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Il futuro? Nelle mani di generalisti e “dilettanti” per scelta. Ce lo dimostra il libro di David Epstein

E’ proprio vero che è preferibile una cultura specialistica? Quanto sono fondate le teorie secondo cui è meglio imparare presto e in fretta e che una volta imboccato un percorso professionale, non si possa tornare indietro?  Insomma, meglio identificarsi in Roger o in Tiger?

Ce lo dice un bel libro, Generalisti di David Epstein, tradotto da Paolo Bassotti e pubblicato di recente da Luiss University Press. In poco meno di 300 pagine e scorrendo le vita di musicisti, sportivi, scienziati, imprenditori affermati scoprirete che una conoscenza allargata, flessibile e trasversale è la chiave per il futuro.

David Epstein infatti prova che una specializzazione non precoce, preceduta da una serie consistente di tentativi ed errori, è alla base della realizzazione. Roger Federer scoprì il tennis dopo aver sperimentato tutti gli altri sport che gli fossero capitati, Django Reinhardt sviluppò il suo stile chitarristico dopo aver perso l’uso di due dita. E Vincent Van Gogh si scoprì capace di dipingere nello stile che avrebbe rivoluzionato per sempre l’arte solo negli ultimi due anni di vita, dopo aver tentato di intraprendere i mestieri più disparati. Per non parlare di Dave Brubeck (autore di Take Five, il pezzo jazz più emblematico di tutti i tempi), che “era una vergogna per il conservatorio” o di Duke Ellington che iniziò a studiare musica a 7 anni, la lasciò per noia e si dette al baseball, prima di riprendere e diventare forse il più grande compositore americano.

Se una iperspecializzazione perseguita sin dai primi anni è di norma considerata un vantaggio competitivo, le storie di questo libro dimostrano come perfezionarsi in un solo campo possa diventare un limite e che se per dedicare parte del tempo ad attività e compiti non immediatamente monetizzabili è inefficiente, allora l’inefficienza è un obiettivo da perseguire con tenacia.

David Epstein è un giornalista investigativo di ProPublica, prima testata online a vincere un premio Pulitzer. Ha una laurea in Scienze ambientali e una in giornalismo. Si è occupato di ecologia viaggiando nell’Artico e di astronomia e geologia, trasferendosi nel deserto di Sonora.

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