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Simone l' eretico e quel libro segreto di Gesù

Si definisce un biblista eretico. Le sue teorie stanno facendo discutere parecchio qualche testa d’uovo all’ interno della Chiesa e lasciando “indifferenti” gli scienziati.

Ma lui non si arrende e continua a portare in giro per l’Italia il suo ultimo lavoro: “Il libro segreto di Gesù”, edito da Newton Compton.

Si tratta di Simone Venturini, nato a Fano nel’66, oggi Officiale dell’Archivio Segreto Vaticano e docente di Esegesi del Pentateuco alla Pontificia Università della Santa Croce di Roma, ex Direttore della Biblioteca della Pontificia Università Lateranense, che ha raccolto e divulgato, appunto in un testo, i risultati di studi condotti su documenti solitamente trascurati dalla ricerca biblica.

“L’idea di scrivere un testo un tantino polemico – fa capire – è nata dal desiderio di andare incontro alle domande della gente. Ho cercato di dare risposte con parole semplici e chiare e non con i soliti paroloni delle teste d’uovo di turno”.

Quanti e quali documenti ha utilizzato?

Mi sono servito di tutti quei documenti e reperti, che solitamente vengono trascurati dalla ricerca biblica. Per esempio, la cosiddetta “rivelazione di Gabriele”, un testo ebraico del 4 secolo a.C., scritto su pietra e che testimonierebbe come le profezie di Gesù non siano delle invenzioni dei primi cristiani, bensì autenticamente pronunciate da lui durante la sua vita.

Qual è la teoria raccolta nel suo libro?
Il mio libro cerca di far capire che certi argomenti – come quelli che toccano la vita e la morte – non si affrontano solo con la testa, ma anche col cuore.
Fin qui, nulla di nuovo!

Concretamente, affermo che la morte di Gesù non è il punto fermo della sua storia, ma l’inizio di un viaggio oltre i confini della morte. Un viaggio che anche noi potremmo fare un giorno. Per alcuni versi, la mia è una ricerca del tutto originale, soprattutto nell’ultima parte, in cui cerco di capire cosa potrebbe accaderci subito dopo la morte.

Il testo è originale nello stile!
Sì, poiché rinuncio senza indugio a qualsiasi termine di difficile comprensione o che odori di clericalismo.

Lei dice: “Per capire cosa sia accaduto dentro la tomba di Gesù non occorre pensare ad una inverosimile sospensione delle leggi fisiche, quanto piuttosto ad una straordinaria concomitanza di innumerevoli fenomeni fisici, retti da leggi che solo in minima parte riusciamo a spiegare”. 

Cosa vuole far intendere? 

Il soprannaturale, così come viene ingenuamente concepito da molti, sembra coincidere con una sospensione delle leggi naturali. Se, però, queste leggi sono state create da Dio, perché avrebbe dovuto sospenderle?

E quindi?

Ritengo che sia cosa molto più sensata dire che Dio, avendo creato il cosmo e tutte le leggi che lo regolano, possa in qualche misterioso modo concorrere alla produzione di qualche evento nella storia. Un evento straordinario non perché contraddice le leggi da Dio stabilite, ma perché supera la nostra concezione di soprannaturale.

Ci spieghi meglio. In sostanza cosa contesta di quello che ci hanno sempre fatto credere?
Ciò che voglio chiaramente contestare è il minimalismo e il riduzionismo di alcuni approcci alla figura storica di Gesù.
E cioè?

In nome di un presunto oggettivo interesse storico, si finisce, invece, per ingabbiare Gesù dentro uno schema di lettura altamente pregiudiziale, poiché inficiato di preconcetti razionalisti e nichilisti. Secondo me, quando si parla di Gesù, occorre essere chiari e dire qual è l’impostazione che si segue.

In sintesi?

Un conto è studiare la figura storica di Gesù da agnostici, un conto è farlo da persone credenti, basta dirlo! Dai primi ci si aspetterà che Gesù sia trattato come una figura storica accanto alle altre, dai secondi, invece, ci si aspetterà che di Gesù si prendano in esame anche le sue caratteristiche non umane, come, per esempio, la resurrezione dai morti.

Veniamo alle sue teorie, relative a quello che sarebbe successo nella tomba di Gesù e nei tre giorni successivi al 7 aprile dopo Cristo.

Ritengo che – sulla base dell’indagine – dal corpo senza vita di Gesù si sia sprigionata una luce simile all’ ultravioletto e di natura pulsante, forse per un tempo infinitesimale. Il corpo di Gesù si sarebbe trasformato in quella stessa luce ed avrebbe attraversato, senza scomporli dalla loro posizione, i tessuti di lino che lo avvolgevano. Qualcosa di simile accadde durante la trasfigurazione, quando Gesù apparve agli apostoli sotto forma di una luce intensa, che attraversava i suoi vestiti, rendendoli sfolgoranti. Ma rimando al libro.

