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Samuele: “Ora tutto nella mia vita SaDiLegno!"

Una vita che sa di legno. L’ha regalata a sé e alla sua famiglia cinque anni fa, quando ha mollato la sua precedente attività e si è buttato anima e corpo su un progetto davvero originale: costruire una casa di legno ecosostenibile. In tanti l’hanno scambiato per pazzo, ma lui, Samuele Giacometti, nato nel ’70 a Fabriano, in provincia di Ancona, è andato avanti lo stesso. Sulla sua avventura, portata avanti grazie alla Laurea in Ingegneria meccanica conseguita a Bologna e all’aiuto di alcuni amici, ha scritto un libro.

Di cosa si tratta? Facciamocelo raccontare da lui.

Dunque, Samuele, ha detto che ha cambiato lavoro. Cosa faceva prima?

Ho iniziato a lavorare a Bologna, dopo la Laurea, dove ho conosciuto Sarah, mia moglie. Per dieci anni ho sviluppato e creato prodotti per le piccole e medie imprese. Ed è stato proprio per sviluppare un nuovo prodotto che nel 2005 mi sono trasferito in Val Pesarina (UD). Sarebbe dovuto essere un lavoro di qualche mese ed, invece, eccomi ancora qua con tutta la famiglia aumentata di numero. A Diego si sono aggiunti Diana e Pablo. E’ stato qui che ho realizzato il mio sogno.

La costruzione di una casa in legno in Friuli Venezia Giulia, nel cuore della Carnia nel comune di Prato Carnico (UD). Ma come le è venuta l’idea? 

Vivendo qui tra le Alpi ci capitava di frequentare altre famiglie, che abitavano in case di legno. Tutto è nato cinque anni fa da una domanda fatta, quasi per scherzo, a mia moglie Sarah: “Perché non ci facciamo una casa di legno?” Lei mi rispose:: “Ma cosa ce ne facciamo di una casa di legno qua in Val Pesarina (UD)?” Nella mia testa in quel preciso momento la casa l’avevo già costruita. L’ho subito chiamata “Casa di Legno Ecosostenibile”. Poi mi sono reso conto che “Casa”, “Legno” ed  “Ecosostenibile” erano tre contenitori completamente vuoti.

Cioè?

Ho iniziato a ricercare le informazioni necessarie per progettare la casa, facendo in modo che il legno utilizzato fosse sostenibile non solo da un punto di vista ambientale, ma anche in senso economico e sociale.

A quel punto?

Mi vennero in aiuto i miei studi di Ingegneria meccanica. Mi misi a lavoro. Al progetto ho dato il nome di SaDiLegno (www.sadilegno.it). “Sa” come Samuele e Sarah, “Di” come Diego e Diana (allora Pablo ancora non c’era). Volevamo andare a vivere in una casa di legno e impregnare la nostra vita della sua inconfondibile fragranza. Insieme, abbiamo seguito tutte le fasi della costruzione: dal legno-pianta al legno-casa, all’arredamento, alla biomassa.

Qual è stata la reazione dei cittadini della Val Pesarina alla sua idea?

La reazione che mi ha colpito più di ogni altra è stata quella di alcuni abitanti della valle che mi prendevano per pazzo, perché volevo costruire la mia casa, utilizzando legname di quella stessa valle. Ho fatto delle indagini ed ho scoperto, invece, che erano tanti gli esempi di strutture di legno, costruite già nel 1800 e che oggi si possano ancora toccare ed ammirare. 

Cosa pensò in quel momento?

Cominciai a chiedermi che tipo di trattamenti chimici avessero fatto al legno nel 1800, per farlo durare fino ad oggi. Parlai con chi veramente sa di legno. Decisi di ripercorrere quel sentiero, tramandato da generazioni in generazioni e che oggi, troppo spesso, viene messo da parte per tanti svariati motivi.

E quindi?

Pensai non solo a costruire la mia casa. Ma a fare della realizzazione di strutture in legno la mia nuova attività.

Torniamo alla sua casa!

