“A 22 anni ho dovuto abbandonare gli sport che praticavo e rinunciare ai miei sogni. Ero in salita, adrenalinico, con un sacco di progetti, una ragazza, tanti amici. All’improvviso ho perso tutto. Oggi sono un uomo nuovo. Di amici e interessi ne ho ancora, diversi, sì, ma tanti. Di sicuro sono più tosto”.
A parlare è Marco Carbone, nato a Genova nel ’74, titolare di un negozio di moto e scouter a Sestri Levante, allenatore di una squadra di basket, che, di recente, ha fondato con la sua amica Mirtha Barbetti, disabile, l’associazione Noihandiamo (Mirtha la presiede, ndr).
Nel ’97 un incidente stradale sul lavoro ha provocato a Marco una grave lesione alla colonna vertebrale e l’ha fatto diventare paraplegico. “Ma non mi sono mai abbattuto – è stato uno choc – racconta – A 22 anni un incidente così ti sconvolge la vita. Devono cambiare le passioni e i progetti. Ma cominci a vedere le persone e la vita in modo diverso. Subito mi sono detto: ‘o ricomincio o è la fine. Non ho perso tempo. Ho scelto di vivere, rimettendomi in gioco. Ci sono riuscito con l’aiuto della mia famiglia, che non è mai stata invadente e mi ha lasciato libero. Ho ripreso a fare sport. Un tempo amavo la bicicletta. Mi sono avvicinato all’atletica per disabili e al basket in carrozzina. Mi sono appassionato, tanto che da cinque anni sono diventato allenatore della squadra di basket di Genova. Siamo stati promossi in A1. Per la Liguria è un risultato importante, un evento storico in questo sport. Il basket e i ragazzi della squadra, molto giovani, che si sono accostati allo sport dopo un incidente, mi hanno trasformato. Sono la loro guida. Hanno bisogno di me e io grazie a loro mi sento più forte. Più tosto. E’ stato questo che mi ha spinto a dare vita all’associazione con Mirtha. Fare squadra è fondamentale per raggiungere certi obiettivi. Noihandiamo, il nome che contiene la h di handicap, richiama anche l’idea di movimento. E noi in effetti, da quando siamo partiti, a gennaio scorso, non ci siamo mai fermati. Abbiamo creato un contatto importante con l’assessora ai servizi sociali del Comune di Sestri Levante, che si è resa subito disponibile su un progetto pilota di integrazione dei disabili”.
L’obiettivo di Marco e degli altri è permettere ai disabili di fare il bagno in mare senza l’aiuto del bagnino su una porzione di spiaggia attrezzata a Sestri Levante, data in concessione ad una società ligure. “Servono lettini più alti e pedane che arrivino diritti al mare – afferma – aspettiamo che il Comune ufficializzi il contributo. Sono ottimista. Speriamo che si faccia in tempo almeno per la prossima estate. Non molleremo. Il turismo in Italia deve diventare accessibile a tutti. Gli alberghi, le pensioni, gli ostelli, ma anche i commercianti, che lavorano nei periodi estivi, devono aprirsi al mondo dei disabili. Ma non solo in Liguria. Chi l’ha capito, lavora bene” .
Ti senti un tipo tosto? “Sono un tipo concreto – sorride – e vorrei realizzare i tanti sogni che ho. Uno su tutti: avviare i bambini disabili allo sport. Sto lavorando anche su quello”.
Cinzia Ficco

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