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Eugenio Guarducci e l’Oktober Fest del cioccolato a Perugia

Eugenio Guarducci: l’uomo del cioccolato.

Non è un caso che la sua immagine simbolo, la preferita, lo ritragga con occhi naso e bocca incorniciati da un rettangolo, fatto con il cibo degli dei.

Architetto, imprenditore, nel ’94 ha ideato un festival che ha fatto diventare la sua città, Perugia, la location fissa per una sorta di Oktober Fest del cioccolato.

Risale infatti a ventisette anni fa la prima edizione di Eurochocolate, per cui il capoluogo umbro non è più solo la città di Umbriajazz, ma anche quella in cui da quasi trenta anni ad ottobre – grazie a stand disseminati tra corso Vannucci, Piazza IV Novembre e Giardini Carducci – il cioccolato si può annusare, degustare, sorseggiare e addirittura maneggiare per farci statue.

“L’idea è nata da un viaggio fatto a diciotto anni proprio all’Oktober Fest di Monaco.

Rimasi folgorato dal clima festoso che si creava attorno alla birra e subito pensai che il cioccolato, sempre ad Ottobre, potesse funzionare forse anche meglio in una città come Perugia che, dal 1906, ha visto nascere uno dei brand -legati al cioccolato- più riconoscibili al mondo. I miei studi in Architettura mi hanno aiutato dodici anni dopo ad elaborare il progetto. Ho attinto ad uno dei serbatoi naturali del mio mestiere, che è la creatività”.

Dal 2000 Guarducci ha dato inizio alla diffusione di eventi centrati sul cioccolato

anche in altre città italiane. Nel 2006 ha fondato il brand Costruttori di Dolcezze (2006), che ha sviluppato idee e progetti creativi, dando al cioccolato forme e design originali, oltreché packaging innovativi. “Grazie all’esperienza maturata con Eurochocolate il nostro Gruppo ha potuto realizzare nel 1998  a Perugia il ChocoHotel, ossia il primo hotel al mondo dedicato al cioccolato. Nel 2012, invece, abbiamo dato vita ad un altro progetto: il percorso dei Chocostore, by Eurochocolate. Il format dell’evento Eurochocolate lo abbiamo poi sviluppato sia in Italia (Torino, Modica, Napoli) che all’estero (Giappone). Sempre sulle fortune del cibo degli dei è nata l’agenzia di marketing territoriale Sedicieventi (2007) che ha ampliato l’attività del gruppo all’intero settore Food (extra cioccolato) e no Food”.

Da dove è partito per organizzare la prima edizione? “Mi resi subito conto che l’idea riscuoteva interesse. Pertanto decisi di illustrarla agli enti locali. Ma non ebbi successo fino a quando non incontrai l’Assessore Scaramucci del Comune di Perugia, che seppe mettere attorno ad un tavolo i principali interlocutori istituzionali. Venne fuori un Comitato Promotore senza il quale EUROCHOCOLATE non sarebbe mai nato”.

Cosa oggi distingue questo evento da altri dedicati in Italia al cioccolato? “Abbiamo saputo costruire un format sempre originale, rendendo l’evento fresco e sorprendente. Ogni anno un claim diverso ed eventi collaterali a tema. Possiamo dire che Eurochocolate abbia reso famosa Perugia nel mondo, sfruttando un prodotto che, a differenza del Jazz, è assolutamente identitario. Ed è adatto a tutte le generazioni. Non ha un target definito”.

Social utilizzati per promuovere e mantenere vivo l’interesse nei confronti della manifestazione? “Facciamo buon uso di tutti gli strumenti necessari. A partire dall’ufficio stampa, dal Web. Facebook ed Instagram sono diventati indispensabili in questi ultimi anni, ma abbiamo anche iniziato a muoverci su Tik Tok e Twitter”.

Quanta ricchezza produce per il territorio Eurochocolate? “I visitatori di quest’anno sono stati circa 75mila, ma l’evento per la prima volta si è svolto indoor, ad Umbriafiere (Bastia). Il giro d’affari diretto si aggira sui 2.8 milioni di euro, mentre l’indotto è di gran lunga superiore. Durante l’anno ci lavora un team di 20 persone che diventano 400 durante l’ evento”.

Qual è la promessa ai visitatori della prossima edizione, che si terrà per la prima volta in primavera? “Sarà l’evento più sorprendente che si possa realizzare. Parleremo di Uova di Pasqua!”.

E per il futuro, grazie a Guarducci Perugia avrà un Museo del cioccolato? “Che Perugia avrà un Museo del Cioccolato ancora non è certo. Di sicuro ci stiamo dando da fare per convincere la politica a realizzarlo. In futuro, le relazioni internazionali saranno fondamentali non solo con le altre capitali del cioccolato sparse in Europa, ma anche e soprattutto con i Paesi produttori di cacao”. Il suo cioccolato preferito? “Fondente per sempre”.

Cinzia Ficco

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Written by Cinzia Ficco

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