in ,

Jazz, da Avellino a Boston. La storia di Carmine Ioanna

“Sperimentare, battere strade alternative, provare a costruire un destino diverso in una terra in cui tutto sembra già stabilito: è quello che ho sempre fatto. Ma mi è costato tanto. Non ho mai desiderato tornare indietro, ma quando non hai l’appoggio di nessuno, ogni tanto cadi nello sconforto. Testardo, sono andato avanti, scontrandomi agli inizi anche con i miei genitori, che non capivano la mia scelta”.

A parlare è Carmine Ioanna, 30 anni, nato ad Avellino e vissuto a Ponteromito, una frazione del Comune di Nusco in Irpinia, una terra ricca di musica e tradizioni popolari dove, chi sogna di fare il musicista, passa per folle. Lui, pazzo evidentemente, ci ha provato. Ha iniziato a quattro anni con una mini fisarmonica, spinto da suo nonno e da alcuni suoi cugini. Ad otto anni si è esibito in pubblico. https://www.youtube.com/watch?v=nFoEAuvc7Zk

“Quel giorno – racconta –  ho capito che avrei fatto il musicista. Volevo crescere, aprirmi al mondo e portare il mio strumento oltre ogni limite. La realtà in cui sono cresciuto mi è diventata subito stretta. Nessuno, però, per tanto tempo è riuscito a capirmi. Per tutti ero solo uno fuori di testa”.

Ad 11 anni Carmine si iscrive al Conservatorio Cimarosa di Avellino alla classe di pianoforte, a 17 si trasferisce a Frosinone dove viene aperta la cattedra di fisarmonica al conservatorio Refice. Si diploma con il maestro Ranieri.  E’ stato in quel periodo che ha iniziato a tagliare il cordone che lo teneva legato ad Avellino.

“Ero stufo dell’indifferenza di tanti – spiega – Sai quante volte ho provato a proporre al Comune eventi musicali, anche economici? Non ho mai avuto risposte positive. Dalle mie parti si è convinti che investire sulla cultura sia solo uno spreco di tempo e soldi. E poi non lo nascondo, spesso mi sono scontrato anche con i miei genitori, che hanno provato a farmi cambiare idea. Con la musica, per loro, non si può campare. Per me la musica è sempre stata l’unica certezza della vita. Così sono andato via dall’Irpinia. Ho iniziato a suonare in ambienti diversi, sempre con il desiderio di sperimentare, sempre curioso e non solo nella musica. E’ arrivata la passione per il blues, poi per il soul e il jazz. Vivere di musica è tosto. Così per tanti anni ho suonato e lavorato come cameriere. Ho conosciuto finalmente persone che hanno apprezzato la mia musica ed è arrivato il mio momento”. Ce l’ha fatta.

Carmine ha ottenuto vari riconoscimenti sia come pianista che come fisarmonicista: tra i più importanti la borsa di studio al Berklee College of Music di Boston ai seminari di Umbria Jazz e la vittoria del concorso europeo di fisarmonica jazz a Campobasso con 100/100. Nel 2012 ha lavorato ai dischi “Il Pentagramma della memoria”, progetto musicale che ripercorre in chiave jazzistica la musica scritta nei campi di concentramento nazisti con Luca Aquino, alla tromba e Sergio Casale al sax e al flauto. Nel 2013 ha suonato sul disco “aQustico” (Tuk Music) di Luca Aquino. Oggi collabora con molti altri musicisti, tra i quali Pasquale Innarella (Hirpus duo), Denis Fattori (D.F. trio ) e Aldo Bassi (BassiIoanna duo), Antonello Salis e il rapper sudcoreano Loptimist. Loptimist feat Ioanna https://www.youtube.com/watch?v=JuAIDLiH7gM Con quest’ultimo tra breve inciderà un cd.

L’anno scorso ha pubblicato il nuovo album SOLO per la Bonsai Music con Luca Aquino alla tromba e Francesco Bearzatti al clarinetto.

“Ma il premio che mi ha reso davvero felice – aggiunge – me l’ha dato mia madre, una sera. Suonavo alla casa del Jazz di Roma. Ricordo che pianse per tutto il concerto perché in tanti gridavano il mio nome. Finalmente aveva capito pure lei. Oggi ho meno paura del futuro.  Di musica si può vivere, a patto che si faccia con leggerezza, come se fosse un gioco, senza ansia. Anche perché, l’ho sperimentato, tutto viene da sé”.

In questi giorni Carmine è al Conservatorio di Vigo in Spagna e tiene dei corsi di fisarmonica. http://www.carmineioanna.it/

                                                                                                                                                                                                Cinzia Ficco

 

 

 

Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Commenti

0 commenti

What do you think?

Written by Cinzia Ficco

Satolli: È ora che lo Stato ci dia "credito"