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Modena, il rilancio dei Briganti dopo il terremoto

Prima le ruote per carri. Poi le botti per l’aceto balsamico. Dopo il sisma, hanno diversificato ancora. E le botti sono diventate oggetti di arredo.

“La necessità di cambiare per non morire della www.brigantisrl.it, sette soci e quattro dipendenti  – spiega Gianni Briganti (’77, Cesena) –  si è rivelata  il propulsore di almeno due fasi di innovazione. L’azienda è nata a Bagnarola di Cesenatico, un piccolo centro vicino la frazione di Macerone, verso la fine del 1800, grazie al mio bisnonno, che si è messo in proprio. Quando negli anni ’60 le auto hanno sostituito i carri e quindi le ruote da birocciaio, l’azienda si è riconvertita con mio nonno nel settore delle botticelle da aceto balsamico tradizionale di Modena. Nel 2012, quando il terremoto di Modena ha ridotto la richiesta di botti da aceto balsamico, quota oggi ritornata a crescere, abbiamo scelto di diversificare la produzione, ampliando la disponibilità di botti. Che sono diventate mobili da arredo. E questo grazie al nostro forno di essiccazione, unico in Italia, che permette di trasformare le botti usate in un manufatto duraturo. Quindi di stabilizzarle. L’azienda è rinata, tanto che come fatturato siamo stabilmente oltre il milione di euro e in magazzino abbiamo mediamente in pronta consegna 400/500 barrique usate e più o meno altrettante botticelle nuove”.

Cosa è successo dopo il terremoto e con la crisi? 

Dopo il terremoto semplicemente si sono dimezzati gli ordinativi delle botti da aceto, dato che le famiglie modenesi avevano altre priorità in quel momento. Aiuti non ne abbiamo avuti anche perché, essendo prevalentemente soci, non abbiamo avuto nemmeno accesso alla cassa integrazione, se non nella minima quota dei dipendenti. Ti dico che non siamo mai stati fermi. Ci siamo dati da fare per provare a diversificare la clientela, pur con il calo di vendite.

E l’idea delle botti per arredamento?

La prima botte venduta come arredo è stata una semplice barrique usata e acquistata presso un nostro rivenditore – noi non le trattavamo prima – e venduta come punto d’appoggio per un cliente in un momento in cui non avevamo tantissimo da fare. Poi  è arrivata la seconda. Successivamente, un tavolo. Dopo alcuni mesi ci è venuta l’idea di essiccarle a forno. Di lì, grazie alla grande stabilizzazione della struttura, si è aperta la possibilità concreta di creare mobili d’arredo come poltrone, tavolacci da osteria, sgabelli e tanti altri materiali affidabili e unici sul mercato, esattamente perché siamo gli unici a poter offrire il trattamento indurente. L’azienda è, quindi, ripartita, diversificando la produzione. Abbiamo, però, deciso di non assumere altri dipendenti, ma di esternalizzare presso altre aziende alcune fasi di lavoro, che non fossero a valore aggiunto. E abbiamo eliminato alcuni prodotti a bassissima redditività. Il fatturato è aumentato. Sono cambiati l’approccio al mercato e il tipo di promozione.

Cioè?

Mentre prima eravamo un’azienda artigiana quasi anonima, che forniva prodotti ai clienti finali tramite rivenditori, i quali sono diventati nostri collaboratori decennali, oggi siamo anche conosciuti direttamente sul mercato dei pub, dei ristoranti, delle osterie e delle cantine grazie alle nuove linee di prodotti. Riceviamo molti più clienti di allora. Merito della promozione online su marketplaces e sui social network.

Vendete più botti da arredo?

Le botti da aceto sono un mercato quasi esclusivamente concentrato sui nostri storici rivenditori di Modena e Reggio Emilia. Abbiamo anche qualche altro appassionato di questo oro nero, all’estero, che decide di cimentarsi nella produzione. Le botti da arredo sono vendute, invece, in tutta Italia e Unione Europea, ma esportiamo regolarmente anche in Canada e Stati Uniti.I clienti più noti sono aziende di distribuzione Italiana di marchi come: Havana Club, The Glenlivet, Four Roses e JJ&S, con le quali collaboriamo stabilimente per i promozionali. Ma lavoriamo anche con grandi catene di negozi statunitesi e canadesi come TJmax, HomeGoods e HomeSense, che propongono i nostri prodotti griffati “made in Italy” ai consumatori d’oltreoceano.

In futuro?

Non ci piace stare fermi. Studiamo sempre nuovi prodotti, cerchiamo sempre nuovi canali social di promozione. Il nostro catalogo viene aggiornato puntualmente ogni 30/60giorni per aggiungere nuovi prodotti o eliminare ciò che non è ritenuto interessante sul mercato. La parola d’ordine è evitare di stare fermi.

Quanto vi sentite tosti? 

Col senno di poi possiamo dire di essere stati tosti in un momento difficile, ma ci ha aiutato anche un pizzico di fortuna, che non guasta mai di questi tempi.

Senti di dare consigli?

Rispettiamo la professionalità di ognuno. Non sentiamo di dare consigli ad altre aziende. Auguriamo solo a tutti di avere sempre una grande curiosità, la disponibilità a rimettersi in gioco, rivedendo anche drasticamente i propri paradigmi aziendali e auguriamo un pizzico di fortuna, come quella che fino ad ora abbiamo avuto noi.

                                                                                                                                                                                                       Cinzia Ficco

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Written by Cinzia Ficco

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