quando hai incontrato Regnani?

Giorgio è una persona straordinaria, non solo sotto il profilo professionale, ma anche dal punto di vista umano. Con lui, sua moglie Silvia e i suoi figli Gianfranco e Maria Vittoria, io e la mia famiglia abbiamo stretto un ottimo rapporto, che va oltre un discorso prettamente lavorativo. Da quando Giorgio è diventato socio di Historica, ha portato una ventata di novità. Dalla creazione del sito Scrivendo Volo, all’organizzazione di una precisa linea editoriale arricchita da una nuova grafica, che ha contribuito a rendere ben identificabile il marchio Historica, a una maggiore organizzazione e professionalità dell’azienda.

Cosa diventerà la tua casa editrice? E quale sarà il suo valore aggiunto?

Stiamo lavorando principalmente su due fronti: cartaceo e digitale. Sul primo fronte, dopo aver definito la nostra linea editoriale che si articola in quattro collane principali (Narrativa, saggistica, cinema, viaggio), stiamo implementando la distribuzione stringendo accordi con distributori regionali, che ci permetteranno di raggiungere in modo più capillare tutto il territorio. Per quel che riguarda, invece, il discorso digitale stiamo investendo sugli ebook. Potete già trovare alcuni nostri titoli in vendita su Bookrepublic.

Altri progetti per il futuro?

Tanti, come sempre. Nell’immediato stiamo lavorando al restyling grafico di Scrivendo Volo (www.scrivendovolo.it), il nostro sito dedicato agli amanti della lettura e della scrittura. Inoltre con il mio socio Giorgio ho definito la linea editoriale fino a metà 2013 e dopo l’estate ci saranno tantissime nuove pubblicazioni, che andranno ad arricchire una collana, quella di saggistica, su cui puntiamo molto. Inoltre stiamo investendo sull’ebook e parte del nostro catalogo è già in vendita in 26 webstore.

Ma la tua casa editrice continuerà a far parlare di sé per la tua età?

Historica edizioni fa parlare di sé, tra le altre cose anche per la mia età. Si parla di Historica perchè abbiamo una collana di viaggio unica in Italia, diretta da una scrittrice di valore come Francesca Mazzucato. Si parla di Historica perché pubblichiamo Massimo Maugeri, ideatore del blog Letteratitudine. Si parla di Historica perché da sempre crediamo in due scrittrici, che ci regaleranno grandi sorprese, come Laura Costantini e Loredana Falcone. Si parla di Historica perché abbiamo pubblicato un testo di grande valore come “Il principe del foro non esiste” di Alberto Fezzi. Si parla di Historica perché abbiamo in catalogo un’intervista a Magris e una a Galimberti, perché abbiamo avviato un progetto di collaborazione sui corsi di scrittura con Vincenzo Ciampi. Devo continuare a dire perché si parla di Historica?

Ti senti tosto?

Sì, mi sento tosto. I miei amici ciociari mi dicono: “Giubilei, sei tosto assai”. Mi rimetto al loro giudizio.

Dunque, l’Italia non è solo il Paese dei “bamboccioni”, ma …

Una grande nazione, con i suoi pregi e i suoi difetti, che sta vivendo un momento storico particolarmente complesso a causa di una classe dirigente incapace di governare il paese. Un paese che dobbiamo aiutare tutti, nel nostro piccolo, a risollevarsi e ritornare a contare qualcosa in Europa e nel mondo.

                                                                                                                            Cinzia Ficco

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