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Michele e Maria. Storie di rinascita dopo il sisma

I tipi tosti questa volta sono Michele Spagnuolo e Maria Fidanza. Vivono in regioni diverse e svolgono attività  diverse, hanno conosciuto per alcuni mesi la paura, la disperazione, ma poi hanno deciso di ripartire. I loro territori sono stati sconvolti dal terremoto, ma per la loro comunità  sono diventati testimoni di coraggio e messaggeri di speranza.

OVERFESTIVALMichele è nato nell’81 ad Umbertide, si è laureato in Scienze delle Comunicazioni all’Università  di Perugia e ha approfondito la sua passione per l’organizzazione di manifestazioni sportive e culturali, frequentando un master internazionale a Berlino. Dal febbraio 2009 è presidente dell’associazione culturale Pindaro, che organizza OVERTIME FESTIVAL. Il nome Pindaro non è stato scelto a caso. E’ lo scrittore greco, vissuto nel V secolo avanti Cristo, che per primo esaltಠle gesta sportive ed i giochi olimpici. Overtime Festival – dice Michele – è il primo ed unico festival in Italia a parlare di sport, etica e cultura sportiva, legando cinema, fumetto, musica, letteratura e alimentazione. Quest’anno  abbiamo avuto grandissime difficoltà  nel pianificare le iniziative. Alcune location, scelte negli anni passati per questo evento, che è  itinerante, come l’Auditorium San Paolo o l’aula magna dell’Università  di Macerata, non sono agibili. Non è facile organizzare un festival coinvolgendo commercianti e cittadini, quando le priorità  sono ben altre. Ma ci siamo riusciti. Con i segni del sisma, più che sugli edifici, nella nostra memoria, siamo andati avanti, raccogliendo le forze e la collaborazione di tanti partner e associazioni, con l’obiettivo di fare qualcosa di buono per il nostro territorio.

Dal 4 all’8 ottobre prossimo, dunque, si svolgerà  la settima edizione del festival, dedicata quest’anno a gregari e campioni. Dalle imprese dei campioni alle vicende dei grandi sconfitti, dai romanzi sullo sport ai convegni, dal racconto all’etica sportiva. Lo sport diventa chiave di lettura dei processi di socialità , costruzione di scambi interculturali, luogo della memoria nazionale. Le grandi gesta che si vedono, si vivono e si raccontano per celebrarle nel tempo. E poi c’è l’altra faccia dell’evento: esibizioni sportive, concerti, aperitivi ed iniziative a tema, tutti gratuiti. Si tratta di un appuntamento imperdibile per chi voglia scoprire gli aspetti più nascosti dello sport, con oltre quaranta eventi tra passato e presente e quattordici nuove location.

Ogni anno l’evento rimette in moto Macerata, con venti esercizi commerciali tra bar, ristoranti e negozi di abbigliamento sportivo, che propongono eventi a tema. Non potevamo rinunciare – aggiunge Michele- La nostra città  vive di cultura. Si pensi che su 42 mila abitanti, 11 mila sono iscritti all’Università  e che questo festival l’anno scorso in cinque giorni ha registrato a Macerata 20 mila presenze, molte di queste provenienti da regioni vicine.

Intanto per sostenere il Comune di Castelsantangelo sul Nera, martoriato dal terremoto, l’Associazione che Michele presiede ha lanciato il suo primo progetto editoriale con il sostegno di: Università  degli Studi di Macerata, Comune di Macerata e Panathlon International. Un progetto creato dalla penna degli amici del festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva. Il titolo è: E vissero¦ sconfitti e vincenti, ed è un libro fatto di storie, aneddoti, racconti e fantasie, che ha coinvolto il giornalismo sportivo italiano in nome della solidarietà  e dell’etica sportiva e vanta la prefazione di Bebe Vio. Ventidue gli autori e i giornalisti di fama nazionale che hanno aderito al progetto (Marco Ardemagni, Claudio Arrigoni, Davide Barzi & Oskar, Franco Bragagna, Elisabetta Bucciarelli, Nicola Calzaretta, Angelo Carotenuto, Matteo Cruccu, Luca Ferrara -illustrazione in copertina- Luca Leone, Elvis Lucchese e Vittorio Munari, Paolo Maggioni, Giammarco Menga, Marco Pastonesi, Dario Ricci, Dario Ronzulli, Giorgio Terruzzi, Stefano Vegliani, Furio Zara). Diciannove, invece, i racconti, di cui molti inediti contenuti.

