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Boggian: "L'uomo può ciò che vuole"

Folgorato da Leon Battista Alberti, Nicolò Boggian, milanese, 33 anni, ha messo in piedi con alcuni imprenditori un Forum della Meritocrazia ed una Notte dedicata ai talenti italiani, che si è svolta a Milano qualche settimana fa. Obiettivo: dare una scossa alla classe dirigente italiana e ai cervelloni sprecati del Belpaese che, stanchi di cercare un lavoro dignitoso, hanno intenzione di trasferirsi all’ estero.

“Sì – fa capire Boggian- è stato l’architetto, matematico e scrittore del Rinascimento italiano ad ispirarmi. Ed in particolare una sua frase: L’uomo può ciò che vuole. E così sono partiti questi due progetti. Che, spero, riescano a trasmettere speranza e voglia di non mollare a tanti giovani italiani, lasciati ai margini”.

Ma cos’è il Forum della Meritocrazia?  E quando è nato?

Il forum è un associazione no profit, che sostiene il valore della meritocrazia come fondamentale per il nostro Paese. E’ nato sei mesi fa, è stato registrato ufficialmente all’Agenzia delle Entrate a marzo.

Chi sono gli iscritti e quanti sono?

Gli iscritti del forum sono giovani, manager, donne ed esponenti della società civile. Abbiamo raggiunto qualche decina di migliaia di iscritti, ma stiamo crescendo rapidamente.

L’obiettivo del Forum?

Creare una vera cultura del merito in Italia.

Cosa fa di concreto il Forum, perché l’Italia si trasformi in un Paese meritocratico?

Stiamo facendo innanzitutto un’opera di diffusione culturale. Oltre a questo premiamo ed aiutiamo i casi di successo ad essere conosciuti e stiamo lavorando su alcuni progetti, come la certificazione del merito e il rapporto annuale sulla meritocrazia. Incoraggiamo inoltre con incontri costanti le imprese e le istituzioni a comportarsi in modo corretto. Attento ai talenti.

Che senso ha in Italia un Forum di questo genere?

 Molto senso. Siamo uno Stato giovane, in cui manca un sano confronto su questo tema e dove si fa fatica a creare una fiducia collettiva e un altruismo, che va a beneficio di tutti.

Meritocrazia: quale il Paese a cui l’Italia dovrebbe guardare?

Gli Stati Uniti e gli altri Paesi anglosassoni sono sicuramente quelli che premiano di più i giovani, i talenti e si muovono contro i diritti acquisiti.

Se l’Italia non è un Paese meritocratico la colpa di chi è?

Sarebbe semplice dare la colpa a qualcuno in particolare, ma non è così. La “colpa” è di tutti noi. Certo, chi ha più visibilità ha la responsabilità di dare l’esempio, cosa che spesso non succede.

Chi vorrebbe coinvolgere nel Forum, e che magari ha in qualche modo interpellato, ma non ha mai aderito? I sindacati? Il ministro Fornero? Il presidente di Confindustria? E lo studio della riforma del mercato del lavoro è nell’agenda del Forum? 

Abbiamo un dialogo costante con tutte le istituzioni citate. Speriamo di far crescere tramite il consenso popolare il nostro status e la nostra credibilità in modo da incidere di più sulle scelte e nel dibattito pubblico.

Quali sono i talenti che vengono esclusi dal mondo del lavoro?

I giovani ed è un vero peccato. Sono molto più istruiti e talentuosi, in media. Anche gli over 50 e le donne sono in difficoltà.  I primi per un mercato del lavoro che funziona male, le seconde, perché la famiglia non si adatta alla nuova società emergente.

Proviamo a quantificare i costi di tale spreco.

I costi sono pesantissimi.  E soprattutto non sono individuali, ma spalmati su tutta la società. Abravanel su questo è molto chiaro. Pensiamo ai danni di una selezione sbagliata, che premia gli incapaci!

E veniamo alla Notte dei talenti. E’ un’iniziativa originale?

La Notte dei talenti in sé non è originale, se non per il fatto che è stata organizzata da un gruppo di cittadini e perché ha premiato persone “straordinariamente normali”, solo  per dare l’esempio, non per scoraggiare chi non ce la fa. Siamo stati bravi, ma non ci montiamo la testa.

Consigli ai talenti ignorati: meglio continuare, sbattere la testa qui in Italia o andare via?

Diciamo ai giovani di restare, ma di credere di più in se stessi e ragionare con la propria testa.

Le cose cambieranno o la tendenza ad ignorare il merito è nel Dna degli italiani? E quale il settore in cui gli incapaci tolgono il posto ai talenti?

La pubblica amministrazione. Noi speriamo di cambiare l’Italia. Sapete cosa succede quando si desidera molto una cosa? La si ottiene!!!

Mi fa l’esempio di qualche talento italiano da sdoganare?

Matteo Achilli, 20 anni, romano, studente alla Bocconi. Qualcuno lo chiama lo “Zuckerberg italiano”, perché da due mesi ha fondato Egomnia, un social-professional network che collega laureati e laureandi (già oltre 3 mila iscritti) con le aziende (oggi una trentina) alle quali fornisce un parametro unico per giudicare le capacità dei singoli. Davide Cattaneo, che amava il circo molto più dell’azienda di materie plastiche del padre. Oggi ha 36 anni ma quando ne aveva 21 ha trasformato l’impresa nel primo marchio italiano di progettazione e produzione di attrezzi da giocoleria, fino a farlo affermare in tutto il mondo.

E ancora?

Valeria Raìs,  nel 2008, a 33 anni è diventata direttore risorse umane CBs Outdoor, che commercializza spazi pubblicitari su treni e stazioni. Ha iniziato laureandosi con lode in Giurisprudenza, si è specializzata in scienze dell’organizzazione e poi è diventata in poco tempo responsabile del personale in Agusta Westland.

                                                                                                                                                                                                                            Cinzia Ficco

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Written by Cinzia Ficco

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