Diventare un punto di riferimento per africani residenti nel Belpaese e italiani affetti da mal d’Africa. Questo è sempre stato il suo sogno. E in parte Alessandro, nato a Parma nel ’70, con un diploma di scuola superiore, l’ha realizzato. Dodici anni fa ha fondato l’Associazione In.Africa, da cui è nato un sito www.inafrica.it, di cui è responsabile.
“L’amore per quella terra – spiega – è sempre stato dentro di me, sin da bambino. Non ne ho mai capito la motivazione. La nostalgia mi ha preso prima di conoscere mia moglie, dopo aver lavorato in un centro d’accoglienza per ragazze madri africane. Forse, per carattere mi sento più vicino agli africani, che ai miei connazionali. Sono pacifico come loro. Non so, ma l’attrazione è forte. Da qui l’idea di far conoscere l’Africa e gli africani in Italia e diventare per i miei cugini più poveri un punto di riferimento concreto. L’Africa è un continente ricco di risorse, nonostante abbia mille problemi, legati alle guerre e alle difficoltà economiche. Penso, però, che piano – piano quella terra riuscirà a smarcarsi dalle altre nazioni e a recuperare la sua dignità. Ci vorranno tempo, pazienza e calma. Da millenni quel continente è abituato ai soprusi. Ma sono sicuro, il riscatto arriverà”.
Che cosa è, di preciso InAfrica.it? “Un tam-tam dei popoli africani in Italia – replica Alessandro – un tam-tam ricco di colori, che racconta l’Africa, la sua gente, la sua cultura, le sue tradizioni. Tutti possono intervenire sul nostro sito con informazioni relative ad eventi che riguardano quel continente e che si svolgono in Italia. Grazie all’ entusiasmo e all’ impegno di alcuni iscritti, l’associazione sta portando avanti il “Progetto Africa” per aiutare i bambini e i ragazzi del Congo. In.Africa.it non vuole essere un portale dedicato solo al turismo, ne esistono tanti. Si propone come una guida per quelli che hanno questo Paese nel cuore. Infatti nel sito si trovano indirizzi di ristoranti, market, artisti africani. Il sito, vuole essere, insomma, un punto di riferimento per gli africani residenti in Italia, che intendono promuovere la propria attività e far conoscere e capire la loro cultura. Siamo per questo un polo di sostegno e informazioni importante sia per i privati, che cercano informazioni generali, sia per associazioni ed enti, che vogliano organizzare feste multietniche e seminari, ma anche per giornalisti radiofonici e televisivi. Cerchiamo di renderci utili, rispondendo puntuali alle e–mail, che arrivano ogni giorno in grandi quantità. Non è facile. Occorrono grande impegno, organizzazione e pazienza. Ma andiamo avanti. Non siamo perfetti, specialmente quando al posto della pagina del sito appaiono quelle bianche con la scritta “Not found”, o quando ogni tanto la elle zoppica. Ma non crediamo siano questi gli intoppi per fermarci. Il sito è utile. Ne siamo convinti. A poco a poco facciamo tanto. Come dice un proverbio africano: Ogni piccola unità aiuta a far aumentare la quantità”.
L’ associazione non è politica e nemmeno religiosa. “Semplicemente – aggiunge – ci tengono insieme l’amore per il popolo africano e il desiderio di aiutarlo. Non riceviamo fondi governativi/europei. Ma solo contributi volontari da cittadini, imprese e associazioni. Per questo cerchiamo di tenere bassi i costi di gestione dei progetti e della stessa associazione. Utilizziamo al meglio ciò che ricaviamo dalla vendita di oggetti artigianali. La sede di In.Africa ci è stata messa a disposizione da un volontario”. 
InAfrica.it in questo momento sta aiutando i bambini e i ragazzi del Congo (Bukavu) attraverso la vendita di oggetti artigianali e disegni realizzati dai ragazzi africani.
“Vogliamo sostenere – ancora Alessandro – il progetto di Suor Meuccia, che vive e lavora in Congo da quindici anni. La suora assiste e lavora in un collegio di bambini/ragazzi senza famiglia, portatori di handicap. Bambini con mille problemi, dove la guerra non ha fine. Obiettivo del collegio è far studiare i bambini, dare ai ragazzi un’ istruzione e magari un’occupazione. Suor Meuccia dice sempre: “Non dare un pesce, ma insegna a pescare”.
I soldi che InAfrica ricava, vendendo prodotti artigianali del laboratorio di Bukavu e di quelli creati dall’associazione, vengono usati per comprare libri, quaderni, pagare la tassa della scuola (perché le scuole statali non funzionano) e acquistare attrezzature da lavoro (macchine da cucire). Tutti gli incassi delle vendite e delle donazioni vengono donati direttamente alla suora.
“Si può aiutare il popolo africano – dichiara ancora Alessandro – in tanti modi: spedendo materiale scolastico, vestiti e tutto quello che non si usa più e che può essere utile lì. Il materiale viene raggruppato e spedito solo una volta, perché i costi di trasporto sono elevati. Cerchiamo un aiuto economico anche per acquistare materiali ospedalieri, medicine, carrozzelle ( http://www.inafrica.it/progetto/testo.htmlI)
In futuro? L’associazione è in fermento per una nuova iniziativa in Burundi. “Il nostro obiettivo a media scadenza – fa sapere – è costruire un collegio di bambini e ragazzi disagiati, rimasti senza genitori o che non hanno nessuno che li accudisca. In molti Paesi africani ci sono tanti orfani per via delle guerre. Spesso si tratta di bimbi abbandonati dalle proprie famiglie per la grande povertà. Quella vera, che rende tristi le persone. Per quanta si possa averne vista prima, non ci si abitua mai. Da parecchi anni un numero sempre maggiore di minori vive e consuma per strada la propria esistenza, garantendosi la sopravivenza con l’accattonaggio, il furto e la prostituzione. Lasciare questi bambini senza libri, strumenti di formazione e informazione vuol dire far crescere cittadini inconsapevoli. Abbandonare la gente nell ’ignoranza è sempre stato il sistema migliore e più economico per tenerla nell’oppressione. Il progetto che abbiamo in mente non si ferma ad un centro per bambini. Vorremmo creare una cooperativa di lavoro, che permetta al centro di autofinanziarsi e ai bambini e ragazzi di sentirsi utili ed impegnati. Insomma, desideriamo che queste persone diventino autonome, imparino a farcela da sole. Mi sembra che anche da parte loro ci sia questa volontà. Per il progetto, che chiameremo HABANA (bambino in lingua kirundi burundese), stiamo cercando persone da inserire nella cooperativa, che dovranno guadagnarsi da vivere e autofinanziare il centro con la vendita dei prodotti al mercato locale. Se quest’anno non ci saranno problemi, organizzeremo un viaggio con tutte le persone che vorranno sostenere il progetto. Si partirà ad agosto e si rimarrà per un mese”.
Cinzia Ficco
Per info ASSOCIAZIONE INAFRICA
VIA LEONARDO DA VINCI, 6
430554 MEZZANI (PARMA)
Alessandro Delcanale (responsabile sito e associazione)
Email: info@inafrica.it
Website: www.inAfrica.it
DATI GENERALI DEL SITO
– Nascita del sito e associazione: 2000
– Visite mensili da 45.000 a 54.000 con una media di 1.500-1.800 visitatori il giorno.
– Circa 200 mila pagine viste il mese.
– Iscritti giornalieri 4/5 sui vari servizi del sito.
– Nazionalità dei visitatori – 10/15% africana. Il resto italiana.
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