E noi cosa dovremmo aspettarci dopo la nostre morte? Come potremmo immaginare il mondo che verrà?

Nessuno può rispondere alla tremenda questione legata al nostro destino post-mortem, se con esso intendiamo la nostra destinazione finale, che per i cattolici si chiama inferno, paradiso, purgatorio. Se, invece, vogliamo sapere qualcosa di cosa potrebbe accadere in prossimità del momento più tragico della nostra vita, la questione è diversa. Nel mio libro parlo delle cosiddette “esperienze pre-morte”, la cui fenomenologia fa ormai discutere scienziati dei più diversi settori.

Ci sarà un post mortem diverso a seconda che si sia credenti o agnostici?

Se esiste una differenziazione tra gli uomini, questa avviene già su questa terra. La coscienza, infatti, può trovarsi già su questa terra in una condizione di “inferno” o “paradiso”, a seconda di ciò che di male o di bene avremmo fatto durante la vita.

A proposito delle esperienze di premorte, c’è da credere a chi sente voci, presenze di persone scomparse? Anche a distanza di anni dalla morte?

Qui dobbiamo affidarci alle parole degli esorcisti, i quali dicono che non è possibile in linea generale la comunicazione tra i vivi e i morti. Tuttavia, in alcuni casi assai particolari il mondo del male può manifestarsi in qualche modo anche nel mondo umano, sempre col permesso di Dio. Le voci o altri tipi di fenomeni derivano proprio da qui.

Come hanno reagito gli scienziati al suo libro e alle tue teorie?

Col più grande disinteresse, solo perché ho pubblicato le mie ricerche con una casa editrice che non è “scientifica”. Se avessi consegnato il mio manoscritto ad una casa editrice cattolica gli scienziati non l’avrebbero neppure preso in considerazione, a causa della sua presa di posizione a favore della storicità dei vangeli e del tentativo di capire in cosa consistette la resurrezione di Gesù. Sembra strano, ma è proprio così! Tuttavia, l’interesse per il mio libro sta sorprendentemente crescendo, ogni mese di più.

Come fa a dimostrare la scientificità delle sue teorie agli agnostici?

Facendo fare loro un percorso che lascia liberi alla fine di decidere se accettare le mie argomentazioni oppure no.

La reazione che l’ ha più infastidita?

Quella di un sacerdote durante la mia prima presentazione nel mio paese natale, Rosciano di Fano. Disse che, secondo lui, avevo detto troppo sulla resurrezione Gesù. Secondo me, invece, si dice troppo poco, come giustamente osservò Adriano Celentano al Festival di Sanremo. Personalmente, aveva perfettamente ragione: i preti parlano troppo poco di ciò che invece interessa enormemente almeno chi va in Chiesa, sapere cioè cosa sarà di noi dopo la morte.

Forse anche per  i sacerdoti è difficile immaginarlo! E la Chiesa, in genere, come ha preso il suo libro? La sua teoria si discosta in qualche modo da quella ufficiale?

Amo definirmi un biblista eretico. Non perché le mie posizioni siano contro la Chiesa, anzi personalmente sono credente, praticante e cerco sempre di partire da ciò che per duemila anni è stato detto su Gesù. Sono un biblista eretico, perché mai nessun biblista o teologo accetterebbe di prendere come argomenti probanti le esperienze pre-morte o gli studi sull’immagine sindonica. Non voglio svelare altro. 

Fede e ragione alla fine possono incontrarsi?

La fede è la premessa perché la ragione possa trovare ciò che veramente cerca, soprattutto nel settore della teologia o delle scienze bibliche.

Lei lavora presso l’archivio del Vaticano. Il mistero su cui vorrebbe indagare e scrivere in futuro?

Sulle profezie di Fatima, cosa che tra l’altro sto già facendo. A mio avviso, il terzo segreto di Fatima, rivelato da Giovanni Paolo II nel Duemila non si è ancora realizzato.

Ovvio, non possiamo andare oltre. Ultima curiosità: l’archivio del Vaticano è accessibile a tutti? Ci sono parti dell’archivio coperti dal segreto di Stato (Vaticano)?

L’Archivio Segreto Vaticano è accessibile a tutti, purché in possesso di laurea. La documentazione è aperta fino al pontificato di Pio XI.

                                                                                                                           Cinzia Ficco
 

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Written by Cinzia Ficco

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