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Patatine fritte sotto la Torre degli Sciri di Perugia. La sfida di tre ventenni: Valerio, Jordi e Joele

Hanno deciso di sfidare una pesante crisi economica, una pandemia mondiale ed una zona che in troppi danno per morta.

Sono tre ragazzi di PerugiaValerio Bianconi, Jordi e Joele Pedini, di 22, 23 e 20 – due iscritti al corso di laurea in Filosofia, il più grande diplomato all’Istituto alberghiero di Assisi – che di recente, nel centro storico del capoluogo umbro, hanno aperto Patata 24.

«Eravamo chiusi in casa – raccontano – e abbiamo pensato a un franchising per inventarci un lavoro. Abbiamo trovato questo progetto che ci ha conquistato e ci siamo messi in moto».

Lo studio del progetto, la visita a uno dei primi locali aperti in provincia di Modena, poi la ricerca del locale – il quinto in Italia – che la settimana  scorsa ha finalmente alzato la saracinesca.

Valerio lavora da più di due anni come cameriere in un ristorante, Joele collabora con Perugia Triatlon per l’allenamento pomeridiano dei ragazzi e Jordi ha lavorato in vari locali del centro, sempre nel settore della ristorazione, sia in sala, che in cucina.

Il progetto è nato agli inizi di aprile e ha impegnato quasi tutti giorni i tre ragazzi che in estate hanno costituito una srl, scelto e allestito il locale più adatto.

“Il lockdown non ci ha mai spaventati – dichiarano – il progetto è stato elaborato proprio all’inizio del primo. Cosa è stato tosto? Dovere organizzare un progetto del genere, aprendosi ad un mondo nuovo, e nello stesso tempo acquisire le competenze e le conoscenze per portarlo avanti. Siamo stati fortunati in quanto abbiamo potuto contare sull’aiuto di Roberto Belli, commercialista di Perugia. Tutti i lavori, al di fuori dell’impianto elettrico e dell’allestimento interno, sono stati fatti da noi”.

Siete stati criticati per aver scelto via dei Priori. «Sì- replicano – ma noi ci crediamo: il centro non è morto. Anzi, è importante rivitalizzarlo proprio in un momento del genere. Via dei Priori è sempre stata una delle vie di accesso principali al centro della città. Inoltre ci piaceva molto la posizione del locale, che si trova nei pressi di una scuola e dell’Accademia di Belle Arti. E’ vero, siamo un po’ decentrati, ma siamo positivi. Ci auguriamo  che con la riapertura delle scale mobili e delle scuole  la via torni trafficata come prima”.

Così, in via dei Priori, proprio sotto la Torre degli Sciri, è possibile mangiare patate fritte calde, appena cotte, accompagnate da salse e bibite con un servizio take away in totale sicurezza.

“Oltre al distributore di patatine fritte – ci dice Valerio – ce n’è uno di bevande calde con 24 selezioni diverse, oltre a quello  dei drink e degli snack. In tutto sono quasi 100 prodotti differenti. Non escludiamo la possibilità di ampliare il locale in futuro”.

Le reazioni della città? “Sono state positive – ci dicono Joele e Jordi – abbiamo anche avuto l’occasione di parlare con il sindaco, Andrea Romizi, e di esporgli il nostro progetto. Ci ha incoraggiati con i migliori auguri. Speriamo di fargli assaggiare presto le nostre patatine. Patata24 ha sei locali sparsi per l’Italia, da Palermo a Marmirolo in provincia di Mantova, e ce ne sono altri che stanno per aprire. Ogni locale è allestito in modo diverso. Credo che possiamo definire il nostro il Patata24 più bello d’Italia. Ma vi aspetto per darci conferma”.

In due continueranno a studiare filosofia. Sono iscritti ad un intercorso –Filosofia e scienze tecniche psicologiche. Valerio ha preso l’indirizzo filosofia, Joele quello di psicologia.

“Patata24 non serve a pagare l’Università, in quanto già tutti e due abbiamo un altro lavoro – tengono a farci sapere- Gli studi che stiamo facendo non ci hanno aiutato nella creazione fisica dell’impresa, ma nella scelta del progetto. Le aspettative? “Speriamo che questo sia solo l’inizio di un progetto più grande. Questa delle patatine h24 è un’idea che ci ha conquistato subito ed è per questo che abbiamo deciso di buttarci. Come già detto, questo lo consideriamo un punto di partenza. Abbiamo intenzione di portare a termine i nostri studi e ampliare questa che ora è la nostra prima esperienza”.

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Written by Cinzia Ficco

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