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Cos’è l’arte di vivere con generosità e coraggio? Quattro libri per capirlo

Da Norina Ventre, detta Mamma Africa, rosarnese, ex maestra d’asilo, a Vito che ogni giorno percorre a piedi 12 chilometri, a Barbara Caranza, la restauratrice che ha creato la onlus Chief, a Valter Guiati, che a 73 anni ha realizzato il sogno di diventare regista di un film Pomeriggio al Cinena, realizzato con anziani soli a san Pietro in Casale, a Margherita di Noci nel Barese, che ogni fine settimana trascorre nelle corsie di oncologia e in altri reparti dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII a Bari per fare i suoi giochi di prestigio, a Nicole e Sofia che hanno cambiato identità sessuale tra mille difficoltà, a Marzia Caccioppoli e don Maurizio Patriciello, i veri fuochi della terra dei fuochi, a Mario e Lucia che hanno sostenuto una dura battaglia contro la pandemia ma non sono stati soli, a Roberta Marescalchi, che dopo l’esperienza di una leucemia mieloide cronica diventa volontaria, a Mario che con la sua speciale medicina aiuta Claudio Imperatore, nato con una grave lesione cerebrale, a Francesca ragazza madre di Antonio, caduti insieme per aver detto di no alla mafia, ma che hanno avuto la forza rialzarsi, a Daniel che è riuscito a farsi una vita dopo il carcere, sino all’esperienza di Ristretti Orizzonti e Ristretti news.

Sono i protagonisti del bel libro #iosiamo, pubblicato di recente da Edizioni San Paolo e scritto da Tiziana Di Masi, attrice di teatro sociale, come ama definirsi e Andrea Guolo, giornalista professionista.

Un lavoro per fare luce su chi ha provato a cambiare l’Italia prima, durante e dopo la pandemia e per dire quanto terapeutico sia fare volontariato. Non è un caso che i volontari in Italia siano 6 milioni, pronti ad occuparsi di ogni tipo di bisogno, povertà ed emergenza.

“Se l’organizzazione filantropica fa per gli altri, il volontariato – come scrive nella Prefazione Stefano Zamagni, docente di Economia Politica all’Università di Bologna e Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, il volontariato fa con gli altri. Il volontariato è un po’ come l’albatros descritto da Baudelaire ne I fiori del male: Quando vola alto riceve consenso e ammirazione, quando si posa a terra e non tende le ali al vento, svela una certa impotenza perché a terra è molto più facile scontrarsi che non in cielo”.

Gli autori cominciano a raccogliere storie di volontari nella primavera del 2017 e da allora non si sono più fermati. Dall’anno seguente portano in scena in trenta teatri italiani lo spettacolo #iosiamo. Debuttano al teatro Elfo Puccini  di Milano.

Parti dello spettacolo sono state rappresentate anche al Senato e a Padova in occasione della presentazione della città come capitale europea del volontariato, con la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Lo spettacolo, composto da dodici storie, da cui è nato il libro, continua a girare per lo Stivale. Sono dodici capitoli, e dodici tipi diversi di aiuto a chi è debole, a chi si vede negare i propri diritti, a chi è malato. Sembrano dodici appelli a ciascuno di noi, per unirci, nei limiti delle nostre possibilità , a questo meraviglioso “esercito del bene”.

Un’altra bella testimonianza di bene e speranza arriva da Caterina Bellandi, meglio nota come zia Caterina, la famosa tassista di Firenze, che dopo aver perso l’amore della sua vita, Stefano, ha deciso di regalare momenti di allegria ai bambini malati dell’ospedale Meyer del capoluogo toscano. Fa fare loro viaggi nel suo taxi coloratissimo e pieno di peluche.

A raccontare la sua storia è stata Alessandra Cotoloni, senese – architetto e responsabile dell’ufficio Unesco del comune toscano, con la passione per la scrittura- in un libro intitolato TaxiMilano25, pubblicato da Edizioni San Paolo, che ha la prefazione di Simone Cristicchi.

Centottanta pagine in cui l’autrice descrive alcuni episodi suggestivi di questa signora – che libera per qualche ora i bambini da routine e sofferenza – come l’incontro di zia Caterina con il clown medico Patch Adams – che l’ha voluta con sé in Russia- o quello con padre Bernardo di San Miniato.  

Taximilano 25, dal nome del taxi che Stefano le aveva donato, è diventata una Onlus.

Non perdete Give – L’arte di Vivere con generosità, altro libro pubblicato da Edizioni San Paolo per una boccata di speranza.

A scriverlo, Magnus MacFarlane Barrow, fondatore dell’organizzazione umanitaria Mary’s Meals e autore di La straordinaria  storia di Mary’s Meals, citato nell’elenco dei libri più venduti del Sunday Times che esplora, attraverso  i numerosi  gesti caritativi a cui ha assistito nel mondo, il significato della carità e il suo potere di arricchire la nostra vita.

La carità, che per l’autore “avrà sempre il profumo del pane appena sfornato”, se vissuta in pienezza, ci aiuta a conoscerci più a fondo.  In queste pagine si scoprirà che non sono solo i poveri ad averne bisogno, ma un po’ tutti noi spesso alla ricerca di serenità di fronte ai nostri buchi d’amore.

Oggi Mary’s Meals fornisce ogni giorno un pasto a quasi due milioni di bambini poveri di quattro continenti, favorendone la scolarizzazione.

L’autore nato nel ’68 ad Aberdeen, dopo una breve esperienza come allevatore di pesci , fonda la Scottish International Relief, che diventa Mary’s Meals. Oggi è sposato con Julie, una ex infermiera. Insieme vivono con i loro sette figli a Dalmally, in Scozia.

Dalla stessa casa editrice è stato pubblicato un altro libro che vi consiglio. Si chiama Io sono Joy ed è un grido di libertà dalla schiavitù della tratta. L’ha scritto Maria Bonanate, torinese, giornalista, una vita a caccia di buone notizie per varie testate, tra cui Famiglia Cristiana.

Se la Prefazione è affidata a Papa Francesco, la postfazione è firmata da Anna Pozzi.

Le centottanta pagine raccontano la storia di Joy, che ha 23 anni quando a Benin City viene convinta da un’amica di fiducia a partire per l’Italia con la promessa di un lavoro con cui poter mandare denaro alla sua famiglia e proseguire gli studi. Dopo poche ore di viaggio, però, la protagonista si accorge del raggiro. Precipita in un inferno: la drammatica traversata del deserto, i campi di detenzione libici, veri e propri lager dove subisce violenze, il barcone alla deriva nel Mediterraneo. Salvata dal naufragio, al suo arrivo in Italia, Joy  scopre che il lavoro è la strada, dove la madama la obbliga a prostituirsi con il ricatto del woodoo e di un debito di 35 mila euro.

A Castel Volturno, in Campania, diventa una schiava di aguzzini senza pietà. Ma Joy non perde la speranza, né la fede in Dio. “Mi avevano rubato tutto, il nome, la dignità, il corpo, l’anima, la libertà, il futuro. Ero una delle migliaia di schiave, vittime della tratta, che vivono e muoiono nei sotterranei della storia. Oggi sono tornata ad essere gioia, il significato del mio nome. Gioia di vivere, amare, donare, d’inventare ogni giorno la vita e la speranza”.

Un libro potente, un racconto commovente di chi con la gioia di vivere prova a sfidare anche “la banalità del male”

Parte dei diritti d’autore sarà destinata alla cooperativa NewHope.

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Written by Cinzia Ficco

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