Duecentonove pagine in cui si susseguono tecniche, linguaggi e modalità  di racconto completamente diverse tra ironia, romanticismo, illustrazione, poesia e sport!

MARIA FIDANZAE veniamo all’altra storia. Maria è nata nell’89 aL’Aquila. Nel 2009, quando c’è stato il terremoto, frequentava l’ultimo anno del liceo classico. Mesi di paura e disperazione non le hanno impedito di realizzare il suo sogno: avviare un’attività , L’Aquila Design con l’aiuto di quattro dei suoi nove fratelli.

Di quel periodo ho un ricordo vivo – racconta –  Nei giorni successivi alla scossa si viveva nell’ansia, nell’incertezza che amici e parenti fossero vivi e al sicuro. Siamo stati per giorni con le linee telefoniche interrotte. Abbiamo vissuto per tanto tempo in una tenda. Ma ricordo anche il desiderio di tutti gli aquilani di stare insieme e darsi forza. E’ stato dopo alcune settimane che è partita la nostra idea.  All’epoca la mia famiglia vendeva mobili, ed era alla quarta generazione. Il negozio è stato distrutto completamente e non volevo che il lavoro e i sacrifici di tanti decenni si disperdessero.

L’Aquila Design nasce subito dopo il sisma come attività  di trasloco, per svuotare le case distrutte o pericolanti.

Alcuni anni più tardi – ci dice Maria – abbiamo avviato anche un’attività  di vendita e consegna mobili, che seguisse il cliente dal rientro in casa alla progettazione degli arredi. Ci sono stati molti momenti difficili, soprattutto all’inizio. Non avevamo un ufficio e c’erano ben poche certezze sul futuro della città . La terra continuava a tremare e pensare di ricostruire tutto sembrava un sogno lontano. La nostra è stata una scommessa che, anno dopo anno e con tanto impegno, abbiamo vinto. Nel corso del tempo ci sono state offerte anche delle belle opportunità , come il progetto eBay adotta L’Aquila, che ci ha permesso di scoprire il mondo del commercio online e che è parte del nostro business. Ora le cose vanno  bene. Lavoro per 12 ore ogni giorno, il negozio è aperto dalle 9 alle 21, dal momento che non ci occupiamo solo di vendita, ma anche di progettazione di interni. Quindici in tutto le unità  che lavorano per l’Aquila Design. Maria si occupa soprattutto dell’amministrazione e della gestione del personale. Il fatturato – spiega – è in costante crescita, sia in negozio sia online. Vendiamo all’estero soprattutto grazie ad eBay e all’eCommerce, che ci hanno permesso di uscire dalla realtà  locale e raggiungere il mercato europeo, ma di sbarcare anche in Asia e Australia. All’estero il design italiano e il made in Italy sono molto apprezzati e richiesti. Quasi tutti i nostri dipendenti sono assunti con contratto a tempo indeterminato e in futuro avremo bisogno di altro personale. La nostra è una storia che ha fatto bene a noi, ma di riflesso ha aiutato anche la nostra città  perchè è stata un esempio di ripresa. Siamo quattro giovani ragazzi che ce l’hanno messa tutta, si sono impegnati e hanno raggiunto un bel risultato: ridare speranza. Se mi sento una tipa tosta? Certo. Sono cresciuta in fretta negli ultimi anni, ho vissuto esperienze di vita forti che mi hanno aiutato a riconsiderare le mie priorità . Ho imparato a dare il giusto valore alle cose e a trovare la forza per affrontare situazioni in cui non avevo scelto di trovarmi. Ho costruito giorno per giorno il mio sogno con le macerie alle spalle. Ne sono fiera e oggi mi sento più sicura.

                                                                                                                                                                                                                         Cinzia Ficco

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Written by Cinzia Ficco

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