Nella battaglia dei clic ha vinto lei. Un nome quasi sconosciuto, un piccolo editore. Nessun premio, ma una grande soddisfazione. Scrivere è sempre stato il suo sogno. Sin da ragazzina. Però, Vittoria Coppola, nata nell’ 84 a Casarano (Lecce), una laura in Lingue e Letterature Straniere, non avrebbe mai immaginato che il suo secondo romanzo (il primo è stato “Fino all’altra fermata”, pubblicato dalla casa editrice Albatros – Il Filo) si sarebbe aggiudicato il primo posto nell’annuale sondaggio promosso da “Billy”, la rubrica letteraria del Tg 1.
“Gli occhi di mia figlia – questo il titolo del libro apprezzato molto dallo stesso Bruno Luverà, conduttore della rubrica Billy, ha racimolato il 28 per cento delle migliaia di preferenze, espresse in totale da lettori e appassionati. E’ stato più votato de “Il silenzio dell’onda” di Gianrico Carofiglio, de “La grande festa” di Dacia Maraini e del “Poco o niente” di Giampaolo Pansa, per citarne solo alcuni.
Da piccola Vittoria aveva due sogni: diventare una scrittrice di romanzi e conoscere dal vivo i giocatori della Juventus, in particolare Alessandro Del Piero. A coronare il primo, è riuscita. Aspetta di veder realizzato il secondo. Ma l’esito del concorso la riempie di gioia. Perché? Si pensi che l’anno scorso nello stesso sondaggio ha trionfato “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, che per il romanzo, edito da Mondadori ha anche vinto il premio Strega. Ma a cosa attribuire l’alto gradimento? Possibile che abbiano fatto tutto il tam tam mediatico e la grande abilità di Vittoria di autopromuoversi?
“Le ragioni per cui – dice- in un concorso -sondaggio, si possa sostenere un libro piuttosto che un altro, possono essere tantissime. Io stessa, non avendo ancora letto nessuno dei libri in gara, avrei comunque votato, preferendo un autore o un’autrice, dopo aver letto qualche recensione o commento convincenti. Oppure, avrei seguito l’istinto. O, ancora, mi sarei fatta prendere dall’entusiasmo di vedere vincere una donna, o un uomo della mia terra (vedi Carofiglio). Quel che credo è che il concorso on line sia stato una meravigliosa occasione di partecipazione alla cultura, in una forma innovativa, moderna. Nulla di più semplice e bello. Io e le persone che lavorano per la mia Casa Editrice http://www.lupoeditore.it/lupo/ abbiamo promosso il romanzo anche sul web, in modo naturale. Le pagine dedicate alla lettura sono tantissime. Il romanzo è stato notato dai giornalisti, è stato valutato, ha riscosso interesse, emozionando chi lo ha letto. Non amo parlare di me, preferisco essere sempre un passo indietro rispetto alle mie pagine”.
Una tipa tosta? “Sono una ragazza normalissima – replica – che lavora e conserva in sé la speranza di arrivare al cuore delle persone con le sue storie. Il mio romanzo non è autobiografico, ma, pur non raccontando la mia, di vita, parla di sentimenti comuni a molti. La maternità, anche quella negata. Il rapporto complesso tra un padre ed una figlia. L’amore tra due giovani, desiderosi di realizzarsi nella vita. Storie di sentimenti, di persone fragili. Di coraggio di vivere l’amore nella verità. Ho scritto Gli occhi di mia figlia in inverno, come solitamente faccio, con l’intento di pubblicarlo. Il mio manoscritto è stato rifiutato da alcuni, come è normale che sia. Ho rivisto le mie pagine, ho corretto gli errori ed ho perseverato. Sono testarda e determinata. L’affermazione come scrittrice arriverà solo con l’umiltà e la determinazione, che spero mi accompagnino sempre”.
Cosa farà tra qualche anno? “La mia vita continuerà normalmente – dice- farò ciò che faccio ora, continuando a scrivere per emozionare. Nel mio futuro vorrò avere una vita fatta di affetto, arricchita dai miei libri, se il lettore li sceglierà. Continuerò a leggere ciò che preferisco da sempre, i romanzi. La lettura aiuta molto la scrittura. Leggerò Musso, ‘La ragazza di carta’ mi ha entusiasmato e comprerò presto i libri della Mazzantini: mi ispira “fiducia”, è una questione di empatia. Leggo critiche entusiastiche nei confronti del suo modo di scrivere, mi fido del parere delle mie amiche, che la conoscono bene come autrice. Mi piace il suo modo di parlare al lettore. Visto? Anch’io sceglierò i suoi libri per motivi semplici, nulla di straordinario”.
Dunque, con Vittoria anche l’editore Lupo ha sfidato colossi come Rizzoli, Mondadori, Bompiani ed Einaudi. È accaduto l’impossibile: Vittoria Coppola e Cosimo Lupo hanno trionfato contro ogni pronostico. Adesso, per la casa editrice e l’autrice si aprono nuovi scenari: il romanzo è pronto per essere stampato in diecimila copie, caso unico nella storia ventennale della casa editrice e per approdare, distribuito da Messaggerie, negli scaffali delle librerie di tutta Italia.
Cinzia Ficco
Commenti
0 commenti