La casa è stata costruita alla fine del 2009, ma avevo cominciato nel 2007, quando il dottore forestale andò nel bosco a scegliere le 43 legno-pianta, utilizzate poi nel progetto. Non perché tante ne reclamasse la casa, ma perché tante ne concedeva quel bosco per rinnovarsi in maniera naturale. http://www.sadilegno.it/blog_sa_di_legno.htm?v_lingua=ITA&v_menu_lista=METOP-M0006&v_pagina_da_vis=VID_120207.

Chi  l’ha aiutata?

Sono stati tanti gli “aiutanti”. Ognuno con il suo know how, necessario a trasformare 43 legno-pianta, senza far mai perdere al legno la sua natura. Come non ricordare il dottore forestale, il boscaiolo, i progettisti dei calcoli strutturali, il trasportatore, i falegnami e carpentieri? Ho realizzato un video che racconta come tutto ciò sia stato possibile

http://www.sadilegno.it/blog_sa_di_legno.htm?v_lingua=ITA&v_menu_lista=METOP-M0006

Quanto le è costato realizzare il suo sogno?

Le rispondo solo se mi sa dire qual è il risparmio che ho generato alle generazioni future per aver deciso di utilizzare legname ed imprese locali, riducendo al minimo l’impatto ambientale e dimostrando, attraverso uno studio svolto in collaborazione con l’ENEA di Bologna, la sostenibilità ambientale del legno utilizzato.

I 43 fusti sono stati reimpiantati?

Esistono degli standard internazionali, che stabiliscono i criteri per una corretta gestione delle foreste. Corretta nel senso di sostenibile per l’ambiente, l’economia e la società. Il più diffuso al mondo tra questi criteri è il PEFC (www.pefc.it). I boschi, da cui ho prelevato le 43 legno-pianta, sono gestiti secondo questi standard. Togliere una pianta di grande dimensione da un bosco permette alla luce di raggiungere le piccole piantine, che possono così iniziare la loro corsa verso il cielo. Prima di procedere all’abbattimento delle piante, vengono fatte delle valutazioni.

Tipo?

Si studia quale può essere la ricrescita annuale di quel determinato bosco. La regola che si segue è una:  in un anno si può portar fuori da quel bosco meno della ricrescita avvenuta in quello stesso anno. Con il mio progetto le generazioni future avranno a disposizione un capitale boschivo superiore a quello che abbiamo noi oggi. E’ come se investissimo in banca un capitale di 100, che in un anno matura un interesse di 10. La regola che ci diamo è spendere meno di 10, così l’anno successivo il capitale che maturerà nuovi interessi, sarà più elevato.

Cos’altro è stato necessario per costruirla?  

La voce legno, comprensiva del montaggio e dell’arredamento interno, rappresenta solo il 30 % del costo totale. Le cito alcune delle voci di costo: fondazioni, materiali isolanti, pannelli fotovoltaici, teli traspiranti, viteria, infissi, argilla, ed altro.

Quanto è grande?

Sono 156 metri quadrati su due piani.

E’ calda d’inverno? E d’estate? 

Una casa non è calda d’inverno e fresca d’estate solo perché è fatta di legno. Il legno non è un materiale in grado di proteggerci dal caldo. Per questo devono essere adottati importanti accorgimenti durante la progettazione e la costruzione.

Cosa vuole dire?

Per avere queste caratteristiche un’abitazione deve essere fatta bene e avere un basso fabbisogno energetico. La mia casa è certificata “CasaClima B+” www.agenziacasaclima.it.

 Cioè?

Per essere riscaldata in inverno, con una temperatura di progetto di -10°C, ha bisogno di 43 kWh/m2anno. La casa è stata costruita e si riscalda senza l’uso di derivati del petrolio. Tenga presente che il 90% dell’edilizia residenziale presente sul territorio nazionale ha un fabbisogno di circa 150 kWh/m2anno.

Avendo una casa come la sua, si risparmia?

Beh, sì, perché ha un basso fabbisogno energetico. E questo dipende dalla grande quantità di materiale isolante utilizzato e da particolari accorgimenti nella fase di costruzione. Grazie al tetto fotovoltaico è il secondo anno consecutivo che il bilancio di gestione della casa ha il segno positivo. Per darle un’idea, il costo della legna necessaria a riscaldare per tutto l’inverno la casa è circa 600 euro.

