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A Luisa Torsi, scienziata barese, il premio austriaco che andò a Guglielmo Marconi

La vincitrice del Wilhelm Exner Medal 2021 è barese, ha 57 anni, lavora presso il Dipartimento di Chimica dell’Università di Bari e la facoltà di Scienze della ABO Akademi University, in Finlandia. 

Si chiama Luisa Torsi, ha una laurea in Fisica, un dottorato in Chimica, un post doc presso Bell Labs negli Stati Uniti e non è nuova ai premi. 

Undici anni fa – prima donna al mondo – ha ricevuto l’Heinrich Emanuel Merck Award – un riconoscimento internazionale conferito dalla nota multinazionale farmaceutica – il 24 novembre prossimo l’Associazione delle Piccole e medie imprese austriache omaggerà  a Vienna le sue ricerche su sistemi bio-elettronici a transistor in grado di rivelare un singolo marcatore proteico o un singolo virus in un campione reale, non pretrattato di sangue o saliva. 

Attualmente le tecniche per rivelare i marcatori proteomici di malattie tumorali o neurodegenerative sono in generale di natura non elettronica, valide sì, ma meno sensibili e veloci del sistema bio-elettronico. Luisa ed il suo gruppo, costituito da una decina di ricercatori sotto i 30 anni e affiancato da collaboratori della sua età, stanno studiando come arrivare nei prossimi anni a fare, per esempio, una biopsia da un esame del sangue. Dunque, ricerche per perfezionare metodi elettronici, più veloci, ma sicuri, che riescano magari a prevenire tumori, infezioni sia virali che batteriche.

Coordinando il progetto SiMmBiT – finanziato con risorse europee – Horizon 2020, https://simbit-h2020.eu/ – al quale lavorano partners finlandesi, francesi, olandesi, tedeschi e italiani di altre università, la scienziata pugliese da quasi due anni si sta concentrando sulle tecniche che potrebbero rilevare subito una malattia letale, perché asintomatica, come il tumore al pancreas. 

“Tra un anno e mezzo il progetto si concluderà – spiega Luisa – e saremo a metà del percorso. Intendiamo chiedere ulteriori finanziamenti all’Europa per arrivare a sviluppare dal punto di vista industriale la nostra tecnologia e completare la strada, magari mettendola anche sul mercato”.

Due le aziende che, coinvolte nel progetto, faranno tutto il possibile per arrivare alla realizzazione del  dispositivo: MASMEC (http://masmecbiomed.com/en/) di Vinci, pugliese e la FlexEnable (https://www.flexenable.com) di Cambridge.

L’interfaccia del dispositivo, un record mondiale basato sulla tecnologia Single Molecule with a large Transistor -SiMoT, brevettato da Torsi e dalla sua équipe, risponde in pochi muniti e può essere fabbricato a basso costo.  Un marchingegno che starà in una mano e sarà facile da usare. 

“Lo si comprerà una sola volta – ci dice Luisa – e si caricherà con delle cartucce”. 

Torniamo al premio: dal 1921 è assegnato da imprenditori che hanno sempre creduto nella sinergia ricerca- mercato a chi elabora soluzioni, idee, dal forte impatto sociale. 

“Quando ho saputo che una mia collega di Stanford e un professore austriaco, ex direttore dell’ Istituto Max Planck mi avevano candidata, ho detto subito: Ragazzi, non perdiamo tempo, è una cosa troppo grossa. E, invece, con mia grandissima sorpresa è arrivata la notizia”. 

La medaglia fino ad oggi è andata a 230 inventori, ricercatori e scienziati, tra cui 23 Premi Nobel.

Qualche nome? Guglielmo Marconi, (Nobel per la Fisica nel 1909), William Shockley (Medaglia Exner nel 1963, Nobel per la Fisica nel 1956 per l’invenzione del transistor), Karl Ziegler (Medaglia Exner nel 1971, Nobel per la Chimica nel 1963) e più di recente Emmanuelle Charpentier (Medaglia Exner nel 2016, Nobel per la Chimica nel 2020) e Fabiola Gianotti (Medaglia Exner nel 2017). 

La premiazione avverrà a Vienna il 24 novembre alla presenza del Ministro della scienza e della ricerca Heinz Fassmann e del Presidente austriaco Alexander Van der Bellen, che ospiterà un ricevimento presso il Palazzo imperiale Hofbur. 

Con Luisa sarà premiata anche Katalin Karikó, docente, esperta di meccanismi biochimici mediati dall’ RNA, vicepresidente senior di BioNTech RNA Pharmaceuticals e professoressa presso l’Università della Pennsylvania. La tecnologia di BioNTech è stata ceduta a Moderna per sviluppare il vaccino attualmente in uso per il COVID-19. Per le sue ricerche la Karikó è candidata al Nobel. 

“A Vienna, ci saranno anche mio marito, fisico pure lui, e i miei due figli, Alessandro e Vincenzo, ingegneri meccanici – ci fa sapere Luisa – Non mi sono mai vista né senza una famiglia, né senza il mio lavoro svolto impegnandomi al massimo. Come sono riuscita a conciliare i tempi del lavoro e quelli della casa?  I miei tre maschietti (marito incluso) hanno compreso subito che i ruoli sono interscambiabili e che non deve esserci solo la mamma a cucinare o a mettere in ordine la casa. Questo li ha responsabilizzati tanto, senza effetti negativi sullo studio. Anzi. Sono orgogliosa di dire che il più grande dei miei ragazzi ha iniziato qualche giorno fa uno stage alla Ferrari di Maranello, superando una selezione dura: su quasi sei mila, ce l’hanno fatta in otto”.

Solo per completare il quadro di questa scienziata: nel 2019 le è stato conferito il Distinguished Women Award dall’ International Union of Pure and Applied Chemistry – IUPAC. È stata anche l’unica donna presidente della European Material Research Society che, con più di 4mila iscritti, è la più grande della categoria in Europa. E’ autrice di oltre 200 articoli, pubblicati anche su riviste ad elevatissimo impatto come Science e Nature e suoi lavori hanno raccolto quasi 13mila citazioni, contribuendo a raggiungere un h-index di 54 (google scholar). Spesso è stata la coordinatrice di vari progetti nazionali e internazionali per finanziamenti che hanno superato i 26milioni euro. E’ molto impegnata anche come role model per le giovani scienziate.

Ma Luisa sa anche far divertire : in una recente campagna della Fondazione Bracco, è stata protagonista di una storia di TOPOLINO nel ruolo di Louise Torduck, una scienziata di successo della Calisota Valley. 

Una donna, una mamma, una che fa ricerca al Sud: quanti pregiudizi e stereotipi sbriciolati in una sola tipa. Tosta e, vi assicuro, con i piedi per terra.

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  1. Un grande contributo alla ricerca nella diagnostica delle malattie. Grazie ad una scienziata di spessore come Luisa Torsi. Complimenti a Cinzia Ficco per aver divulgato e fatto conoscere un talento tutto italiano e soprattutto pugliese.

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Written by Cinzia Ficco

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