“Che cos’hai che non va? Niente che tu non possa sistemare”
Raymond Chandler
Pensare alla vita non è un buon modo per affrontarla, perché, come diceva Henry Miller “lo scopo della vita è vivere”. Vivendo in modo pieno sarà più facile farlo. E, soprattutto, più naturale.
Certo, non si può scegliere quello che ci capita e il mondo non è esattamente un paradiso abitato da angeli. Anzi, il più delle volte sembra un inferno. Però possiamo imparare a scegliere come vivere. Quindi, individuare non un’uscita, ma una strada per conciliare il giorno e la notte della nostra esistenza.
Una guida può essere un libro, che mi è capitato di leggere di recente,
scritto da Davide Mosca, romanziere e saggista, intitolato Più sicuri di sé con Raymond Chandler, pubblicato da Chiarelettere. Poco più di cento pagine, a volte ironiche, che contengono un decalogo: Il decalogo di Chandler lo scrittore, il papà di Philipp Marlowe, “il cavaliere errante che attraversa la città degli angeli o dei diavoli sulla sua vettura sgangherata, con un completo elegante e l’aria da duro, una bocca e un cuore fuori norma, sempre pronto a cacciarsi nei guai per tirar fuori un amico”.
Dieci piccole lezioni, o meglio suggerimenti, che molti forse già praticano, ma che ogni tanto faremmo bene a ripassare, soprattutto perché vengono da un uomo vissuto e sfigato come Chandler.
Chandeler non pensa positivo e la sua non è una visione consolatoria. Quello che ci dice è che i problemi non vengono per punirci. Bisogna solo imparare ad attraversarli, così come fa Marlowe, il poliziotto dalla insicurezza indecisa, che ha capito come trasformare la sua esistenza e la sua missione in un piacevole gioco di freno e frizione.
Marlowe è l’alter ego di Chandler, uno che ha pubblicato il suo primo romanzo a quaranta anni, è stato disoccupato per un lungo periodo, licenziato per alcolismo e insubordinazione e che, in seguito ad una profonda depressione, si è fatto qualche anno in una clinica psichiatrica.
Non svelerò tutti e dieci i consigli di Chandler- Marlowe racchiusi nel libriccino. Vi dirò solo che per i due una cosa è importante: comprendere che la vita cambia solo quando mettiamo piede sul nostro terreno ideale. Come lo troviamo? Seguendo Marlow- Chandler, la bussola starebbe dentro di noi ed è l’istinto, inteso come facoltà di ascoltare e accogliere i messaggi dell’inconscio che sa più cose sul nostro conto di quante noi potremmo mai scoprirne in dieci vite. Istinto come lato ombra, perché la ragione spesso non è sufficiente. E le circostanze esterne spesso fanno da richiamo, da catalizzatore delle nostre energie più profonde.
“Le zone ombra più sorprendenti – si legge a pagine 29 – sono quelle che Jung chiamava coincidenze significative”. Una su tutte? Pensi a una persona e la incontri. E poi i sogni.
Il suggerimento è quindi abbandonarsi alle proprie energie nascoste. Per i due è inutile resistere al proprio carattere, meglio cogliere gli stati d’animo, le sensazioni così come vengono a trovarci, guardare il proprio mondo, la propria imperfezione, aspettare senza ansia le mosse della nostra anima, che sono rivelatrici.
Per questo l’eroe di Chandler non poteva che essere uno come Marlowe, non un essere sovrumano, dotato di superpoteri, ma uno che ha “preso coscienza di vivere abitato da energie profonde, le vere forze della vita”.
Se riuscissimo davvero ad ascoltarle e assecondarle, non avremmo più paura di dire a volte: le storie finiscono, la storia continua.
F.C.

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