 Ci sono altre case come la sua?

 No, non esistono case come la mia, perché è “unica”. E sa perché? Io posso raccontare il viaggio “unico” che hanno compiuto quelle 43 legno piante, che, come ogni essere vivente, sono “uniche”. Quando si decide di utilizzare il legno, è indispensabile avere la possibilità di osservarlo quando è ancora sotto forma di pianta, conoscerne il momento dell’abbattimento e tutte le sue lavorazioni.

Sulla sua avventura ha scritto un libro.

Sì, perché certe imprese si possono raccontare solo attraverso un libro. Ne è nato “Come ho costruito la mia casa di legno” (Compagnia delle Foreste, disponibile anche sul sito www.sadilegno.it ).  All’ interno, le parole dello scrittore Mauro Corona: “Anche nell’uomo ci sono gli anelli degli anni che lo circondano decretandone età e patimenti. L’umanità non dovrebbe mai allontanarsi dal bosco perché s’allontana da se stessa. Se non lo ha vicino dovrebbe almeno pensarlo. Ecco perché ammiro la scelta coraggiosa e intelligente di Samuele Giacometti che un giorno decide di costruirsi una casa di legno ”

 Anche la sua vita ora sa di legno? 

La mia vita e quella dei miei famigliari sa di legno, perché questa è la materia che ci circonda quando viviamo la nostra vita quotidiana. Il legno utilizzato nelle pareti, nei pavimenti e nei mobili delle camere da letto non è assolutamente trattato. Tengo a sottolinearlo. Infatti non avrebbe senso mettere una “pellicola protettiva” sul legno, altrimenti si creerebbe una sorta di barriera fra i nostri sensi e le straordinarie sensazioni che solo la materia prima legno è in grado di trasmetterci. Un giorno ho letto questa frase “ Il legno lo fa Dio, la plastica e il cemento armato – perbacco – li posso fare anch’io”. Ma la mia vita sa di legno ancora di più perché ora mi dedico a tempo pieno alla promozione di SaDiLegno e non lavoro più per le aziende. In altre parole sto investendo tutto quello che ho su questo progetto, perché è ciò in cui credo con tutto me stesso.

Alla fine, pensa sia stato tanto faticoso realizzare il suo sogno?

Per realizzare il sogno sono stati “sufficienti”: la mia determinazione, la mia formazione scolastica e quella lavorativa, una buona disponibilità economica, il mutuo chiesto ad una banca, che dovrò pagare per i prossimi 30 anni, avere al mio fianco una grande donna e soprattutto, un pensiero: il mondo che voglio consegnare ai miei figli. Ora però il progetto deve andare avanti.

Come?

SaDiLegno® è un marchio registrato. E rappresenta una rete di saperi, capaci di trasformare il legno in case, arredamento, strumenti musicali e sculture. In altre parole è la dimostrazione di come sia possibile modificare gli oggetti che produciamo e l’uso che ne facciamo in sintonia  con la vita. La nostra e quella delle generazioni future. Questa fase è quella  più difficile da superare.

Però, la fatica è stata ricompensata. Giusto?

Sì, SaDiLegno è stato premiato lo scorso 22 novembre 2011 dal PEFC Italia ( www.pefc.it) con il Best Practice 2011. Questo è solo l’ultimo di una lunga serie di importanti riconoscimenti attribuiti nel 2010 a questo progetto, tra i quali, il patrocinio dell’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria), la prima certificazione di progetto PEFC in Italia, terzo caso nel mondo, i premi CasaClima Award e la Bandiera Verde di Legambiente.

Ma la sua casa di legno ecosostenibile non è per le tasche di tutti. E’ così?

Direi una fesseria, se rispondessi si. Oggi non tutti si possono permettere una casa come la mia, non perché fatta di legno, ma perché parliamo, comunque, del top dell’edilizia residenziale.

                                                                                                                            Cinzia Ficco

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